THE BEATLES –YELLOW SUBMARINE

Bill Morrison

Voto Rockol: 3.0 / 5

Ero curioso di averla per le mani, questa trasposizione a fumetti del film di animazione del quale si è tanto parlato quest’anno, nella ricorrenza del cinquantennale dall’uscita. Mi aspettavo un adattamento in chiave moderna, in stile graphic novel – e un po’ lo temevo, ma insomma l’aspettativa c’era.
In realtà, sfogliare questo “Yellow Submarine” a fumetti è un po’ come guardare il film su un DVD in cattive condizioni: si passa da un fermo immagine all’altro, accompagnati da un discreto lettering nei balloons (che sarebbero, per chi non lo sapesse, i fumetti veri e propri, quelli che escono dalla bocca con dentro le parole) – anche se non si capisce la scelta di un lettering tremolante per i Biechi Blu, che sembra un difetto della stampa – e da alcune didascalie rettangolari che dovrebbero sostituire la voce fuori campo, in cui il carattere tipografico è troppo piccolo ed elaborato. Non sono scelte dell’editore italiano – sono rispettose dell’edizione originaria, quindi di Bill Morrison; ma Morrison è un americano che ha passato metà della vita disegnando per la Walt Disney, quindi che potevamo aspettarci?
I personaggi e gli sfondi sono peraltro rispettosissimi del film, il che, come diceva Antonio Lubrano, fa sorgere spontanea la domanda: che bisogno c’era di ridisegnare tutto, non sarebbe bastato prendere i disegni originali del film?
Una delle ragioni, però, e forse la più importante, per cui ero curioso di avere per le mani questo libro era per valutare la traduzione. Sul tema ho già scritto qui recensendo il libro illustrato uscito pochi mesi fa . Stefano Pogelli, il traduttore di questo - sarà lo stesso che ha scritto un libro sulla musica celtica? – si è molto, molto, molto basato sul doppiaggio italiano del film (in altre parole: l’ha usato a man bassa), e in un certo senso ha fatto bene. Ma forse avrebbe dovuto limitarsi ad utilizzarlo per intero, anziché cambiarnne alcune parti: un esempio? Nel Mare dei Buchi, Paul chiede a Geremia il Babbione: “vuoi dire che non hai mai scritto una bucomica”? Nel film si parla di “bucolica”, che ha senso; di “bucomica” il senso mi sfugge. E perché lasciare la citazione di Guy Lombardo, che in Italia nessuno sa chi sia stato , in un dialogo fra il capo dei Biechi Blu e Max? (Gli autori del doppiaggio italiano, cinquant’anni fa, avevano sfruttato la notorietà della hit parade radiofonica per “tradurlo” con Lelio Luttazzi).
Insomma, questa traduzione non mi pare soddisfacente. Ma, figuriamoci, capisco che le mie sono fisse da purista beatlesiano...

Franco Zanetti