«FEAT - STATO DI NATURA - Francesca Michielin» la recensione di Rockol

Dai Red Hot Chili Peppers alla trap: il disco senza barriere di Francesca Michielin

La cantautrice veneta torna con un album in cui prova a mettere insieme il mondo urban e quello più analogico, tra suoni che vanno di moda oggi e riferimenti démodé. Ci sono anche Maneskin, Max Gazzé, Elisa e Carl Brave.

Recensione del 13 mar 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Da un lato c'è la nerd musicale che è cresciuta con i dischi di Damien Rice, dei Red Hot Chili Peppers e dei Rage Against the Machine, che suona il basso, la chitarra, il pianoforte, che studia al Conservatorio e che nelle sue canzoni cita Stevie Wonder.

Dall'altro c'è la ragazza figlia del suo tempo, che ascolta l'indie, l'urban e la trap, che sa che la musica liquida non conosce barriere, che sotto ai palchi dei festival internazionali studia le nuove tendenze e le assorbe. Tre anni dopo "2640", il disco cantautorale che l'aveva vista flirtare con l'ItPop prima ancora che incidere canzoni scritte da Calcutta e Tommaso Paradiso diventasse una moda, Francesca Michielin torna con un disco in cui si diverte a mettere in musica questa dicotomia. "Feat - Stato di natura", come il titolo stesso lascia intuire, è un album di duetti e collaborazioni che hanno visto la .cantautrice veneta confrontarsi con produttori e artisti talvolta vicini al suo mondo, talvolta lontanissimi: dai Maneskin a Giorgio Poi, passando per Fabri Fibra, Gemitaiz, Shiva, Elisa, Dardust, i Coma Cose, Fred De Palma, Takagi & Ketra, Max Gazzé, Carl Brave e Charlie Charles.

Un album playlist, pensato come un contenitore di tanti generi, stili e suoni in grado di mettere d'accordo tanto gli appassionati del nuovo cantautorato italiano quanto chi preferisce la scena rap e trap attuale? La metafora è per certi versi scontata e banale, ma fondamentalmente "Feat - Stato di natura" è proprio questo: se nel mettere insieme i pezzi di "2640" Francesca Michielin si era lasciata guidare da una coerenza stilistica e di contenuti (quello fu il disco della sua svolta "indie", con lo zampino di Calcutta, Paradiso e Cosmo, all'epoca - cavolo, sono successe così tante cose nella musica italiana che sembra essere passato un decennio! - tre nomi di punta della scena, oggi tre protagonisti del nuovo pop tricolore), qui la cantautrice non ha badato troppo all'omogeneità. Tutt'altro: ha provato a far convivere all'interno di un unico disco tante ispirazioni diverse, senza però farsi prendere la mano e mantenendo una certa compattezza nella forma (l'album ha una durata di poco più di trenta minuti, nulla in confronto agli interminabili dischi-mixtape che vanno così di moda oggi, anche nel pop).

Indossando al tempo stesso i panni di regista e di interprete, Francesca ha chiamato a raccolta autori, produttori e cantanti provenienti da background ed esperienze diverse: dal rock (Tommaso Colliva, già collaboratore dei principali esponenti della scena indie-alternative italiana, che ha messo mano alla title track) all'urban (Charlie Charles e Mahmood, entrambi arruolati per "Cheyenne"), passando per la trap (Shiva, talento milanese al suo fianco in "Gange"), l'hip hop (tre brani sono nati nello studio di Freneti&Orang3, duo romano già al servizio dei principali nomi della scena capitolina), l'ItPop (Carl Brave, che in "Star Trek" porta idealmente la Michielin a spasso per le strade di una Trastevere baciata dal sole in piena estate) e il pop (Elisa, Dardust).

È dal confronto che la cantautrice ha imparato a sentirsi a suo agio anche in territori che non aveva mai esplorato nei suoi dischi, come il reggaeton in chiave retrofuturistica con echi Anni '80 di "Acqua e sapone" (co-firmata da Tommaso Paradiso, prodotta da Takagi & Ketra, cantata con Fred De Palma), lo space hop di "Riserva naturale" (uno dei pezzi prodotti da Frenetik&Orang3, inciso con i Coma Cose), il gospel hip hop di "Monolocale" (con le rime di Fabri Fibra), il latin pop di "Yo no tengo nada" (cantata insieme ad Elisa con l'autotune, con il tocco di Dardust).

L'obiettivo era quello di incidere un disco che potesse unire l'elettronica e l'analogico: non solo suoni ricavati collegando una tastiera Midi al pc, ma anche bassi "reali", chitarroni graffianti, tastiere analogiche e body percussion, pensando alla dimensione dei live. E sperimentando anche vocalmente, con parti cantate in growl (tipico del rock - ascoltare "Stato di natura" con i Maneskin, un pezzone hard rock à la Led Zeppelin, per credere), fino allo scat jazzistico ("La vie ensemble", una canzone folk in francese cantata insieme a Max Gazzé). Ad ascoltare il risultato finale, l'operazione è riuscita alla grande. "Feat - Stato di natura" è un disco che suona di Duemilaventi, contemporaneo ed attuale, modaiolo al punto giusto (ci sono gli ormai onnipresenti Dardust, Charlie Charles e Takagi & Ketra, è vero, ma c'è anche il non ancora blastonato Giorgio Poi e qualcuno, come Max Gazzé, che non si concede così spesso). Un disco figlio del suo tempo ma con qui e là riferimenti démodé. Proprio come Francesca, che non smette mai di stupire.

TRACKLIST

01. STATO DI NATURA - feat. Måneskin (02:05)
02. MONOLOCALE - feat. Fabri Fibra (03:24)
03. SPOSERÒ UN ALBERO (feat. Gemitaiz) (03:04)
04. GANGE (feat. Shiva) (03:03)
05. YO NO TENGO NADA (feat. Dardust) - feat. Elisa (03:06)
06. RISERVA NATURALE - feat. Coma_Cose (03:05)
07. ACQUA E SAPONE - feat. Takagi & Ketra e Fred De Palma (03:15)
08. LA VIE ENSEMBLE - feat. Max Gazzè (02:47)
09. STAR TREK - feat. Carl Brave (03:51)
10. CHEYENNE - feat. Charlie Charles (03:25)
11. LEONI - feat. Giorgio Poi (03:49)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.