«TOGLIATTI BOULEVARD - Clavdio» la recensione di Rockol

Clavdio - TOGLIATTI BOULEVARD - la recensione

Recensione del 05 apr 2019 a cura di Redazione

La recensione

Alla fine la Palmiro Togliatti è una parentesi, se vedi bene. Un po' come il sorriso di Calcutta in "Gaetano". A est di Roma, la città simbolo della rinascita del cantautorato italiano, attraversa non pochi quartieri, da nord a sud: Colli Aniene, Collatino, Centocelle, Alessandrino, Don Bosco e Cinecittà. È una strada strana, che cambia a seconda della zona in cui la si percorre: se la prendi da Colli Aniene ti fa un'impressione diversa che se la prendi da Centocelle o da Cinecittà. L'album di Clavdio - nuova scommessa dell'etichetta romana Bomba Dischi - è un po' come la Palmiro Togliatti, e forse non a caso si intitola "Togliatti Boulevard": nove canzoni che raccontano storie diverse ma che sono legate tra loro da alcune caratteristiche in comune, il suono e il linguaggio del cantautorato di nuova generazione.

"Togliatti Boulevard" è il secondo disco del cantautore - vero nome Claudio Rossetti, romano, classe 1985 - dopo l'esordio del 2014 con "Può capitare a chiunque ciò che può capitare a qualcuno", ma rappresenta di fatto un nuovo esordio per Clavdio, dopo l'ingresso nel roster dell'etichetta già dietro ad alcune delle proposte più interessanti uscite dalla Capitale negli ultimi anni (citofonare Calcutta, Carl Brave x Franco126 e Giorgio Poi).

Il disco è stato anticipato dal singolo "Cuore", che ha riscosso discreti successi tra i seguaci della nuova scena, tanto da finire pure nelle programmazioni di grandi network radiofonici, al quale hanno fatto seguito "Ricordi" e "Nacchere". Le nove tracce contenute nel disco sono state scritte, suonate, registrate e prodotte da Clavdio stesso, attivo nell'ambiente romano dai primi anni Duemila.

"Togliatti Boulevard" riprende i suoni e lo stile del cantautorato romano di ultima generazione: in primo piano ci sono i synth, le tastiere e tutte le canzoni sono caratterizzate da ritornelli appiccicosissimi, perfetti per essere cantati sotto ai palchi dei circoli Arci - che ormai sono diventati i posti più frequentati dai giovani: "Adesso la gente per rimorchiare va ai concerti indie", ha detto Galeffi, altro nome nell'elenco della nuova scena romana, in questa nostra intervista. Forse in certi passaggi corre il rischio di suonare come una copia di Calcutta (l'ennesima copia di Calcutta, verrebbe da dire), ma tutto sommato quello di Clavdio è un disco che si fa ascoltare piuttosto volentieri - almeno se vi piace il genere. L'augurio che gli facciamo è che non sia solamente una parentesi, come la Togliatti appunto.

TRACKLIST

01. Cuore (03:03)
02. Foto (03:10)
03. Le Tue Gambe (03:42)
04. Serpenti (03:05)
05. Tedesca (05:14)
06. Nacchere (04:16)
07. Suriname (03:56)
08. Amazon (03:13)
09. Ricordi (04:12)
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