«SUDDENLY - Caribou» la recensione di Rockol

Caribou, 'Suddenly', la vita e tutto il resto

Nel suo nuovo disco Dan Snaith si mette al centro della scena abbandonandosi alla propria ispirazione: quando le personalità di un dj, di un collezionista e di un matematico si concentrano in quella di un cantautore...

Recensione del 28 feb 2020 a cura di Davide Poliani

Voto 8/10

La recensione

Doveva esserci un modo per triangolare le diverse anime di Dan Snaith, nato come dj e producer nei primi anni Duemila sulla scia della gloriosa tradizione IDM britannica poi visionario citazionista - da "Up in Flames" a "Swim", o giù di lì - e infine cantautore sui generis con un dottorato di ricerca in matematica dell'Imperial College di Londra in tasca: quando si mette troppa carne al fuoco si rischia di debordare, di perdere il filo del discorso e - tirando le somme - di annoiare.

La scelta vincente di Snaith, per "Suddenly", è stata quella di evitare la summa che avrebbe fatto della sua quinta prova sulla lunga distanza (come Caribou, settima contando anche quelle licenziate sotto lo pseudonimo di Manitoba) il proverbiale disco della vita. Anche perché la vita - ci la sua biografia - pare ci abbia messo del suo: una figlia che cresce, un genitore con problemi di salute, una cognata invischiata in una separazione problematica e un improvviso lutto in famiglia hanno sgombrato il campo da tentazioni concettuali, riconsegnando all'home studio del polistrumentista canadese classe 1978 quella funzione a cavallo tra rifugio e confessionale che sono state la sua salvezza e la sua fortuna, se non come persona tour court - questo non possiamo saperlo - sicuramente come artista.

Senza essere granché come cantante - per sua stessa ammissione - Snaith per "Suddenly" ha preso il coraggio a due mani incidendo parti vocali per tutti i brani del disco, impegno preso per la prima volta in ormai vent'anni di carriera: il timbro tutto sommato fragile bene si addice alle melodie delicate insinuate tanto nella ballata sussurrata "Sister", in apertura, quando nelle schizofrenica "Sunny's Time", in bilico tra cut-up pianistico e hip hop, passando per il trip hop riveduto e corretto di "Home" o l'elettronica tendente al minimal di "Like I Loved You".

Non è un ego a briglia sciolta o la mania di controllo ad aver portato Snaith al centro della scena: "Suddenly" è, in tutto e per tutto, un disco da cantautore, dove l'abilità di Snaith nella scrittura delle canzoni emerge con grazia e discrezione, senza pesare né sulle strutture dei brani - coerenti, pur nella loro anticonvenzionalità - né sulle orecchie di chi ascolta.

Si potrebbe obbiettare, a "Suddenly", di non essere un album del tutto centrato: le tante sterzate - alcune molto repentine - rischiano di distrarre - incastrando stili e atmosfere gli uni sulle altre fino alla saturazione - soprattutto gli ascoltatori non abituati alle produzioni di Manitoba. Un peccato veniale, questo, che va perdonato essenzialmente per due ragioni: in primis perché la coerenza interna al lavoro ha permesso all'autore di spaziare, concedendosi qualche licenza senza dare l'idea di voler a tutti i costi infilare il suo intero bagaglio musicale nella sua ultima produzione. In secondo luogo, perché le canzoni di "Suddenly" sono troppo sincere e a loro modo dirette per sembra anche solo lontanamente esercizi di stile: saranno incasinate, strane, asimmetrice, tristi, brusche e a tratti anche disfunzionali, ma - del resto - non è così anche la vita?

TRACKLIST

01. Sister (02:11)
02. You and I (04:03)
03. Sunny's Time (02:49)
04. New Jade (03:37)
05. Home (02:36)
06. Lime (02:55)
07. Never Come Back (05:05)
09. Like I Loved You (04:05)
10. Magpie (03:55)
11. Ravi (04:29)
12. Cloud Song (06:50)
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