«TORNEREMO ANCORA - Franco Battiato» la recensione di Rockol

“Torneremo ancora”, il post scriptum alla carriera di Franco Battiato

In album di canzoni cantate da Battiato – 14 dal vivo, una nel suo studio domestico – raccolte sotto un titolo in qualche maniera definitivo

Recensione del 17 ott 2019 a cura di Franco Zanetti

La recensione

Iniziata tecnicamente con i due singoli allegati alla rivista Nuova Enigmistica Tascabile nel 1965, ma sostanzialmente con l’album “Fetus” nel 1972, la carriera discografica di Franco Battiato si è effettivamente conclusa con quella sorta di “ritorno alle origini” che è stato nel 2014 “Joe Patti's experimental group”  ideale chiusura del cerchio, della quale “Torneremo ancora” è un po’ un post scriptum, dato che non lo si può a tutti gli effetti considerare un album “di” Battiato, ma più precisamente un album di canzoni cantate da Battiato – 14 dal vivo, una nel suo studio domestico – raccolte sotto un titolo in qualche maniera definitivo.
Le registrazioni dal vivo sono state effettuate nel 2017, nel corso delle prove per un breve e (per ragioni di salute) faticoso tour – Palermo, Roma, Carpi, Palmanova - con la prestigiosa Royal Philharmonic Orchestra (qui la nostra recensione del concerto di Roma); e i titoli della tracklist riflettono il criterio con cui venne assemblata la scaletta, che fu costruita pensando non tanto alla notorietà delle canzoni quanto alla loro adattabilità al trattamento sinfonico.
Il risultato è affascinante, solenne senza essere (troppo) enfatico; l’orchestra tiene fede alla propria fama, la voce di Battiato – che già in quell’inizio d’estate del 2017 cominciava a tradire qualche debolezza – è armoniosamente inserita nel contesto, e le canzoni… beh, quelle non hanno bisogno di essere elogiate, né le più note né le più oscure.

Il disco si completa con un brano inedito, la cui scrittura risale al 2016, originariamente composto pensando al possibile inserimento in un album di Andrea Bocelli: “Torneremo ancora”, che intitola l’album, scritto con Juri Camisasca, è una riflessione spirituale – non cercate nel testo riferimenti al dramma dei migranti: qui si parla di migrazioni dell’anima, non dei corpi – alla quale l’orchestra (sovrapposta nel 2019 a cura di Carlo Guaitoli alla traccia vocale del provino originario) regala un’atmosfera quasi religiosa.
Sarà l’ultima “nuova” canzone di Battiato che ascolteremo: non fosse che per questo, intenerisce e commuove.

TRACKLIST

01. Torneremo ancora (03:37)
04. Lode all'inviolato (03:07)
05. L'animale (03:05)
06. Tiepido aprile (03:14)
07. Povera patria (03:53)
09. Perduto amor (02:28)
10. Prospettiva Nevsky (03:22)
11. La cura (04:04)
12. I treni di Tozeur (02:59)
14. Le nostre anime (04:06)
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