«BON JOVI 2020 - Bon Jovi» la recensione di Rockol

I Bon Jovi raccontano il "2020"

Il rock della band statunitense fa critica sociale e crede sempre nell'amore.

Recensione del 07 ott 2020 a cura di Paolo Panzeri

Voto 7/10

La recensione

La pubblicazione del quindicesimo album dei Bon Jovi era inizialmente prevista per lo scorso 15 maggio, tanto che era già uscito il singolo "Limitless", ma poi ci si è messa di mezzo la pandemia da Coronavirus (e non solo) a scombinare ogni progetto, ogni pianificazione. Così Bon Jovi 2020" arriva adesso, finalmente, alla tracklist originaria sono state aggiunte "American Reckoning" e "Do What You Can".

Nonostante nell'immaginario di molti la band del New Jersey sia sempre legata all'immagine dei loro esordi, quella che li ha portati al successo alla metà degli anni Ottanta, tutta ballate da urlare a squarciagola contornate da capelli lunghi e laccati, i ragazzi, in primis il loro frontman Jon Bon Jovi, hanno sempre avuto una certa attenzione su quanto girava loro intorno. La carta d'identità ormai dice che si va per i sessanta e un certo grado di consapevolezza non si può non averlo sviluppato. Il nuovo disco è quindi intitolato "Bon Jovi 2020" Perché il 2020 non è stato un anno come gli altri. Negli Stati Uniti è l'anno dove, oltre all'emergenza virus, è sorto il movimento Black Lives Matter, a seguito della morte dell'afroamericano George Floyd, il 25 maggio, ucciso da un poliziotto dopo il suo arresto, che ha posto nuovamente e con molta forza al centro del dibattito all'interno della società statunitense la questione razziale e gli abusi di potere da parte della polizia. In aggiunta, nel 2020 degli Stati Uniti, a novembre, sono previste delle elezioni presidenziali quanto mai agitate per la presenza di un presidente uscente, Donald Trump, che definire divisivo sarebbe un eufemismo.

Jon Bon Jovi, quindi, pienamente conscio di quanto l'anno in corso sia emblematico dei travagli che tormentano e tormenteranno i periodi a venire, ha scelto di usare il privilegio di avere una ampia platea a disposizione per raccontare e riflettere sul proprio tempo ponendo l'accento, nei testi delle canzoni incluse in "2020", proprio su questi temi. Le due canzoni scritte da Jon Bon Jovi nel periodo di lockdown sono poste a inizio tracklist. "American Reckoning" tratta scopertamente delle violenze della polizia e in un primo tempo era addirittura intitolata "I Can't Breathe", le parole che George Floyd ha ripetuto, prima di morire, al poliziotto che lo teneva schiacciato a terra con un ginocchio sopra il collo. "Do What You Can" invece è un'esortazione a mantenere alto il livello di attenzione nei confronti del virus, sino a quando questo non verrà sconfitto. "Brothers in Arms", una canzone in puro stile Bon Jovi, con tanto di cori in sottofondo, cita il gesto del giocatore di football Colin Kaepernick che, a partire dall'estate 2016, quale forma di protesta e dissenso contro le ingiustizie verso la minoranza nera negli Stati Uniti, prese a inginocchiarsi durante l'inno nazionale prima delle partite di campionato, mentre tutti, come da prassi, stanno in piedi in segno di rispetto. "Lower the Flag" denuncia e critica la legge che difende il diritto ai cittadini negli Stati Uniti di possedere armi da fuoco. La relativa facilità di accesso alle armi si materializza con un tragico pedaggio di vite umane sotto forma di attentati nelle scuole oppure nei centri commerciali. Ad aprire "Limitless" che denuncia una società senza limiti, a chiudere "Unbroken", libello contro la guerra.

Bon Jovi non rinuncia però a lanciare un gancio – che è poi l'amore di "Beautiful Drug" o quello di "Story of Love" – per poter sopravvivere in un anno che verrà ricordato nei libri di storia. Pur senza rinunciare al suo proverbiale ottimismo/buonismo e senza la decisione del militante, il rocker del Jersey fotografa, senza fare sconti, la realtà del 2020 che è davvero problematica. Coscienza critica dell'America? Magari non è proprio così, però il livello di consapevolezza è alto e c'è la voglia di portare un mattone per la costruzione di un qualcosa che funzioni meglio in futuro. Che non siano canzoni da urlare in uno stadio lo vedremo più avanti, per ora si può godere di un rock adulto (e ci mancherebbe) interpretato e scritto da un rocker che conosce a menadito il proprio mestiere.

TRACKLIST
Limitless
Do What You Can
American Reckoning
Beautiful Drug
Story of Love
Let It Rain
Lower the Flag
Blood in the Water
Brothers in Arms
Unbroken

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