«NO GODS NO MASTERS - Garbage» la recensione di Rockol

I Garbage tornano con ‘No Gods No Masters’, un disco emotivo e impegnato

Cinque anni dopo "Strange Little Birds” Shirley Manson e soci pubblicano il loro settimo album. Il nuovo disco si rivela essere uno dei lavori più impegnati della band, che,affrontando temi sociali e politici sembra aver trovato un nuovo scopo.

Recensione del 28 giu 2021 a cura di Elena Palmieri

Voto 7,5/10

La recensione

Negli anni i Garbage si sono sempre presi il loro tempo tra un disco e l’altro, senza la fretta di pubblicare un nuovo album ogni anno e senza la frenesia di inseguire le regole del mercato. E anche questa volta la formazione di Madison, Wisconsin, non fa eccezione. 

“No Gods No Master”, questo il titolo della nuova prova sulla lunga distanza della band guidata da Shirley Manson, che giunge a cinque anni di distanza da "Strange Little Birds”, è la prova che i Garbage vanno avanti per la loro strada, non scendono a compromessi e rimangono fedeli a loro stessi e alla loro cifra stilistica, tra pop elettronico, rock alternativo, new wave e industrial.

Eppure il gruppo sa giocare bene le sue carte.

Per attirare l’attenzione dei fan e preparare il pubblico al loro ritorno discografico, Shirley Manson e soci hanno scelto di pubblicare come anticipazioni del loro nuovo progetto i brani “The Men Who Rule The World” e la title track del disco. Entrambe le canzoni sono un po’ “un canto delle sirene”, per le loro sonorità accattivanti, orecchiabili e ammalianti, che non tradiscono le aspettative. Tuttavia, sia il primo singolo - e traccia d’apertura di “No Gods No Master” - che la title track suonano come degli avvertimenti, anticipando fin da subito i contenuti dell’album. I testi di queste due canzoni, come poi gli altri brani del disco, rivelano l’anima più emotiva, ma soprattutto più impegnata, dei Garbage, che in “No Gods No Master” affrontano temi quali razzismo, sessismo, misoginia e cambiamento climatico, con un occhio attento rivolto verso ciò che li circonda. La band sembra così aver trovato un nuovo scopo dopo quasi 30 anni di carriera.

Verso “No Gods No Masters”

Dopo il singolo “No Horses” del 2017, l’anno successivo i Garbage hanno iniziato a dedicarsi alla scrittura del loro settimo album in studio, abbozzandone lo scheletro e dandogli forma partendo da una sessione del 2018 nel deserto a Palm Springs, in California. Sospeso poco dopo il lavoro per celebrare il ventesimo anniversario di “Version 2.0” del 1998 e intraprendere un tour, Shirley Manson, Duke Erikson, Steve Marker e Butch Vig sono poi tornati a Los Angeles per completare il progetto insieme al produttore e collaboratore di vecchia data Billy Bush. “No Gods No Master” è stato così completato nel 2020, con la pandemia da Coronavirus, le proteste del movimento Black Lives Matter insorte successivamente la morte di George Floyd e le elezioni presidenziali statunitensi che hanno conferito ancor più attualità alle tematiche trattate nell’album, conseguenti a riflessioni intraprese e portate avanti da Shirley Manson già tempo prima. 

“The women who crowd the courtrooms / All accused of being whores”, canta la frontwoman dei Garbage nell’audace “The Men Who Rule The World”, introdotta dal rumore di una slot machine e poi sostenuta dalle percussioni e da suoni elettronici.

E ancora: “The fleecing of the people / All the fucking time / They call it self-preservation / But we call it a crime”. La critica della cantante contro “l’ascesa della miopia capitalista, del razzismo, del sessismo e della misoginia in tutto il mondo” - come dichiarato dal gruppo stesso per descrivere il brano - viene supportata dal batterista e mago dei suoni Butch Vig, che tutti ricordano come il produttore di "Nevermind" dei Nirvana, e dagli altri componenti del gruppo con suoni oscuri ma seducenti fra electro-pop e industrial.

Suoni audaci e testi impegnati

“Molti dei testi delle canzoni riflettono il tempo in cui viviamo e penso che il disco sia un po' oscuro e audace”, aveva dichiarato alla fine dello scorso anno Butch Vig, svelando qualche dettaglio di “No Gods No Master” e anticipando: “Ci sono dei riferimenti ai Talking Heads e alcuni ai Roxy Music”. Nel disco si trovano in effetti echi alle atmosfere della band inglese di Bryan Ferry in “Anonymous (XXX)”, con un tocco alla Talking Heads, o nella personale ed emotiva "Uncomfortably Me”, dove Shirley Manson indaga sulle proprie stesse ansie. E ricorda: “My hands would shake, I would sweat / Always trying hard to impress / Wish I told them all, ‘Go to hell’ / But I never had the common sense, too busy hating on myself / A waste of time, a waste of space”.

I riferimenti e le influenze musicali, tra cui anche i New Order nella malinconia di “Flipping The Bird”, sono in “No Gods No Master” degli omaggi dei Garbage ai musicisti che li hanno in qualche modo formati e non solo degli spunti per l’ambiente sonoro del disco.

L’album, infatti, mantiene intatto il sound riconoscibile della formazione del Wisconsin, cercando addirittura di superarlo in qualche momento. In un brano come “Godhead”, per esempio, in cui Shirley Manson tratta di sessismo e misoginia, si riconoscono i Depeche Mode di “Personal Jesus” tanto quanto gli stessi Garbage di “Hammering in My Head” del 1998. In "Waiting for God”, invece, uno dei punti focali di “No Gods No Master”, la musica suona riflessiva in modo inedito e cinematografico mentre la cantante canta di razzismo e del movimento Black Lives Matter, con l’intera band volta a evolversi e andare oltre le proprie radici radicate negli anni ’90. La title track, invece, è un esempio di come la creatività e il fuoco dei Garbage non si sono ancora spenti, con Manson che reimmagina la società per il futuro e rimarca: "The future is mine just the same / No master or gods to obey".

La generosità dei Garbage

Oltre alle undici canzoni dell’album, con “No Gods No Master” Shirley Manson e soci propongono un secondo disco contenente otto brani. Tra questi ci sono i singoli “No Horses” del 2017 e "Destroying Angels" del 2018 - questa con John Doe e Exene Cervenka, storica coppia del punk californiano alla guida degli X - che fanno da ponte di congiunzione tra "Strange Little Birds” e il nuovo lavoro discografico. Non mancano poi le cover di “Starman” di David Bowie e “Because The Night”, scritta da Patti Smith e Bruce Springsteen, oltre a tracce del passato. Un esempio è "Girls Talk" con Brody Dalle dei Distillers, originariamente pubblicata come singolo nel 2014 e qui presente insieme al suo lato B "Time Will Destroy Everything”,. dove sono protagoniste due delle voci femminili più forti e interessanti del panorama punk rock e alternativo. E con questo non si può certo dire che i Garbage non abbiano soddisfatto l’attesa del loro ritorno discografico.

TRACKLIST

#1
02. The Creeps (03:33)
03. Uncomfortably Me (03:16)
04. Wolves (04:16)
05. Waiting for God (04:04)
06. Godhead (04:08)
07. Anonymous XXX (04:07)
08. A Woman Destroyed (05:32)
09. Flipping the Bird (03:37)
10. No Gods No Masters (04:31)

#2
01. No Horses (05:23)
02. Starman (04:09)
03. Girls Talk (with Brody Dalle) (03:36)
04. Because the Night (04:59)
05. On Fire (05:07)
06. The Chemicals (with Brian Aubert) (04:19)
07. Destroying Angels (feat. John Doe & Exene Cervenka) (05:00)
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