Oggi i concerti di Gemitaiz portano altrove
Tra “Elsewhere”, il suo ultimo disco, e la sua proposizione dal vivo c'è un filo rosso evidente. Passa innanzitutto dalla band che accompagna Gemitaiz, la stessa con cui ha costruito la pasta sonora dell'album: Rodrigo D'Erasmo al violino, Fabio Rondanini alla batteria, Frenetik alle chitarre, Orange al basso, Raffaele “Rabbo” Scogna al pianoforte, Vittorio Gervasi al sax e Mixer T ai synth. Musicisti di altissimo livello che sul palco non hanno il ruolo di “accompagnare un rapper”: sono parte integrante del concerto, ne determinano il suono e ne amplificano la dimensione emotiva. È proprio questo uno degli aspetti che colpisce maggiormente del live al Parco della Musica di Milano. La musica suonata, l'elettronica e le produzioni convivono in un dialogo continuo, senza che nessuno degli elementi finisca in secondo piano. Nei concerti rap capita spesso che la band intervenga soltanto in frangenti recintati, mentre in altri il suo ruolo diventa quasi invisibile. Qui succede l'esatto contrario: Gemitaiz costruisce un concerto letteralmente da band, come se avessimo davanti “I Gemitaiz”.
Lo si capisce fin dai primi brani, quando “L'altro mondo”, “Vieni te”, “Flowman” e “Tra le nuvole” stabiliscono immediatamente le coordinate sonore della serata. Gli arrangiamenti non cercano semplicemente di riprodurre l'album: lo espandono, lo portano in una dimensione diversa, lasciando agli strumenti lo spazio per respirare. Gemitaiz la sua band la chiama scherzosamente “i quaranta ladroni”. Ma dietro la definizione ironica c'è una consapevolezza precisa: questi musicisti sono il cuore del progetto. Ci sono instanti in cui questa fusione raggiunge un equilibrio particolarmente riuscito. “Pensa”, “Davide”, “Giornate vuote”, “Bene”, il cuore dello show, mostrano quanto la voce graffiata del rapper possa dialogare con una formazione musicale così ricca. Poi c'è “Vivere pt. 2”, in ricordo di Primo Brown, uno dei momenti più intensi della serata preceduto da “Forte”, che Gem, su un palco caldo, con una lampada e oggetti di design, canta con un asciugamano sulla testa e gli occhi chiusi.
Il concerto riesce anche a mettere in comunicazione tempi molto diversi del percorso dell'artista. Si torna indietro fino a “Giro di notte”, pezzo uscito quattordici anni fa. Gemitaiz chiede al pubblico quanti abbiano quattordici anni e diverse mani si alzano. È un piccolo cortocircuito temporale: una canzone che appartiene a un'altra fase del suo cammino viene cantata davanti a persone che, quando è uscita, erano appena nate o stavano ancora crescendo. Questi brani più vecchi, ed è qui che si vede la forza degli arrangiamenti, non sembrano però appartenere a un’altra fase della carriera del rapper romano, si ineriscono senza sbalzi nel sound scolpito oggi. E poi “Ciao Baby”, un altro passaggio riuscito, capace di condensare una delle caratteristiche più interessanti dello spettacolo: la capacità di muoversi continuamente tra atmosfere differenti in cui anche gli ospiti (un plauso a Meg, per tutto il suo affascinante misticismo) hanno un ruolo e non sono invitati da passerella. Ci sono attimi in cui il concerto assume una dimensione quasi rock e blues, altri in cui il suono sembra diventare più desertico, fisico e asciutto.
C'è la potenza delle parti condivise con MadMan, oltre a momenti di forte introspezione con interventi acustici. Ed è qui che “Elsewhere” diventa anche una dichiarazione d'intenti. “Altrove” non è necessariamente un luogo lontano dalla realtà, anche perché i testi dell'ultimo disco corrodono senza paura il contemporaneo. È, piuttosto, la volontà di spostare il punto di vista, di cercare qualcosa che vada oltre ciò che già si conosce. Il risultato finale è un live maturo, in cui è completamente superata qualunque dimensione di leggerezza adolescenziale che spesso offusca il rap. Forse il senso più profondo dell'andare altrove è proprio lì, tra quelle canzoni: non negare quello che si è stati, ma usarlo per costruire qualcosa che prima ancora non c'era. Diventare ciò che si è.
Scaletta:
L'altro mondo feat. Mathilde
Vieni te
Flowman
Tra le nuvole
Dancing with the devil pt 2 feat. Ele A + Neffa
Non mi scende
Un giro con noi
Siddharta
Il primo
Time machine + Pochette
La notte feat. Meg
Hangover pt 2
Old school
Elsewhere
<3
<3 <3
Pensa
Davide
Giornate vuote
Bene
Lacrime feat. MadMan + Venerus
Veleno 6 remix feat. Madman
Veleno 4 feat. MadMan
Killer game feat. MadMan
Forte
Vivere pt 2
Giro di notte
Balon d'or
Ciao baby
Senza di me feat. Venerus + Franco126
Outro in the night