«LIVE / DEAD - Grateful Dead» la recensione di Rockol

I dischi fondamentali del rock: "Live / Dead" dei Grateful Dead

Un album al giorno attraverso le recensioni del libro "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto”, curato da Eddy Cilia e Federico (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) per Giunti. Ecco la nostra scelta odierna dalla sezione “Capolavori”

Recensione del 21 ago 2020

Voto 10/10

La recensione

Trentasei tomi (quasi tutti doppi, tripli, quadrupli, uno addirittura sestuplo): a tale strabiliante numero è giunta la collana dei DICK’S PICKS, prima pubblicazione datata 1993 e dunque di due anni anteriore allo scioglimento, a seguito della scomparsa di Jerry Garcia, della band, ultime due del 2005. Era tale il successo fra i cultori del Morto Riconoscente di questa infinita sequela di registrazioni live che nemmeno la prematura dipartita nel 1999 dell’archivista che l’aveva ideata (Dick Latvala) arrestava il flusso delle uscite.

Qualche altro numero? Il primo ROAD TRIPS vedeva la luce nel 2007 e la serie si concludeva nel 2011 con un VOLUME 4 NUMBER 5 che la portava a totalizzare trentanove CD. La DIGITAL DOWNLOAD SERIES è arrivata a quindici pubblicazioni, gli ulteriori live retrospettivi facenti parte di collane meno corpose o editi singolarmente sono, a oggi, un’abbondante sessantina e all’incredibile lista vanno ancora aggiunti, naturalmente, i nove album dal vivo che fanno parte della discografia per così dire “classica” di Garcia e soci. Il primo dei quali era questo LIVE/DEAD. Difficile affermare con piena cognizione di causa (giacché ascoltare dischi dal vivo dei Grateful Dead è in tutta evidenza un lavoro a tempo pieno) se artisticamente sia rimasto insuperato, per certo ne risulta inavvicinabile la rilevanza storica, sia nella parabola creativa del gruppo californiano che, più in generale, nell’epopea della psichedelia maggiore.

Sebbene in realtà non ne rappresentino che un estratto (“appena” un’ora e un quarto a fronte di spettacoli che facilmente arrivavano a tre, quattro, cinque ore) nell’immaginario collettivo queste quattro facciate di vinile che un solo dischetto digitale basta a contenere sono rimaste “il” concerto perfetto di quella che è stata forse l’unica rock band ad affrontare sempre il palco come se si trattasse di suonare jazz, facendo dell’improvvisazione (nel senso alto del termine) il suo punto di forza. Brano-simbolo "Dark Star": qui ventitré minuti, ma poteva durare pure un’ora. Ogni sera la stessa canzone, ogni sera una canzone nuova, in cerca di una trascendenza quasi immancabilmente raggiunta.

Il testo qui sopra riprodotto è tratto, per gentile concessione dell'editore e degli autori, dal volume "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto” , curato da Eddy Cilia e Federico Guglielmi (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) , edito da Giunti nel 2019.  Il libro è acquistabile qui.

TRACKLIST

01. Dark Star - Live at the Fillmore West San Francisco, 1969; 2001 Remaster (23:18)
02. St. Stephen - Live at the Fillmore West San Francisco, 1969; 2001 Remaster (06:31)
03. The Eleven - Live in San Francisco, 1969; 2001 Remaster (09:18)
04. Turn on Your Love Light - Live at San Francisco; 2001 Remaster (15:05)
05. Death Don't Have No Mercy - Live at the Fillmore West San Francisco, 1969; 2001 Remaster (10:28)
06. Feedback - Live at the Fillmore West San Fran 1969 Remaster (07:49)
07. And We Bid You Goodnight - 2001 Remaster (00:37)
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