«ITALIA D’AUTORE - Fabio Alcini» la recensione di Rockol

Fabio Alcini - ITALIA D’AUTORE - la recensione

Recensione del 07 feb 2020

La recensione

Mi occupo da parecchi anni di editoria musicale. Non nel senso delle edizioni musicali, cioè la gestione dei diritti degli autori di canzoni, ma nel senso di pubblicazioni che trattano argomenti musicali. Ho scritto libri, ho curato libri scritti da altri, ho diretto collane per editori importanti. Credo di conoscere bene, e da vicino, e per esperienza diretta, la situazione italiana di questo microsettore che da noi vive parecchi problemi – e non tutti congiunturali.

I grandi editori, troppo spesso, pensano che pubblicare un libro firmato da un nome noto del mondo della musica, o più genericamente dello spettacolo, sia una buona idea di marketing, perché assicurerebbe l’attenzione dei recensori e dei lettori. Per quanto riguarda i primi, è abbastanza vero, anche se quelle che vengono pubblicate come recensioni sono, nella stragrande maggioranza dei casi, riscritture di un comunicato stampa: non per autoincensarmi, ma credo di essere fra i pochissimi che prima di recensire un libro lo leggono per intero. Per quanto riguarda i secondi, cioè i lettori, molto spesso la notorietà dell’autore – o di quello che figura come tale, giacché in genere i libri a loro firma sono scritti da ghostwriter, cioè da professionisti della scrittura (una volta li chiamavamo “negri”, ma ora che tutto dev’essere politicamente corretto non si può più farlo) – non è sufficiente ad assicurare vendite dignitose alle loro “opere letterarie”. Un po’ perché di libri in Italia se ne vendono pochi e se ne leggono pochissimi, un po’ perché (nello specifico della musica) la gente non spende più per ascoltare canzoni, figuriamoci se spende per comprare un libro scritto da un cantante - o un giornale che scrive di musica, del resto.

(Al momento, peraltro, funzionano bene i libri scritti, o firmati, da influencer e starlet del web – finché dura questa moda, almeno).

A monte dell’esito economico, però, ci sono altre problematiche, in buona parte dettate da esigenze economiche – ovvio: se i libri di argomento musicale non si vendono, non generano profitti reinvestibili. E cioè: gli editori (non solo i piccoli editori, anche i grandi gruppi) non sono in grado di pagare editor attenti e preparati, e nemmeno, purtroppo, correttori di bozze capaci. Sicché, come avrete visto evidenziato in alcune delle mie recensioni di questa rubrica, certi libri sono pieni zeppi di refusi, imprecisioni o errori veri e propri.

(Lo stesso succede per le traduzioni: sono così sottopagate che vengono affidate a traduttori inesperti e/o incompetenti, e le edizioni tradotte in italiano di libri scritti da autori anglosassoni su/di personaggi della musica internazionale sono costellati di inesattezze quando non di veri e propri sfondoni).

Tutto questo preambolo non è riferito nello specifico al libro di cui mi occupo oggi, che – fra i tanti che pubblica Arcana – certamente non sfigura. Ma che è, a dirla tutta, un libro del quale è difficile sostenere che si sentisse la mancanza. Lo ha scritto Fabio Alcini, già autore di alcuni titoli della collana “I cattivi” dell’editore Bevivino (fra cui quelli dedicati a Yoko Ono e Keith Richards).

Il libro ha per sottotitolo “1965-1985: il periodo d’oro dei cantautori dal vinile al CD”, ed è organizzato per capitoli, uno per ognuno dei 21 anni considerati. Ogni capitolo è aperto da una scheda di avvenimenti extramusicali dell’anno considerato (espediente ampiamente utilizzato, e del tutto pleonastico) e da una scheda riassuntiva delle uscite discografiche più significative dell’anno medesimo, questa più utile. Seguono i profili professionali di due cantautori in qualche maniera connessi all’anno preso in esame. E questi profili sono accurati e dettagliati; ma – come dicevo poc’anzi – “davvero” abbiamo ancora bisogno di biografie professionali di due/tre/quattro pagine di Claudio Baglioni, Franco Battiato, Lucio Dalla, Antonello Venditti, Giorgio Gaber, Francesco Guccini, Lucio Battisti e via elencando? Se io fossi l’editor (cioè quello che cura il piano editoriale) di Arcana, ad Alcini avrei detto: scrivi per ogni anno i profili di due cantautori che “non” sono diventati famosi come quelli sopra citati e, secondo te, avrebbero meritato di diventarlo, spiegando chi sono, cos’hanno fatto e perché li ritieni meritevoli di attenzione. Lavora su qualcosa che altri non hanno già fatto, aiuta il lettore a scoprire qualcosa che già non sa e che magari difficilmente troverà altrove. Scrivi un libro originale e diverso dagli altri.

Ma io non sono l’editor di Arcana, e magari mi sbaglio, e un libro come questo ha la sua ragion d’essere pubblicato; cosa che gli auguro, augurandomi anche di essere smentito dai fatti (cioè dalle vendite).

Franco Zanetti

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.