«CORAGGIO - Carl Brave» la recensione di Rockol

Niente più "polaroid": ora le canzoni di Carl Brave sono piccoli film di vita romana

Il cantautorapper trasteverino torna con un nuovo album dopo due anni e cerca uno spessore diverso rispetto ai brani degli esordi. "Le guardie" è un corto mozzafiato, il duetto con Elodie affascina. E alla fine gli perdoni pure le smancerie.

Recensione del 12 ott 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Zona indie, rap, cantautorale? Alla fine cosa importa? Contano le canzoni. Raccontare storie. Che Carl Brave fosse bravo a farlo lo si era intuito già dai tempi del sodalizio con Franco126 per "Polaroid", l'album diventato presto un culto per i millennials - romani, ma non solo - grazie alla capacità tanto di Carl quanto di Franchino di offrire una panoramica sulla realtà generazionale e urbana (con la loro Roma sempre al centro della narrazione, insieme ai suoi simboli) con poesia ma anche crudezza. Cacio e pepe e cocaina, er Fontanone di Vendittiana memoria e i maledettissimi gabbiani. Lì si limitava a mettere in versi la quotidianità sua e dei coetanei, con stile quasi neorealista, attento ad annotare ogni minimo dettaglio ("In mano un'IPA e si riflette sopra il suo Huawei / una lattina, sulla sua pelle sta contando i nei", dalla sua strofa di "Solo guai", giusto per rendere l'idea), come continuò a fare anche nel 2018 in "Notti Brave" e "Notti Brave (After)", mentre il sodalizio con Franco silenziosamente arrivava al capolinea. Ora cerca uno spessore diverso. In "Coraggio" - è il suo vero cognome - ci sono almeno due pezzi in cui il 31enne cantautorapper trasteverino riesce a fare un bel salto di qualità (non che le altre tracce siano da meno), portando la sua abilità di raccontare storie - appunto - ad un livello superiore, mostrando la sua crescita.

Una, in particolar modo, da sola "vale il prezzo del biglietto". Se avete voglia, prendetevi 4 minuti e 30, disattivate le notifiche del cellulare e schiacciate play su "Le guardie". Parte come la trascrizione di un interrogatorio, con un incipit che ti fa entrare dritto dentro la storia che Carl sta per raccontare: "Appuntato, le giuro, non è stata colpa mia / giovedì stavo in via *** a farmi i cazzi mia / con du' amici di una vita, usciti a bere due sciocchezze / a di' cazzate su ragazze, a raccontarci barzellette". Dura trenta secondi, poi inizia il film, storia di una rissa in un locale finita con l'intervento delle forze dell'ordine che prende vita attraverso i versi del cantautorapper romano ("Zona malfamata quando i turisti non sono per strada / un bar che pulisce la grana, co' una barista che pare cubana / che vende la marce, che fa la puttana") e un arrangiamento curato nei minimi particolari, tra il sax che riproduce le sirene delle volanti e il ritmo agitato delle percussioni che restituisce la tensione della rissa. "Lo fisso, parte pe' primo, liscio, parto, destro-sinistro / una sinfonia, paro Beppe Vessicchio / non ho studiato diritto, ma c'ho un bel dritto / mi sale l'ansia delle telecamere / allungo il passo pe' andarmene / il proprietario chiude le serrande". Tanti dettagli che però non sono esattamente i flash sconnessi di "Tararì Tararà", "Per favore", "Fotografia", "Camel Blu" o "Pub Crawl", ma fotogrammi: se chiudete gli occhi, siete proprio lì in mezzo agli schizzi di sangue, ai bicchieri frantumati, ai tavolini messi sottosopra.

L'altra canzone che segna un passaggio di livello quanto a stile e taglio è "Fratellì", in cui Carl Brave prende uno dei temi che ricorrono di più nei testi dei (t)rapper di ultima generazione, la droga, ma lo affronta a modo suo. Raccontando senza retorica e moralismi i problemi con gli stupefacenti di un suo amico, passando in rassegna nei suoi versi gli aspetti più crudi e squallidi della dipendenza da cocaina: "Zi', ti vedo sciupato, vacci piano, non è parmigiano / dici: 'Smetto domani' / Dai, frate', te se allunga il naso". Mettendo in guardia dai pericoli legati all'abuso e ridicolizzando al tempo stesso la narrazione della droga e del consumo di stupefacenti in certo rap italiano: "Non sei il Califfo e nemmeno un punk rocker". Da incorniciare.

Tra omaggi alla Capitale e ai suoi punti di riferimento, dall'immancabile San Callisto (il bar-istituzione di Trastevere, che torna ad esempio in "Regina Coeli", dal nome dell'omonimo carcere romano) a Carlo Verdone (in "Marisol" ha campionato l'audio della scena dello zoo di "Un sacco bello"), le altre tracce di "Coraggio" confermano lo stile riconoscibilissimo di Carl Brave. Spiccano il duetto dalle atmosfere rétro con Elodie su "Parli parli", "Glicine" e le atmosfere acustiche di "Je m'appelle". Unendo pop, cantautorato intimista e rap e strizzando qui e là anche l'occhio all'urban (da "Spigoli" con Tha Supreme e Mara Sattei a "Fake Dm" con Guè Pequeno), l'ex socio di Franco126 torna a ritrarre scene di vita romana. Parlando non necessariamente - o non solo - ai suoi coetanei (chi aveva ventitré anni quando uscì "Polaroid", ora ne ha ventisei e probabilmente ha abitudini e priorità diverse), ma anche ai liceali. Concedendosi di tanto in tanto qualche smanceria ("Di notte gli aerei si travestono da stelle / per darci la speranza di toccarle / stanno al buio come vecchi amanti / ehi, tu sei una stella travestita da aeroplano", canta in "Gemelli" - chi dice che questa nuova scena non deve nulla al romanticismo in salsa acustica degli Zero Assoluto è intellettualmente disonesto), ma senza mai scendere al di sotto di certi livelli.

Ci sono i lucchetti legati ai lampioni di Ponte Milvio che resistono a distanza di tredici anni da Moccia e il suo "Ho voglia di te", i bangla che fanno il Ramadan, i ragazzini con le Yeezy di pacca senza biglietto che scappano via dai controllori Atac, i grattacheccari, il forno al Ghetto: più che canzoni, veri e propri product placement territoriali che celebrano la Capitale ritraendone pregi e difetti, bellezze e miserie. Un candidato sindaco illuminato le usrebbe come colonna sonora della sua campagna. I ciclisti col borsone di Glovo che tagliano la strada, i rimastini che giocano con le bolas e chiedono spicci agli automobilisti ai semafori, le auto blu che sfrecciano intorno ai palazzi del potere e vengono fischiate, i pini (gli stessi di "Notte prima degli esami" di Venditti), i gabbiani che beccano nella monnezza, i lavavetri prepotenti, le guardie al bar, i vucumprà. I festini hardcore a Roma nord e gli shottini da un euro nei locali squallidi di San Lorenzo. Le ragazzine viziate del Fleming e dei Parioli e quelle più coattelle del Pigneto non erano mai andate così d'accordo.

TRACKLIST

01. Shangai (03:31)
02. Parli Parli (feat. Elodie) (03:29)
03. Eccaallà (03:42)
04. Nuvole (02:57)
05. Spigoli (feat. Mara Sattei & tha Supreme) (04:16)
06. Gemelli (03:49)
07. Glicine (04:04)
08. Ma ndo vai? (feat. Ketama126) (03:43)
10. Buuu! (03:46)
11. Fratellì (03:24)
12. Le Guardie (feat. Taxi B) (04:29)
13. Je M'Appelle (04:03)
14. Regina Coeli (04:08)
15. Fototessera (feat. Pretty Solero) (02:57)
16. Che Poi (03:08)
17. Marisol (04:20)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.