«UNA DONNA DA SOGNARE - Patty Pravo» la recensione di Rockol

Patty Pravo - UNA DONNA DA SOGNARE - la recensione

Recensione del 18 mag 2000

La recensione

Un titolo-piedistallo che, diciamocelo, pone chi si accosta alla diva Patty per ascoltare (e per criticare) nella condizione che le è più congeniale: quella di essere guardata dal basso verso l’alto, tanto che la tentazione di adularla viene un po’ a tutti, sempre e comunque. Questo sì, è un "gioco vigliacco" (cfr. "Seduttori sedati"). In questa situazione, non è affatto facile valutare un pezzo di plastica con sopra dieci canzoni - quello che si chiama un disco; tanto più che di fronte si ha un personaggio che, quando dice certe frasi, non le indossa come le altre - succede, con le primedonne. Frasi che, dette da giovani colleghe, non ci farebbero sobbalzare: "Sono sola senza neanche le mutande". Oppure "Quest’artista cos’è/sono la sorpresa". E soprattutto: "Sono una donna così, da sognare/così diversa da chi è sempre uguale".
Se a questo si aggiunge che cavalier serventi della diva, in questa cerimonia, sono il numero uno del rock tricolore, Vasco Rossi, e un autore tra i più apprezzati e meno conclamati della musica italiana, Gaetano Curreri, produttori di lusso, allora il pezzo di plastica decisamente pare un po’ più pesante del normale.
Ma qualunque sia questo immaginario peso, le prime note dell’album, ed esattamente il momento in cui il primo brano "Una donna da sognare" decolla (con un "Eeee..." degno del Blasco d’antan), sono in grado di sollevarlo. Sembrerebbero poter sollevare il mondo intero, con quella capacità che solo la musica possiede - e ci dispiace per le altre arti. Va detto che la luce che promana da tale perla fa sì che il resto, al confronto, rischi di risultare un po’ opaco. Ma non v’è dubbio che la coppia Rossi-Curreri da una parte e il duo di autrici Tuccitto-Baldassarre dall’altra abbiano costruito un omaggio alla diva lavorando con amore, confezionando l’abito come non era riuscito all’esercito di cantautori sfoggiato nel precedente "Notti, guai e libertà". C’è qualche esagerazione, come quando si porge alla eterea "Bambola" un abito da "Warm leatherette" alla Grace Jones ("Seduttori sedati", ovvero il postfemminismo secondo Vasco e Stefano Bonaga - lui sì ne sa qualcosa). Ma nel complesso, tra episodi di sublime canzonettistica italiana come "Una mattina d’estate", rock convincenti come "Count down", o brani in cui la ricerca dell’effetto rischia di sconfinare nella goffaggine ("Sparami al cuore"), il tondo di plastica assurge legittimamente alla carica di definitivo album "pattipravesco", monumento a una carriera e a un personaggio cui il titolo "Una donna da sognare" si attaglia come a nessuna.


Tracklist:

"Una donna da sognare"
"Se chiudi gli occhi"
"Sparami al cuore"
"Una mattina d’estate"
"Seduttori sedati"
"Parliamone"
"Buongiorno a te"
"Innamorata d’amore"
"Count down"
"Tienimi"
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