«ANGEL DREAM - Tom Petty» la recensione di Rockol

Tom Petty e l'universo parallelo degli anni '90

Arriva "Angel dream", un nuovo album che nuovo non è: una rivisitazione di "She's the one", che completa il ciclo dedicato a "Wildflowers". Cosa sarebbe successo se Petty avesse pubblicato quegli album come aveva inizialmente pensato?

Recensione del 03 lug 2021 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10

La recensione

È lecito riscrivere e ripensare un album quando un artista è scomparso? È la solita, complessa questione della gestione della legacy, ma in questo caso specifico la risposta è positiva. "Angel dream" non è un disco inedito di Tom Petty. È piuttosto la seconda parte di un universo parallelo in cui "Wildflowers”, il suo capolavoro del '94, prende la forma che il rocker scomparso nel 2017 voleva originariamente alle canzoni di quel periodo.

"Wildflowers" e "She's the one" 

Fu l'inizio della collaborazione con Rick Rubin: originariamente doveva essere un disco doppio. Poi, per questioni di opportunità e di rapporti con la sua nuova casa discografica, uscì un album singolo: ne ho raccontato la storia qua, quando lo scorso autunno è uscito "Wildflowers & All The Rest", il box che riporta l'album a quel progetto originario.
Petty inizio a lavorare a quel progetto ancora in vita, lo annunciò pure, ma non riuscì mai a terminarlo. E anche dopo la sua morte c'è voluto del tempo: solo ora - per le noti liti familiari tra gli eredi - si è riusciti a concludere il tutto. Originariamente, nel '96, a quel disco seguì uno strano progetto: "She's the one", una via di mezzo tra una colonna sonora e un disco. A differenza di "Wildflwoers", "She's the one" venne accreditato agli Heartbreakers - che furono in realtà presenti in tutte le sessioni. "She's the one", nella versione originale, conteneva outtakes da "Wildflowers", cover di  Beck, Lucinda Williams, un paio di canzoni ripetute in diverse versioni, e strumentali. Un disco-patchwork, insomma.

La nuova versione

Sembra una storia contorta? Lo è: quegli anno furono tra i più creativi della carriera di Tom Petty, ma anche tra i più difficili: la fine di un matrimonio, gli Heartbreakers - una delle più grandi rock band di sempre - ad un bivio per via dei problemi con il batterista Steve Lynch, licenziato in tronco.

Dopo la versione di ripensata di "Wildflowers", "Angel dream" rimette ordine anche in "She's the one". L'ha curata Ryan Ulyate, storico collaboratore di Petty nell'album sono stati eliminati i brani dalle sessioni del disco precedente, eliminati i doppioni di "Walls" e "Angel dream" e inseriti 4 inediti: di Petty: "105 Degrees" e "One of Life's Little Mysteries", la strumentale "French Disconnection" e un'altra cover, Thirteen Days" di J.J. Cale". Se la copertina è un po' kitsch, il risultato suona decisamente omogeneo e più compatto. Gli inediti sono buoni, in particolare "Thirteen Days" e il rock-blues originale di "105 Degrees".

Il futuro (non) è scritto
Non si tratta di un'operazione imperdibile, come "Wildflowers and all the rest".  "Angel dream" è piuttosto un lavoro ben fatto, che mira più ridare coerenza al materiale che presentarne di inedito. Ira che le questioni societarie della gestione della sua eredità sembrano essersi sistemate, dagli archivi continueranno ad arrivare inediti? Speriamo: il mio personale desiderio è la rivalutazione di "Echo", che arrivò nel '99 dopo "She's the one" e segnò la fine del trittico con Rick Rubin. Un altro disco dalla lavorazione complessa, ma decisamente più rock: è sempre stato ampiamente sottovalutato nella produzione di Petty, ed è ora di dargli il riconoscimento che merita.

 

TRACKLIST

01. Angel Dream (No. 2) (02:28)
02. Grew Up Fast (05:08)
03. Change the Locks (04:53)
04. Zero From Outer Space (03:04)
05. Asshole (03:11)
06. One of Life's Little Mysteries (03:10)
07. Walls (No. 3) (03:00)
08. Thirteen Days (03:35)
09. 105 Degrees (03:10)
10. Climb That Hill (03:55)
11. Supernatural Radio - Extended Version (06:03)
12. French Disconnection (02:20)
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