«A CELEBRATION OF ENDINGS - Biffy Clyro» la recensione di Rockol

I Biffy Clyro affrontano il cambiamento con positività e consapevolezza: “A celebration of endings”

Simon Neil e soci si spingono oltre i propri limiti, sperimentando qualsiasi stile di musica e rubando spunti da diversi generi, per presentare un album che tratta sia tematiche personali che sociali.

Recensione del 14 ago 2020 a cura di Elena Palmieri

Voto 8/10

La recensione

Sono passati 18 anni dall’uscita dell’album di debutto dei Biffy Clyro, “Blackened Sky”, e da quel primo disco il trio scozzese non ha mai smesso di  esplorare mondi sonori diversi, presentando lavori discografici capaci di rispecchiare la sua evoluzione artistica. Dopo aver sporcato di richiami grunge o hardcore la musica dei loro primi album, Simon Neil e soci hanno fatto loro sonorità rock meno crude, contaminate di elementi di elettronica, come nel loro disco del 2016, “Ellipsis”. Sperimentando ed esplorando generi diversi, i Biffy Clyro sono ora in grado di lavorare in totale libertà, affrontando il cambiamento con positività e consapevolezza.

“Non mi interessa davvero quale tipo di musica facciamo se la canzone suona nel modo giusto. Il nostro sound è solo libertà, caos, romanticismo e sincerità”, ha spiegato il frontman dei Biffy Clyro, presentando il nuovo album del suo gruppo. “A celebration of endings” è il titolo del nuovo lavoro discografico della band scozzese e fa riferimento all’accettare il cambiamento, oltre che ad accogliere con positività la fine di qualcosa per ricominciare.

Cambiamento e libertà sono concetti che hanno guidato la formazione di Kilmarnock nel lavoro su “A celebration on endings”, e che caratterizzano la musica e i testi di tutte le 11 traccia del disco. L’ambiente sonoro si costruisce ed evolve non solo brano dopo brano, ma anche all’interno di una stessa canzone, abbracciando riflessioni sia su temi personali che sociali, non tanto di politica bensì di senso morale.

Il nuovo album in studio dei Biffy Clyro è il risultato dell’esperienza maturata dalla band durante i suoi anni di carriera e della libertà raggiunta dal trio, che è ora pronto di non imporsi più regole da seguire ma di sperimentare qualsiasi stile di musica, di attingere da qualunque genere musicale e di aprirsi a qualsiasi tipo di influenza.

“This is the sound that we make/ Can you hear it?”, recita il ritornello di “Instant history”, un brano che riassume a grandi linee la riflessione attorno a cui si sviluppa tutto l’album, basata sull’idea che si può imparare dai propri errori per rendersi conto di come è possibile maturare e proseguire nel proprio percorso di vita.

Il primo singolo estratto da “A celebration on endings” è caratterizzato da un sound pop rock differente rispetto ad altri pezzi della band scozzese, costruito sul suono di synth e drum machine. Per questo la canzone offre l’idea di quanto la band capitanata da Simon Neil, con il suo nuovo lavoro discografico, si sia spinta oltre i propri confini, aprendosi verso suoni e produzioni di altri artisti con cui i Biffy Clyro non si erano mai misurati prima. Un esempio è Janet Jackson, di cui il trio scozzese ha ascoltato il disco “Rhythm Nation 1814” - prodotto da Jimmy Jam e Terry Lewis - durante la realizzazione di “A celebration on endings”.

Il nuovo album della formazione scozzese suona con precisione, ma all’ascolto rivela anche un lato fantasioso. Nella traccia che apre il disco, “North of no south”, la voce di Simon Neil gioca ad adattarsi e - al contempo - a sfuggire alla sezione ritmica del basso e della batteria, per mano dei fratelli James e Ben Johnston. Dopo aver preso il via con un brano che esplora piani sonori differenti e unisce schitarrate rock e momenti più dolci, “A celebration on endings” prosegue cambiando continuamente forma e prospettiva. “The champ”, per esempio, si apre come una ballata, che cattura il punto di vista di Simon Neil sul mondo, ma a metà muta la propria essenza e assume un carattere più energico e dinamico. 

Appena si ha l’impressione che i Biffy Clyro abbiano addolcito un po’ troppo il proprio sound, sfornando singoli dal sapore più pop ("Tiny indoor fireworks”) e spingendosi ancora di più verso canzoni tutte da cantare, si viene colti di sorpresa quando fanno irruzione elementi sonori più forti e frenetici come avviene in “Worst type of best possible”. 

La stessa cosa accade quando alla dolcezza e all’eleganza delle tastiere nel brano “Space” - che, oltre a richiamare atmosfere simili a quelle del singolo “Re-arrange”, tratto da “Ellipsis”, racconta la riconciliazione con una persona con cui si ha un rapporto speciale, anche se non si vede da tempo - fa seguito la violenza dei colpi di batteria e delle linee di basso che caratterizza “End of”.

Per dare vita a questo pezzo dal sapore post-punk, pieno di rabbia e che - come viene sottolineato fin da subito dal frontman dei Biffy Clyro - “non è una canzone d’amore”, anche la voce di Simon Neil cambia registro, si sporca e dà spessore a una delle tracce più trascinanti del disco.

Con “A celebration on endings”, prodotto da Rich Costey - già in cabina di produzione per “Ellipsis” - i Biffy Clyro regalano un album capace di stupire, confermando la loro bravura e versatilità. L’ultimo album della band scozzese non annoia: ogni canzone ha una propria forma e sostanza, regalando sempre qualcosa di più. Anche quando viene meno l’esplosività rock del trio e si fanno strada elementi raffinati, come gli archi in “Opaque”, la musica non perde di forza. 

La conclusione del disco non poteva che essere affidata a una canzone come “Cop syrup”, tra i pezzi più riusciti e potenti dei Biffy Clyro e che racchiude in sé l’essenza del gruppo. La voce di Simon Neil si carica di aggressività, sostenuta da una ritmica martellante e suoni distorti, poi viene stravolta dalla parte orchestrale e infine esplode di nuovo per chiudere definitivamente “A celebration on endings”, un disco che potrà sorprendere ancora di più quando sarà presentato dal vivo.

TRACKLIST

01. North Of No South (04:05)
02. The Champ (03:37)
03. Weird Leisure (04:08)
06. Space (03:55)
07. End Of (04:37)
08. Instant History (03:30)
09. The Pink Limit (03:54)
10. Opaque (04:07)
11. Cop Syrup (06:16)
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