«MAP OF THE SOUL: SEVEN - BTS» la recensione di Rockol

La lettera d’amore dei BTS ai propri fan: ecco 'Map of the soul: 7'

Il nuovo disco della band sudcoreana si propone come una dedica ai fan e, amalgamando al suo interno diversi stili, si propone come un viaggio nella storia della formazione di Seul e nel mondo del K-pop.

Recensione del 02 mar 2020 a cura di Elena Palmieri

La recensione

Lo scorso mese di agosto RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jungkook annunciavano che i BTS si sarebbe presi un “lungo periodo di riposo e relax”, salvo poi tornare in attività molto rapidamente per riprendere il loro tour mondiale a supporto della trilogia “Love yourself” - che include l’Ep “Love yourself: her” del 2017, l’album “Love yourself: tear” e la compilation “Love yourself: answer” del 2018. Dal ritorno sulle scene dei Bangtan Boys, dopo una pausa neanche così tanto lunga, non è passato molto tempo prima che la band K-pop annunciasse l’uscita di un nuovo lavoro discografico. Così, il 21 febbraio 2020, ha visto la luce il nuovo album dei BTS dal titolo “Map of the soul: 7” - seguito dell’Ep “Map of the soul: persona”, pubblicato ad aprile 2019.

Il nuovo disco della band sudcoreana arriva a quasi due anni di distanza dalla precedente prova sulla lunga distanza dei BTS. In questo lasso di tempo il gruppo ha suggellato il proprio successo, passando dall’essere un fenomeno a una realtà consolidata nel panorama musicale mondiale. Negli ultimi anni, inoltre, i BTS sono entrati nei Guinness dei primati battendo diversi record come, tra gli altri, quello di prima band K-pop a raggiungere la vetta della classifica degli album più venduti negli Stati Uniti d'America con “Love yourself: tear”. Tra i record raggiunti dalla band, molto seguiti sui social e con una fan base molto forte, c’è anche anche quello per il maggior numero di interazioni su Twitter.

“Map of the soul: 7” (dove il “sette” si riferisce al numero dei membri del gruppo e degli anni di attività della formazione di Seul) nasce, infatti, anche come una dedica al pubblico della band sudcoreana, che ha contribuito senz’altro al successo dei BTS. In quest’ottica rientra anche la scelta di includere nel disco - composto da venti tracce - sette canzoni soliste, ognuna delle quali interpretata da un membro del gruppo. Ogni brano si propone come una lettera personale di ogni componente della band rivolta ai fan, attraverso cui i Bangtan Boys mostrano la loro personalità.

L’album si apre con il pezzo “Intro: Persona”. È un brano dalle sonorità hip hop affidato alla voce solista del leader del gruppo RM che, rappando in coreano, descrive la propria personalità e il proprio carattere per far luce sulla propria persona e sul proprio essere musicista.  Sulla stessa linea si propone la canzone “Interlude: shadow” - prima anticipazione del nuovo disco dei BTS, caratterizzata da suoni R&B intrisi di malinconia  - in cui il rapper della band Suga narra le proprie aspirazioni e allo stesso tempo racconta le proprie paure, legate prevalentemente al sentimento della solitudine, che si scoprono comuni a quelle di qualsiasi persone.

La traccia solista di Jimin è “Filter”, un brano dal sapore pop - dove il suono della chitarra costruisce sonorità che strizzano l’occhio alla musica latina - attraverso cui il 24enne sudcoreano canta per confessare il suo amore verso una ragazza. Segue poi la traccia “My time” che ripercorre la carriera di Jungkook il quale, voce solista del pezzo, esterna le proprie emozioni ripensando agli inizi del proprio percorso artistico. V si racconta invece nella canzone “Inner child”, una ballata in cui il cantante ricorda il proprio passato e, riflettendo sul passare del tempo, rassicura i fan dei BTS che la band, pur affrontando dei cambiamenti, farà sempre del suo meglio per non deludere il proprio pubblico e ringraziarlo del suo supporto. Questa idea la si ritrova anche in “Moon”, traccia solista di Jin caratterizzata dall’allegria e dalla vivacità della musica.

Al rapper J-Hope è affidata la traccia “Outro: ego”, ultimo brano del disco prima della bonus track “On” che vede la partecipazione di Sia, la quale accompagna i BTS - che cantano in coreano - cantando in inglese.

La 44enne cantautrice australiana non è l’unico ospite dell’album della band sudcoreana. “Map of the soul: 7”, infatti - oltre a presentare diverse tracce in cui i membri della formazione di Seul si esibiscono insieme - presenta anche la collaborazione con Halsey. Nella canzone “Boy with luv” la cantautrice statunitense si unisce ai BTS in un inno all’amore.

Il nuovo album dei BTS unisce e amalgama al suo interno diversi stili, grazie anche alle diverse personalità del gruppo - che in questo disco emergono maggiormente attraverso le tracce soliste di ogni componente della band. Il risultato è un buon prodotto di musica pop, in cui altri generi musicali come hip hop e r&b trovano la loro giusta dimensione. Gli ascoltatori dell’ultima ora - una volta presa confidenza con la lingua coreana e superato lo scoglio iniziale - con l’ultimo lavoro discografico dei BTS possono intraprendere un viaggio nella storia della formazione di Seul, immergersi nel K-pop e scoprire che non è un mondo così distante da qualsiasi altro genere a cui si è abituati.

TRACKLIST

01. Intro : Persona (02:51)
02. Boy With Luv (Feat. Halsey) (03:49)
03. Make It Right (03:46)
04. Jamais Vu (03:47)
05. Dionysus (04:09)
06. Interlude : Shadow (04:19)
07. Black Swan (03:18)
08. Filter (03:00)
09. My Time (03:54)
10. Louder than bombs (03:37)
11. ON (04:06)
12. UGH! (03:45)
14. Inner Child (03:53)
15. Friends (03:19)
16. Moon (03:28)
17. Respect (03:57)
19. Outro : Ego (03:16)
20. ON (Feat. Sia) (04:06)
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