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«NO FUN MONDAYS - Billie Joe Armstrong» la recensione di Rockol

Il lockdown di Billie Joe Armstrong

La serie “No fun mondays”, che nei mesi scorsi ha visto il frontman dei Green Day affrontare il periodo di quarantena reinterpretando canzoni di altri artisti, diventa un album.

Recensione del 09 dic 2020 a cura di Elena Palmieri

Voto 7/10

La recensione

Con l’arrivo della pandemia da Coronavirus che ha stravolto la vita di tutti noi, costringendoci a ripensare le nostre giornate all’interno delle mura domestiche, sul finire del mese di marzo scorso il frontman dei Green Day ha deciso di prendere in mano la chitarra, mettersi nel suo studio di casa e reintepretare canzoni di altri artisti. 

“Cari amici, dal momento che siamo tutti in quarantena ho riflettuto sulle cose che contano di più nella mia vita: famiglia, amici e ovviamente la musica. Ho registrato una cover di ‘I think we’re alone now’ di Tommy James and the Shondells nella mia camera da letto. Immagino che se dobbiamo trascorrere questo periodo in isolamento, almeno possiamo stare da soli insieme”: con queste parole, e la sua versione del brano della formazione statunitense attiva negli anni Sessanta, Billie Joe Armstrong ha dato il via a “No fun mondays”. La serie, che dal 23 marzo scorso e per le settimane successive ha visto il leader della band di “Dookie” intrattenere i propri fan con diverse cover, è diventata un album e al tempo stesso la testimonianza del lockdown di un artista che con il suo gruppo aveva da poco dato alle stampe un album, “Father of all motherfuckers” uscito il 7 febbraio 2020, e aveva in programma un tour mondiale rimandato al prossimo anno a causa della pandemia da Coronavirus.

Il tocco punk e umano di Billie Joe Armstrong

Come recentemente raccontato da Billie Joe Armstrong al New Musical Express, le canzoni scelte dal frontman dei Green Day da reinterpretare sono brani - eccetto alcuni come “Manic monday”, scritto da Prince usando il nickname Christopher e poi pubblicato dalle Bangles nel 1986 - “che sembrano rare o almeno rare per altre persone”.

Prendendo a esempio il pezzo originariamente registrato da Kim Wilde e successivamente inciso anche da - tra gli altri - i Muffs, Billie Joe ha detto: “I giovani fan dei Green Day non hanno mai sentito una canzone come ‘Kids In America’”. Così, con l’intento di occupare il proprio tempo registrando e condividendo con il suo pubblico cover di canzoni tratte dalla sua collezione di dischi, il 48enne artista statunitense, con umiltà e rispetto verso gli autori scelti, ha dato un tocco punk e umano ai brani di John Lennon, Bangles, Billy Bragg - di cui ha preso “A New England”, un brano originariamente caratterizzato da voce e chitarra elettrica pulite, che Armstrong ha fatto proprio inserendo basso e batteria - e molti altri. L’umanità e la generosità di Billie Joe Armstrong emerge da “No fun mondays” anche per la scelta di includere un tributo a Adam Schlesinger, il bassista dei Fountains of Wayne .scomparso ad aprile, e presentare una personale versione di “That thing you do!”. 

Nel suo disco di cover Billie Joe, dando così un po’ di leggerezza all’intero lavoro, si misura anche con la lingua italiana.

Il leader dei Green Day propone, infatti, una sua bizzarra reinterpretazione di “Amico” di Don Backy (all’anagrafe Aldo Caponi), versione reincisa in italiano dal cantautore toscano del brano scritto da Burt Bacharach e Bob Hilliard, ”Keep away from other girls”, originariamente interpretato da Helen Shapiro. Il musicista californiano, solito cimentarsi in cover di brani di altri artisti con la band - i Coverups - da lui formata insieme a Mike Dirnt, Bill Schneider, Chris Dugan e Jason White, con la serie e l’album “No fun mondays” è riuscito a rendere omaggio a grandi artisti, rileggendo alcune delle sue canzoni preferite, e allo stesso tempo a catturare l’atmosfera sociopolitica americana degli ultimi mesi. Come spiegato dallo stesso Billie Joe Armstrong, “Police on my back” degli Equals di Eddy Grant - brano riletto anche da, tra gli altri, i Clash e pubblicato nel loro album “Sandinista!” del 1980 - potrebbe benissimo essere legato a quanto accaduto a George Floyd e alle proteste del movimento Black Lives Matter insorte successivamente la morte del 46enne afroamericano, che ha perso la vita lo scorso 25 maggio a causa di un fermo da parte della polizia a Minneapolis.

La canzone da ascoltare

Ciò che accomuna le tracce di “No fun mondays”, anche se sono cover di brani tratti dalla discografia di artisti di generi e stili diversi, alcuni che si avvicinano maggiormente alle influenze della musica dei Green Day - come gli Avengers, band di San Francisco, di cui Billie Joe Armstrong ha scelto di reinterpretare il brano “Corpus christi” dal loro Ep eponimo pubblicato nel 1979 dopo il loro scioglimento - e altri meno, è l’approccio e il modo con cui il 48enne artista statunitense e padre di due figli (nati rispettivamente nel 1995 e 1998) si è misurato con le canzoni scelte.

La sua attitudine per questo album di cover, nel quale l’artista è riuscito a incanalare tutta la sua energia, sprigionata anche nella sua serie per affrontare insieme ai fan un momento di difficoltà collettiva, rispecchia in pieno lo spirito apparentemente più scanzonato e l’anima infantile di Billie Joe, unito al suo sguardo attento verso ciò che lo circonda. In “No fun mondays”, infatti, non sorprende sentire richiami allo stile del trio californiano di “American idiot”. Lo stesso gruppo che nel 2007 ha pubblicato una propria versione di “Working class hero”, riuscendo nell’impresa di rileggere un brano di John Lennon, di cui Billie Joe Armstrong ha reinterpretato “Gimme some truth” per la sua serie e il suo disco di cover. “Penso di avere un approccio umile riguardo al modo in cui faccio canzoni del genere”, ha dichiarato il frontman dei Green Day parlando della canzone dell’ex Beatle, che ha ascoltato per la prima volta nella versione dei Generation X. La rilettura di “Gimme some truth” proposta da Billie Joe, infatti, riesce a cogliere sia l’intento dell’originale di Lennon che della cover di Billy Idol e soci, diventando così uno dei momenti migliori di “No fun mondays”.

TRACKLIST

02. War Stories (02:41)
03. Manic Monday (03:06)
04. Corpus Christi (03:24)
05. That Thing You Do! (02:48)
06. Amico (02:27)
07. You Can't Put Your Arms Round a Memory (03:31)
08. Kids in America (03:08)
09. Not That Way Anymore (02:52)
10. That's Rock 'n' Roll (02:59)
11. Gimme Some Truth (02:48)
12. Whole Wide World (03:18)
13. Police on My Back (03:11)
14. A New England (02:09)
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