«CITIZENS OF BOOMTOWN - Boomtown Rats» la recensione di Rockol

Il ritorno dei Boomtown Rats di Bob Geldof: "Citizens of Boomtown"

A parte il reunion tour di sette anni fa per una serie di concerti tra Regno Unito e Irlanda, era appunto dal 1984 che i Boomtown Rats non pubblicavano un disco di inediti.

Recensione del 13 mar 2020 a cura di Franco Zanetti

Voto 7/10

La recensione

Il singolo di “Lookin’ after N°1” dei Boomtown Rats  era uno dei punti di forza della trasmissione che presentavo in radio nel 1977. “Mary of the 4th form” un po’ meno, ma l’anno dopo “She’s so modern”, “Like clockwork” e “Rat trap” erano regolarmente in scaletta: a me e al mio collega e coautore piaceva il loro pop-punk orecchiabile, benché aggressivo. “I don’t like mondays”, nel 1979, la trasmettevamo con insistenza. Poi, per una ragione o per l’altra – probabilmente distratti da altri nomi più nuovi e originali – dei Boomtown Rats ci siamo dimenticati (fin quando ce li ha fatti tornare in mente l’eroica impresa del loro leader Bob Geldof, l’operazione benefica Band Aid / Live Aid).

A parte il reunion tour di sette anni fa per una serie di concerti tra Regno Unito e Irlanda, era appunto da allora (dall’album “In the long grass”) che i Boomtown Rats non pubblicavano un disco di inediti. 
E’ stato quindi con una buona dose di benevola e nostalgica curiosità che ho accolto la notizia del loro ritorno discografico, per di più nella formazione originale, ovvero Bob Geldof (voce), Pete Briquette (basso), Garry Roberts (chitarra) e Simon Crowe (batteria). Difficile dire con esattezza cosa abbia riportato i quattro irlandesi sulla stessa orbita e in uno studio di registrazione, se la voglia di rimettersi in gioco, la necessità di rimpinguare il proprio conto corrente (c'è un tour inglese annunciato per i prossimi mesi) o entrambe le cose. Stando a quanto si dice nel comunicato stampa, i Rats giurano che “tutto è avvenuto senza alcuna forzatura” e che “la rabbia e le frustrazioni degli inizi sono riemerse in un modo totalmente naturale, impermeabili alla prova del tempo e della vita”.

Manca nel disco, com'era prevedibile, la tensione che si respirava nella loro musica di fine anni '70, eppure, qua e là, fra le 10 canzoni di questo “Citizens of Boomtown” rivive un po' di quell'antico furore.

E’ il caso del singolo “Trash glam baby”, trascinato con mestiere da chitarroni glam, o di “Sweet thing” e “She said no”, brani costruiti attorno a riff di facile presa. Più elaborate, per arrangiamento e costruzione melodica, la ballad “Passing through” e la tambureggiante “Here's a postcard” mostrano, con diversi spunti lodevoli, il lato più pop e ispirato della band. Divertente anche “Monster monkeys” col suo groove ipnotico e qualche citazione doorsiana. Suona invece meno memorabile il resto dell'album, e deludono soprattutto i due chiassosi brani a trazione elettronica (“Get a grip” e “The Boomtown Rats”) che chiudono un disco certamente non epocale, ma nemmeno deludente come si sarebbe potuto temere da un disco di reunion che esce a 36 anni dall’ultimo lavoro di una band.

Insieme a queste nuove canzoni, e sempre il 13 marzo, per Faber Music esce “Tales of Boomtown Glory”, un libro che raccoglie i 189 testi delle canzoni scritte da Bob Geldof per i Boomtown Rats e per i suoi sette album da solista, nonché il racconto, per voce dello stesso Geldof, delle circostanze in cui sono nati alcuni dei suoi brani più celebri. Nuovo album e libro diventano così un'occasione per scoprire o ripercorrere la carriera di una band la cui parabola resta legata a doppio filo alle vicende artistiche, politiche e umane del suo leader. A lui e alla sua band è dedicato anche un documentario piuttosto agiografico di Billy McGrath che è stato recentemente presentato al Virgin Media Dublin International Film Festival, e che sarà trasmesso in aprile dalla BBC, in attesa di una possibile distribuzione commerciale. Nel film, insieme alle immagini provenienti dagli archivi privati, ci sono, fra le altre, le testimonianze di Bono, Sting, Sinead O'Connor e Dave Stewart.

Franco Zanetti

TRACKLIST

01. Trash Glam Baby (03:53)
02. Sweet Thing (03:11)
03. Monster Monkeys (04:25)
04. She Said No (03:55)
05. Passing Through (04:35)
06. Here's a Postcard (03:52)
07. K.I.S.S. (03:10)
08. Rock 'n' Roll Yé Yé (04:54)
09. Get a Grip (03:59)
10. The Boomtown Rats (05:19)
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