«AHIA! (EP) - Pinguini Tattici Nucleari» la recensione di Rockol

La nuova consapevolezza dei Pinguini Tattici Nucleari

Riccardo Zanotti e soci, a distanza di circa dieci mesi dalla loro partecipazione in gara alla settantesima edizione del Festival di Sanremo, presentano un disco di sette tracce che rivela il desiderio del gruppo lombardo di "arrivare a tanta gente".

Recensione del 08 dic 2020 a cura di Elena Palmieri

Voto 7/10

La recensione

“‘Ahia!’ è una parola molto interessante perché allo stesso tempo trasmette un’idea di dolore - fisico e psicologico - ma al contempo è anche una parola fumettistica, quasi comica o tragicomica. È una parola che benissimo incarnava lo spirito dietro quest’album”, ha detto Riccardo Zanotti a Rockol, raccontando il significato dietro il titolo del nuovo Ep dei Pinguini Tattici Nucleari. A distanza di circa dieci mesi dalla sua partecipazione in gara alla settantesima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Ringo Starr”, la band bergamasca ha dato alle stampe un disco di sette canzoni, figlio del lockdown e dell’emergenza Coronavirus.

“Chiuderci in casa durante il lockdown è stato qualcosa di molto pesante”, ha spiegato Zanotti. “Di conseguenza da quello potevano scaturire due diverse cose: o una forte tristezza o delle nuove canzoni, dei nuovi input”.

Una nuova consapevolezza: quella di arrivare a tanta gente

Per il loro nuovo Ep, intitolato “Ahia!” e anticipato dai brani “La storia infinita” e “Scooby Doo”, i Pinguini Tattici Nucleari hanno sperimentato nuove sonorità, guardando anche a generi distanti dal pop, dal funk e dal rock a cui il gruppo si è sempre rifatto, senza però cancellare lo spirito che li contraddistingue fin da “Cartoni animati” del 2012. Come emerge soprattutto dall’ascolto del secondo singolo estratto dal suo nuovo disco, il sestetto bergamasco si è spinto oltre la vivacità e l’orecchiabilità della sua musica, colorando il brano con suoni elettronici che sembrano rubati alla trap o all’urban. “Da un certo punto di vista questo album è un album di pop art. C’è una nuova consapevolezza, che ci è di fatto venuta dopo Sanremo, che è quella di arrivare a tanta gente, essere anche mainstream. Non ci fa molta paura questa parola”, ha dichiarato Riccardo Zanotti a margine della conferenza stampa in streaming, su Zoom, moderata da Valerio Lundini.

In “Ahia!” Zanotti e compagni si fanno ancora una volta portavoce della loro generazione, confrontandosi nuovamente con vari temi come quelli della crescita, delle relazioni e dell’evoluzione personale.

Questa attitudine dei Pinguini Tattici Nucleari, di parlare alla e per la loro generazione, si concretizza attraverso richiami a situazioni condivisibili da tutti o citazioni di ogni tipo - diventati un po’ il marchio di fabbrica della formazione lombarda - e grazie al sound che rincorre atmosfere pop che rende le tracce dell’Ep facili da canticchiare. Nel nuovo disco del sestetto la novità sta non solo nella scelta di sperimentare nuove sonorità, ma anche nei testi di alcune tracce in cui si riconosce una certa maturità nella scrittura. “Ahia!” non manca certo di proporre brani caratterizzati da riferimenti espliciti ad artisti e a circostanze precise, condivisibili da tutti, per descrivere un certo stato d’animo, come “Bohémien” - per esempio - in cui Zanotti, raccontando di una persona che si appresta ad affrontare la convivenza, canta: “Ascolti Anderson Paak solo per fare l’hipster / ma poi bestemmi forti quando perde l’Inter / Sogni una vita tipo Big Fish / A volte hai meno senso di un'inserzione di Wish” (chiunque navighi sui social, scorrendo l’home page di Facebook, deve essersi imbattuto almeno una volta in una pubblicità di Wish di dildo, mutande aperte nel didietro e altre stramberie). Nel disco, però, c’è spazio anche per canzoni o ballate in cui le parole sono semplici, dirette, scelte come a voler comporre un racconto romanzato. Riccardo Zanotti, che proprio lo scorso 3 novembre ha dato alle stampe il suo primo romanzo, per - tra le altre - la title track “Ahia!” abbandona quella scrittura piena di citazioni e dà prova della sua maturità autoriale con un testo intimo, ma che diventa universale proprio per la carenza di rimandi a qualcosa di specifico.

La canzone da ascoltare

“Scrivile scemo, un finale migliore / Per quella puntata della Melevisione / Che rotta da torri che andarono in fiamme  / E bimbi che facevano domande”, recita un passaggio di “Scrivele scemo”.

La seconda traccia dell’Ep “Ahia!” presenta in toto lo spirito dei Piguini Tattici Nucleari ma testimonia in pieno anche il loro desiderio di arrivare a tanta gente. Il brano, dove le percussioni, le seconde voci e i fiati danno un tono un po’ scanzonato, rendendolo un pezzo tutto da cantare e facile da cogliere, mostra l’abilità del gruppo di mantenere una certa credibilità senza mancare di essere frizzanti e vivaci. Il riferimento agli attentati dell'11 settembre 2001, infatti, in “Scrivele scemo” viene filtrato attraverso un’immagine meno drammatica, ma non meno potente - quella della puntata della “Melevisione”, programma trasmesso su Rai 3 dal 1999 al 2010 capace di tenere incollata alla tv tutti i bambini italiani, interrotta dal notiziario sull’attentato alle Torri Gemelle  - per non macchiare l’intera canzone di tragicità, ma mantenendo comunque una certa attitudine colta e profonda nel descrivere momenti di vita. “Ahia!” è, per questo, una prova ben riuscita e non fa altro che alimentare le aspettative per il prossimo album in studio di Zanotti e soci, che dimostrano ancora una volta - anche con sole sette canzoni - di essere sulla buona strada e di non essere una band destinata a sparire in breve tempo.

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