«METTI UNA BOSSA A CENA - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - METTI UNA BOSSA A CENA - la recensione

Recensione del 28 mag 2000

La recensione

Nell'Italia degli Anni '60 consacrata al Beat e in quella dei '70 innervata dal Progressive, si sviluppò la via alternativa dell'Easy Listening. Fu allora che esplose la musica in doppiopetto, la cui missione era quella di coccolare la privacy delle famiglie che la ascoltavano dalla radio e dalla filodiffusione a mo’ di defatigante siparietto fra un programma e l'altro. A proporla erano le orchestre dirette da compositori specializzati in colonne sonore cinematografiche, sigle per spot pubblicitari e commenti per trasmissioni televisive. Nomi d'altissimo livello come Ennio Morricone, Piero Piccioni, Alessandro Alessandroni, Armando Trovajoli, Romano Mussolini e Franco Micalizzi. La loro strategia apparve subito chiara: bisognava creare atmosfere antistress per sonorizzare in punta di piedi la quotidianità domestica degli italiani. L'idea vincente fu quella di rivisitare con gusto mediterraneo il sound brasiliano di Antonio Carlos Jobim, Jorge Ben e Sergio Mendes privilegiando la carezza vellutata della bossanova. Ne risultarono composizioni come "Amori finiti" di Giancarlo Gazzani (inclusa nell'ellepì "Musica per commenti sonori"), "Curriculum" di Franco Chiari e il suo Quartetto e "Warm blood" di Tullio Gallo e Angel "Pocho" Gatti, pezzo forte del 33 giri "Stereo beat". Questi ed altri 17 brani sono diventati il succo della compilation "Metti una bossa a cena", stimolante viaggio nella Lounge Music italiana che cavalcò l'onda tropicale aggiungendovi due ingredienti: il jazz e la melodia. Per rendervene facilmente conto ascoltate "Un uomo, una donna" di Chester Lee and his Combo (dalla soundtrack dell'omonimo film), "Fortuna" di Piero Piccioni (da "Amore, amore, amore" con Alberto Sordi), "Hurry to me" di Ennio Morricone (da "Metti una sera a cena") e "Rossana" di Armando Trovajoli (da "Il grande colpo dei 7 uomini d'oro"). E poi lasciatevi definitivamente ammaliare dal "Tema di Linda" del glorioso serial Tv "Jekyll", interpretato da Giorgio Albertazzi.
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