«UNA VITA CON BOB DYLAN - Riccardo Bertoncelli» la recensione di Rockol

Riccardo Bertoncelli - UNA VITA CON BOB DYLAN - la recensione

Recensione del 23 gen 2017 a cura di Franco Zanetti

(Giunti, 176 pagine, 13 euro)

Voto 8/10

La recensione

“Mi sono sempre tenuto a rispettosa distanza da Bob Dylan. Non l’ho incrociato quand’ero giovane, non ne ho seguito l’itinerario espressivo, e oggi ho la consapevolezza di non essere più in grado, per questioni anagrafiche, di affrontare praticamente da zero lo studio di un artista così complesso e dalla discografia così ampia”.

Così ho iniziato recensendo giorni fa “Like a rolling stone” di Greil Marcus.

Pensavo di essermi tolto il pensiero di dover scrivere di Dylan, e invece mi è capitato sulla scrivania questo libro, il cui titolo “potrebbe far pensare alle memorie di un maggiordomo o di un autista”, scrive l’autore nella prefazione. E siccome conosco bene l’autore, e ogni tanto ci lavoro anche insieme, mi è parso doveroso dedicare un po’ di tempo a questa sua operetta. Dove “operetta” non suoni a diminutio o a dileggio: perché anche a un ignorante su Dylan come me la lettura di queste pagine è risultata gradevole e istruttiva. Intanto perché questa raccolta di “peana, scoperte, rimbrotti e amarcord” (un modo carino per dire che si tratta di un florilegio di testi già precedentemente pubblicati) è molto ben scritta: ma su questo faceva già da garante il nome di Bertoncelli – a proposito, quanta acqua stilistica è passata sotto i ponti dalla prefazione, scritta 45 anni fa, per la biografia dylaniana di Anthony Scaduto nell’edizione italiana! Poi perché, e diversamente da Greil Marcus (graziaddio), Bertoncelli scrive per farsi capire e non per stupire il lettore incolto. Sicché ci ho capito qualcosa anch’io, che sono quasi digiuno di nozioni su Dylan. Non arrivo a dire che mi è quasi venuta voglia di togliere il cellophane dal box set “The complete album collection vol.1” che è lì che mi guarda intonso da dietro un’anta del mobile Biedermeier, ereditato da uno zio triestino, che custodisce i miei cofanetti di CD; ma, insomma, quasi quasi il best of del 2005 l’avrei anche messo nel lettore, non fosse che per questioni di ordine alfabetico è troppo in altro per poterlo togliere dallo scaffale senza ricorrere a una scaletta (e sono diventato così pigro, ma così pigro.).


Mi sono accontentato di immaginarli, i dischi di Dylan recensiti nel tempo da Bertoncelli di cui ho letto nel libro. E va bene così.
L’ultimo dei 42 capitoletti contiene un’ampia intervista a Francesco De Gregori realizzata lo scorso anno, già pubblicata, ma in forma ridotta, da “Musica Jazz”, e qui in versione integrale; che più che una sequenza di domande e risposte è una conversazione fra innamorati. Se vi capiterà di prendere in mano il libro, andate nell’ultima pagina; e se siete mai stati acquirenti di bootleg in vinile troverete il disegno di un porcello col sigaro che vi farà sorridere di nostalgia.

Franco Zanetti
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