«PRESTO - Generic Animal» la recensione di Rockol

Dal rock americano all'urban: il mondo di Generic Animal

La recensione del nuovo album del musicista varesino, "Presto", con le incursioni di Franco126, Massimo Pericolo e Joan Thiele, tra gli altri. Un universo tutto da scoprire, ma difficile da raccontare.

Recensione del 28 feb 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Generic Animal non è una novità, per chi segue le vicende del sottobosco musicale italiano. Con i suoi primi due album, l'eponimo "Generic Animal" e "Emoranger", usciti a breve distanza l'uno dall'altro nel 2018, Luca Galizia - questo il vero nome del musicista varesino, classe 1995, fratello di Gaia, ex concorrente di "X Factor", poi ascoltata al fianco di Myss Keta in "Stile libero" - è riuscito a farsi un seguito tra i fan della nuova scena indie-alternative italiana. È solo negli ultimi mesi, però, che il suo nome ha iniziato a circolare con insistenza, complici le collaborazioni con esponenti delle star del panorama urban e trap italiano: da Ketama126 a Pretty Solero, passando per Mecna e Rkomi, fino ad arrivare a Elodie. Questo terzo album arriva con tempismo perfetto, a coronamento di un anno frenetico in cui tutto è successo di corsa, forse troppo "Presto", come suggerisce il titolo: è il primo di Generic Animal ad essere distribuito da una major, la Universal (mentre l'etichetta resta sempre La Tempesta Dischi, fondata da Enrico Molteni dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che per Luca è un sorta di padrino artistico, come ha raccontato anche nella nostra intervista), e contiene dodici tracce con le quali Galizia prova a mettere a fuoco le esperienze degli ultimi mesi, per passare all'età adulta e compiere il fatidico salto verso il "mainstream".

Gli amici che lo aiutano sono parecchi. C'è Franco126, il più ricercato tra tutti gli esponenti del nuovo cantautorato romano/italiano in questo preciso momento (lanciatissimo anche come autore, vedi le collaborazioni con Emma Marrone per "Stupida allegria" e con Annalisa per "Vento sulla luna"), che con i suoi versi sussurrati si inserisce in punta di piedi sui beat di "Presto", la title track, una ballata chitarristica in cui Generic Animal racconta le sue difficoltà a gestire le relazioni. C'è Massimo Pericolo, la grande scommessa del nuovo rap italiano, che con le sue rime politicalmente scorrette ("Io non ti aspetterò più fuori / se vuoi dei fiori muori / però scrivo alla tua amica cicciona / perché spero che torni da me") rende più vivace "Scherzo", altra ballata dalle atmosfere minimal. C'è Nicolaj Serjotti, altra bella speranza del nuovo rap italiano, seppur meno conosciuto di Pericolo, a cui Generic Animal affida tutto l'intermezzo di "Alveari", limitandosi a suonare il piano. E poi ci sono qui e là le incursioni di Fight Pausa (sodale di Galizia, ha curato la produzione del disco), di Joan Thiele (sono suoi i cori di "Comobynight") e del già leader dei Fine Before You Came Jacopo Lietti.

Decisamente compatto a livello di forma, con dodici canzoni che lo rendono a tutti gli effetti un disco-disco, più tradizionale rispetto ai mixtape e agli album-playlist diventati di tendenza negli ultimissimi anni, "Presto" suona in realtà come una compilation piuttosto variegata, in cui i generi si rincorrono senza soluzione di continuità addirittura all'interno della singola canzone. Non è urban, non è indie, non è hip hop, non è trap, non è lo-fi. L'unico filo conduttore che lega le varie tracce è l'attitudine di Generic Animal a sperimentare e a sporcarsi le mani, unendo il suo background (è cresciuto ascoltando band emo e alternative rock statunitensi, dai Taking Back Sunday agli American Football, passando per i Say Anything) con sensazioni e sonorità diverse, spesso e talvolta distanti anni luce da quello che è il suo mondo di riferimento. Mettendo all'interno di un unico frullatore sintetizzatori, bassi potenti, beat aggressivi ("1400"), chitarre distorte ("Volvo"), talvolta nude e grezze ("Sorry", "Promoter") e fiati ("Scarpe #2").

Definire la musica di Generic Animal non è cosa semplice e lui lo sa. È per questo che non urla, non sgomita, non cerca di convincerti che quello che fa è bello, funziona e deve piacere. Prova solo a farsi ascoltare. "Ti porto a fare un giro / la musica la scegli tu", sussurra alla fine del disco. Al limite, potete scendere al primo semaforo.

TRACKLIST

01. Como By Night (03:35)
02. 1400 (03:16)
03. Sorry (03:05)
04. Scherzo (feat. Massimo Pericolo) (03:47)
05. Promoter (02:41)
06. Nirvana (03:28)
07. Alveari (feat. Nicolaj Serjotti) (01:17)
08. Volvo (03:54)
09. 700 (02:36)
10. Presto (feat. Franco126) (03:16)
11. Adelio (04:25)
12. Scarpe #2 (03:23)
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