«DENTE - Dente» la recensione di Rockol

Dente: ricomincio da me

Il nuovo omonimo album del cantautore emiliano, tra autoanalisi e pop contemporaneo, per la prima volta senza chitarra acustica

Recensione del 28 feb 2020 a cura di Marco Di Milia

Voto 8/10

La recensione

Un Dente tutto nuovo, ma anche molto riconoscibile, a cominciare dalla copertina. Per il suo ultimo album di inediti, Giuseppe Peveri detto Dente ha voluto darsi una direzione diversa, aggiungendo inedite coloriture alla propria musica. Intitolato semplicemente “Dente”, il disco omonimo del cantautore fidentino rappresenta un lavoro del tutto differente da quanto fatto finora, pieno di prime volte sia all’ascolto che nel metodo creativo.

Chiuso il cerchio con il precedente “Canzoni Per Metà” dei primi dieci anni di carriera caratterizzati da una cifra stilistica intimista e quasi casalinga, con il suo omonimo “Dente”, Dente mostra di voler dare un’altra impronta alle sue canzoni, lasciando da parte la chitarra acustica per dedicarsi a quella elettrica, al pianoforte e alle possibilità offerte dalle strumentazioni digitali. Un processo lungo e salutare per il quale il musicista si è imposto, come lui stesso ci ha raccontato, un esercizio di scrittura costante in una sorta di seduta di autoanalisi condotta con meticolosa attenzione.

Fragilità, emozioni e ricordi come pure un senso di accettazione si fanno largo in questo modo nelle strofe del disco, mai tanto disinvolte nell’esporsi apertamente.

Dente si racconta guardandosi dall’interno, in undici tracce che rappresentano ciascuna delle istantanee di una vita sempre pronta a mettersi in discussione. Tra riflessioni più o meno accorate, l’album si compone di storie sospese tra un passato carico di emozioni e un futuro ancora tutto da scoprire, in cui le parole hanno un peso specifico considerevole. Meno votate ai giochi linguistici, in questa veste più contemporanea, i brani riflettono lo sguardo di una persona probabilmente oggi rasserenata e di certo propensa al cambiamento. Così, nell’iniziale “Anche se non voglio”, si scoprono limiti e possibilità dell’artista, deciso a mettersi a nudo in un testo di disarmante consapevolezza - “.Sono io quando mi sbaglio / Quando rido quando piango / Quando mi sveglio / Quando mi spoglio / Sono io anche se non voglio” - riconoscendosi per quello che si è, con tutti i pregi e le debolezze del caso. Ancora, la necessità di fuggire da una pericolosa immobilità è al centro della melodia liberatoria di “Adieu”, elogio al distacco da un’esistenza ormai ingrigita dal tempo per ricercare qualcosa di più soddisfacente.

Deciso quindi a non voler ancorarsi musicalmente al passato, Dente preferisce entrare in un presente che lui stesso nel tempo ha contribuito a innovare, dedicandosi a riformulare il suo stile pur mantenendo salda quella sua calligrafia inconfondibile.

Con la preziosa collaborazione di Federico Laini dei Plastic Made Sofa (già backing band degli appuntamenti dal vivo), in fase di produzione e arrangiamenti, l’autore sviluppa un’orecchiabilità a lungo ricercata, capace di fondere cinquant'anni di musica leggera italiana, tra suggestioni rétro e slanci moderni. Attraverso le lucide osservazioni, le possibilità future o i ricordi della vita in provincia, come in “Sarà la musica”, “Fra 100 anni” e “La mia vita precedente” si intrecciano temi e considerazioni al punto da essere quasi la trama unica di una complessa indagine personale dalle coloriture straordinariamente pop. L’amore, quello triste e tormentato di una volta, qui sembra aver lasciato il posto a una romantica pacificazione, raccontata davvero solo in “L’ago della bussola”, preferendo il candore dei sentimenti inconfessati di “Non te lo dico” (".Ti amo ma non te lo dico") o quelli ormai trascorsi di “Cose dell’altro mondo” ("Io ti dirò del giorno in cui ti ho dimenticato"), accumunati da una natura introspettiva, ma dai ritornelli esplosivi.

Cambia pelle Dente, pur restando uguale. Nel farlo non ha paura di mettersi al centro del racconto, affrancandosi da certi schemi classici del cantautorato voce e chitarra, senza tradire quello spirito imperfetto e brillante di sempre. Giocando di rimando con i momenti solari del disco, in “Dente” c’è soprattutto l’entusiasmo di schiarirsi le idee per una nuova occasione di rinascita. Immediato come mai prima, nell’esaminare ricordi, nostalgie e speranze, da metterci la faccia. Anche se con qualche ruga in più.

TRACKLIST

02. Adieu (03:21)
03. Tra 100 anni (03:44)
05. Sarà la musica (02:58)
06. Trasparente (03:26)
08. Non te lo dico (02:59)
09. Paura di niente (03:46)
11. Non cambio mai (03:32)
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