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Recensioni / 28 mag 2018

Bruce Springsteen - THE ALBUM COLLECTION VOL. 2, 1987-1996 - la recensione

La decade complicata di Springsteen in vinile: arriva il secondo volume della Album Collection

Dal post-"Born in the U.S.A." allo scioglimento della E Street Band, alla temporanea reunion, al periodo acustico di "Tom Joad": un sontuoso box di 10 LP racconta un periodo difficile del Boss

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Gianni Sibilla
THE ALBUM COLLECTION VOL. 2, 1987-1996
Sony Music/Legacy (Vinyl)

Continua l’operazione di riattualizzazione del catalogo e dell’opera di Springsteen. Il Boss è impegnato fino a dicembre nello spettacolo a Broadway, come noto: per questo ha rimandato tutte le pubblicazioni “nuove” (l’atteso disco “solo”, pronto da tempo) e le ristampe con inediti (alla “The ties that bind”, per intenderci). Ma non le pubblicazioni dei bootleg ufficiali (uno al mese, ogni primo venerdì) - che sono comunque una cosa di nicchia e per fan.
E poi c’è questo secondo volume della “Album collection”.

Il primo era di 4 anni fa, andava dagli esordi a “Born In The U.S.A.”, con tutti i dischi rimasterizzati, sia in vinile che in CD. “The Album Collection Vol. 2, 1987-1996” invece esce solo in vinile, in edizione limitata. Un sontuoso box di 10 LP più un libro fotografico, il cui prezzo finale - ci ha confermato la Sony - si dovrebbe aggirare attorno ai 90€. La prima tiratura è esaurita, tornerà verso metà giugno (e nel frattempo si trova a prezzi di speculazione: io l’ho comprato a 149€, ma l’ho visto a prezzi ben più alti).

Il periodo è quello della decade più complicata di Bruce: il post-successo di “Born in the U.S.A.”, a cui rispose con l’intimismo di “Tunnel of love”, che riascoltato oggi è uno dei suoi dischi più solidi: una parziale rottura con il rock per riaffermare la sua identità di songwriter. Quindi,  la vita privata che prima va a rotoli e poi si riprende: il divorzio con la moglie Julianne Phillips, la nuova vita con Patti Scialfa, la nascita dei figli. Springsteen rimette ordine sciogliendo la E Street Band, pubblicando due dischi complementari che raccontano quel percorso: lo smarrimento di “Human touch”, la ritrovata serenità di “Lucky town”. I dischi sono un flop, di critica e vendite - ma il Boss va in tour con “l’altra band”. Nel ’95 riforma la E Street Band per poco tempo (tornerà davvero solo a fine decennio), poi si butta nel racconto acustico dell’America con “The Ghost of Tom Joad”.

Il cofanetto comprende quei dischi (alcuni dei quali ristampati su due LP), più il live “Plugged” del ’93 e due EP, “Chimes of Freedom” (1988) e “Blood Brothers” (1996), con le outtake della reunion della E Street Band per il Greatest Hits del ’95 - che invece non è compreso (è stato pubblicato in separata sede per il Record Store Day). Non è compreso neanche il quintuplo “Live ’75-’85” che fu la prima testimonianza live, tra BITUSA e “Tunnel of Love”. Il tutto è accompagnato da un bel libretto di alta qualità di stampa, con foto inedite.  Il centro è una lunga intervista a Rolling Stone del ’92, in cui Springsteen racconta con lucidità periodi difficile: il rifiuto del successo e dell’immagine da macho dei primi anni ’80 (anche se, diciamolo con tutto l’affetto possibile: il Bruce dei primi anni ’90 è terribile: catene, braccialetti e camice aperte sul petto villoso). Poi l’incapacità di relazionarsi con gli altri fuori dal palco, la contraddizione tra il cantare la vita reale e il non riuscire ad averne una. Contraddizione risolta con Patti Scialfa e il trasferimento a Los Angeles. Springsteen racconta di essere andato in terapia - anni dopo, nella biografia "Born to run", parlerà apertamente di depressione.

I dischi, in questa nuova versione rimasterizzata, suonano benissimo: più puliti e precisi, con una separazione maggiore degli strumenti. I due EP sono delle chicche: “Chimes of freedom” contiene la cover dei Byrds che diventò il tema dello “Human rights now! tour” dell’88 con Sting, Peter Gabriel etc, assieme ad una toccante versione acustica di “Born to run”. “Blood brothers” contiene una versione rock del brano davvero notevole, assieme alla cover di “High hopes” degli Havalinas che quasi 20 anni dopo darà titolo ad un nuovo disco di studio. Contemporaneamente sono stati pubblicati (ma solo in digitale) altri 9 EP (ne parliamo in separata sede, qua).

Conclusione: ne vale la pena? A prezzo regolare, sì: è un bell’oggetto, un box di fattura di pregio, con un bellissimo libretto. Se siete consumatori di vinile, è l’occasione per riscoprire dischi “minori” (e anche se non lo siete: c’è anche un codice per il download in MP3) e le “nuove” versioni suonano bene. Diversamente, se non siete fan, può essere una spesa ingente in un periodo in cui comunque l’offerta di contenuti del Boss è già molto ampia.

 

TRACKLIST
Album

Tunnel of Love (1987, 2 LP)
Human Touch (1992, 2 LP)
Lucky Town (1992) (1 LP)
In Concert / MTV Plugged (1993, 2 LP)
The Ghost of Tom Joad (1995, 1 LP)

12” EP
Chimes of Freedom (1988)
Blood Brothers (1996)