«AFTER THE LANDSLIDE - Matt Simons» la recensione di Rockol

L'irresistibile songwriting di Matt Simons

"After the Landslide" è il terzo album di Matt Simons.

Recensione del 05 apr 2019 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Parafrasando il titolo di un album che anni fa si ritagliò uno spazio nel cuore si potrebbe dire, parlando di Matt Simons, just another songwriter from L.A. Anche se poi, in realtà, lui è nato qualche chilometro più a nord della Città degli Angeli, a Palo Alto per la precisione. Si potrebbe derubricare il tutto alla voce dettagli, pur sempre di California si sta parlando. Ora, però, lo scenario è mutato e il luogo che lui riconosce come casa è Brooklyn, New York, esattamente sull’altra costa americana, quella atlantica. E questo non è un dettaglio secondario nella genesi di “After the Landslide”, il nuovo album che va a rimpolpare la sua discografia, che giunge dopo l’esordio, “Pieces”, pubblicato nel 2012, e “Catch and Release” del 2014. Perché Brooklyn ha un legame diretto con i temi sviluppati nel disco. Come ha spiegato lo stesso Matt, per scrivere il suo terzo album, che parla di amore, di addii, di perdite, in generale della crisi dei 25 anni - ora che di anni ne ha 32 - ha dovuto scavare dentro se stesso e ricordare come si era sentito qualche anno fa, quando una lunga relazione era agli sgoccioli e le idee sul presente e sul futuro non erano troppo chiare, con l’unica certezza di volersi rifare una vita a Brooklyn.  

Matt ha guardato dentro se stesso per comprendere cosa gli fosse rimasto nel cuore e nell’anima ‘dopo la frana’, evocata dal titolo del disco, e per vivere fino in fondo l’inebriante sensazione che possono fornire paura e libertà quando il futuro ti si para davanti tutto da scrivere. L’album è ricco di molte sfumature, le canzoni funzionano alla grande, testi e musica vanno a braccetto. Il benvenuto viene dato da una “Made It Out Alright” che rimanda con il pensiero (come buona parte del disco) a Ed Sheeran – così come anche il primo singolo “We Can Do Better” – e quindi il sapere che Simons supporterà il rosso interprete britannico in tour in Italia, a Firenze, il prossimo 14 giugno, è la conferma delle affinità musicali presenti tra i due. Ma se Ed ha le proprie radici in terra di Albione, Matt è pur sempre uno yankee con una sicura passione e conoscenza per e della musica black di qualche tempo fa: “It’s You” è rilassata e notturna, molto soul; “Amy’s Song” un gospel di stampo moderno, “Last to Know” occhieggia, complice il suono della tastiera, certo Stevie Wonder anni settanta. Tra i migliori episodi del disco anche l’accattivante “Open Up” buona per la programmazione radiofonica; per non dire della title track che parla direttamente all’anima e, seppur musicalmente sia un capitolo quasi a sé, ben rappresenta il ‘cuore’ dell’album. A chiudere l’R’n’B trattenuto di “If I Was Your Man” per un congedo con i fiocchi.

La carriera di Matt Simons è in ascesa e “After the Landslide” è un passaggio molto importante per quanto potrà avvenire in futuro. Senza esagerazione, si può affermare che l’album, come ovvio, non può avere dalla sua la spensieratezza insita in un esordio oppure l’obiettivo di crescere e mettersi a fuoco affidato alla seconda prova: ora è giunto il momento di prendersi tutte le responsabilità, di mirare al bersaglio grosso, di alzare la posta, mettersi in gioco e di non avere timori. Le variabili che conducono al successo sono molteplici e la maggior parte di esse fuori da un ragionevole controllo, però un album come “After the Landslide” ha tutte le canzoni in regola per dare più di una soddisfazione a Matt Simons e si meriterebbe davvero di essere ascoltato.

TRACKLIST

02. Open Up (02:48)
03. Summer With You (03:51)
04. It's You (04:29)
05. Not Falling Apart (04:06)
06. Amy's Song (03:35)
07. Last To Know (03:43)
08. We Can Do Better (02:59)
09. Dust (03:18)
10. Champagne Tears (03:24)
12. If I Was Your Man (03:56)
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