«DIARI APERTI - Elisa» la recensione di Rockol

Elisa in equilibrio tra passato e futuro: la recensione di 'Diari aperti'

La cantautrice torna con un nuovo album di inediti, il secondo cantato totalmente in italiano, con cui sfoglia i suoi diari alla ricerca di ricordi del passato e si prepara a scrivere nuove pagine.

Recensione del 26 ott 2018 a cura di Mattia Marzi

La recensione

"È che mi voltavo a guardare indietro e indietro ormai per me non c'era niente", canta Elisa in un verso di "Quelli che restano", il duetto con Francesco De Gregori che ha rappresentato la prima anticipazione di "Diari aperti". È quello che forse riesce meglio a riassumere l'intero disco: dopo i concerti all'Arena di Verona con cui lo scorso anno ha festeggiato i suoi primi vent'anni di carriera e dopo la fine del rapporto con la Sugar, l'etichetta che la scovò e la lanciò alla fine degli anni '90 (e per la quale Elisa ha continuato ad incidere fino al 2016), la cantautrice di Monfalcone riparte da qui.

"Diari aperti" è la sua risposta ad una serie di cerchi che si andavano a chiudere. Questo album sarebbe dovuto uscire già lo scorso anno, in concomitanza con i festeggiamenti per il ventennale: era stato pensato come un disco celebrativo, contenente cose "vecchie" che la cantautrice non aveva mai fatto ascoltare prima. Ma per preparare al meglio i concerti in Arena, Elisa ha deciso di rimandarne l'uscita a data da destinarsi. Nel frattempo, i programmi sono cambiati: una pausa di riflessione le è servita per riprendere fiato e fare il punto della situazione, suggerendole di cambiare completamente direzione.

Rispetto al passato, stavolta voleva essere più esplicita, raccontare senza filtri, metafore e giri di parole pagine della sua vita (non a caso, il disco è cantato tutto in italiano, come "L'anima vola" del 2013). I "diari aperti" del titolo sono quelli che Elisa ha tirato fuori dagli armadi alla ricerca di ricordi da trasformare in canzoni: c'è Elisa versione quindicenne "con il braccio rotto e l'Estathé versato addosso" nell'estate del '92 ("Come fosse adesso"), Elisa versione mamma che canta a suo figlio "con te ho imparato a dire 'ti voglio bene'" ("Promettimi"), Elisa versione cantautrice che a quarant'anni decide di voltare pagina e mettersi in discussione ("Tutta un'altra storia"), riconoscendo di non avere sempre la stessa spinta e l'urgenza espressiva che aveva a vent'anni e accettando per questo di confrontarsi con autori più giovani (come Calcutta per "Se piovesse il tuo nome", Federica Abbate per "Vivere tutte le vite" e Davide Petrella per "Tua per sempre").

Non aspettatevi un ritorno al rock degli esordi: "Diari aperti" è un disco intimista e riflessivo, in cui le canzoni sono spesso cantate sottovoce, quasi sussurrate ("Anche fragile", "Con te mi sento così"), accompagnate da da sonorità morbide e eleganti (chitarre, pianoforte, fiati - nella produzione e negli arrangiamenti si sente il tocco di Taketo Gohara). È un passo di lato rispetto alla grinta e all'energia di "On", l'album del 2016 che spiazzò i fan della cantautrice, anche se non mancano un paio di pezzi che vanno fuori dal tracciato, come "L'estate già fuori" (un reggae dalle sonorità elettroniche, in odore di singolo per la prossima estate) e "Tutta un'altra storia" (con quei ritmi in levare che fanno molo tum zatùm zatùm zatùm).

In "Diari aperti" Elisa cammina in precario ma sufficiente equilibrio tra passato e futuro: "Se cercherai chi sono stata, ritroverai chi sono adesso", canta in "Tua per sempre". Questo album rappresenta al tempo stesso un modo per tracciare un bilancio e aprirsi alle novità, riflettere su quante pagine sono state scritte e su quanto ancora c'è da scrivere.

TRACKLIST

03. Tua Per Sempre (03:27)
04. Anche Fragile (03:59)
05. Promettimi (03:55)
06. L'Amore Per Te (03:41)
10. Come Fosse Adesso (03:44)
11. Quelli Che Restano (04:25)
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