Recensioni / 27 lug 2018

The Beatles - YELLOW SUBMARINE - la recensione

Voto Rockol: 4.0 / 5
YELLOW SUBMARINE
The Beatles

In quest’anno di celebrazioni del cinquantennale dell’uscita del film di animazione “Yellow Submarine”, la Gallucci riedita un’edizione illustrata del libro che racconta, con le immagini del film, le avventure dei Beatles a Pepperland. Sarebbe di per sé un libro per bambini, ma, come tutto ciò che riguarda i quattro di Liverpool, diventa anche un oggetto da collezione, per quanto certamente non a tiratura limitata.

Quando lo stesso identico libro fu pubblicato da Rizzoli più di dieci anni fa, mi fu chiesto in extremis di “dare un’occhiata” alla traduzione dei testi – che era stata curata da una persona totalmente ignorante della storia del film e della storia dei Beatles. Non fu possibile fare molto, anche perché il libro era già pronto in bozze e non c’erano né il tempo né il modo per rifacimenti sostanziosi – che pure sarebbero stati necessari. Riuscii soltanto a inserire alcune – secondo me obbligatorie – corrispondenze alla versione italiana del film, che per il lettore di casa nostra è inevitabilmente il termine di riferimento.

La scelta di Gallucci è stata quelli di incaricare del lavoro di traduzione del testo Franco Nasi, un magistrale professionista che fra l’altro è il traduttore italiano dei libri di Roger McGough, il poeta di Liverpool che contribuì in maniera determinante ai dialoghi inglesi della pellicola. La scelta di Nasi è stata quella di non tenere in considerazione i dialoghi italiani originari del film (dialoghi dei quali da tempo sto cercando di individuare gli autori, purtroppo senza ancora esserci riuscito). Ne risultano scelte divertenti e originali - gli Apple Bonkers diventano “i Fuori di Mela”, “University of Whales” diventa “università delle Baleari” – benché in alcuni casi spiazzanti per un beatlesiano di stretta osservanza, come la rinominazione di Geremia il Babbione in “Jeremy De Babbeis”.

Ma questo alla fine è un libro più da guardare che da leggere, quindi qui siamo alle sottigliezze, alle quisquilie, alle pinzillacchere: roba da impallinati. Il libro è bello, divertente e coloratissimo, e tanto basti.

Per i collezionisti “veri” segnalo anche un’altra edizione di “Yellow Submarine”. Un “delizioso” (aggettivo abusato ma inevitabile) libretto “pop-up”, ossia uno di quelli in cui aprendo le pagine si solleva in tre dimensioni una parte delle pagine. Nove euro e novanta per cinque doppie pagine di formato 10,5 x 11,5 centimetri: sarebbe una cosa per bambini, ma i bambini di oggi sono nativi digitali e di un libretto pop-up non sanno che farsene, quindi è destinato a noi babbioni beatlesiani che bambini lo siamo stati tanti anni fa, per i quali un oggetto del genere è un cult da collezione.

Chiudo segnalando la prossima uscita – non so se anche in edizione italiana - di una versione “graphic novel” di “Yellow Submarine”, che uscirà ad agosto e sarà curata da Bill Morrison. Vi farò sapere.

Franco Zanetti