«VOICENOTES - Charlie Puth» la recensione di Rockol

Charlie Puth - VOICENOTES - la recensione

Recensione del 28 mag 2018 a cura di Redazione

La recensione

Negli ultimi tre anni Charlie Puth ha piazzato più di una hit in classifica, complice anche l'aiutino di qualche collega. Nel 2015 il duetto con Meghan Trainor su "Marvin Gaye" è stato un successo tanto negli States quanto in Europa, successo che ha bissato l'anno successivo il duetto con Selena Gomez su "We don't talk anymore". Ora il 27enne cantante del New Jersey torna con un nuovo album, "Voicenotes", a due anni dal suo disco d'esordio.

Il disco è stato anticipato da ben quattro singoli. Il primo, "Attention", è uscito addirittura lo scorso anno: una ballata soul che parte come un pezzo di Sam Smith ma che poi nel ritornello si sposta verso suoni più elettronici. Più funk il singolo successivo, "How long", uscito a ottobre, tutto da ballare e con un ritornello iper-radiofonico: avrebbe potuto essere una hit (le premesse c'erano tutte), invece la canzone è stata accolta un po' timidamente (negli States non si è spinta oltre la 21esima posizione). "Done for me", il duetto con Kehlani, ha confermato il trend dei due singoli precedenti, almeno a livello di suono: elettronica piuttosto marcata e arrangiamento che strizza l'occhio al funk. Infine, "Change": incisa in duetto nientemeno che con James Taylor, che ha riportato Charlie in atmosfere più acustiche e suonate.

"Voicenotes", prodotto dallo stesso Charlie Puth insieme a Rihard Goransson, Johan Carlsson (già al suo fianco nel disco precedente) e Jason Evigan, si muove proprio intorno a questi due poli: da un lato pezzi più funk e elettronici, con ritornelli orecchiabili e cantabili che li rendono potenziali hit ("Alcune persone scelgono di non ascoltare i testi. Vogliono solo andare al club, ascoltare il ritmo e divertirsi. E va anche bene", commenta lui); dall'altro canzoni più acustiche, più suonate.

La formula è la stessa che aveva già caratterizzato "Nine track mind": solo che lì la scrittura di Charlie Puth era acerba e un po' immatura, mentre nei pezzi di "Voicenotes" si percepisce una crescita, tanto nei testi quanto negli arrangiamenti (che portano tutti la firma dello stesso cantante - solo in alcuni casi si è fatto aiutare dai suoi produttori).

TRACKLIST

01. The Way I Am (03:06)
02. Attention (03:28)
03. LA Girls (03:17)
04. How Long (03:20)
05. Done For Me (feat. Kehlani) (03:00)
06. Patient (03:10)
07. If You Leave Me Now (feat. Boyz II Men) (04:03)
08. BOY (04:23)
09. Slow It Down (03:10)
10. Change (feat. James Taylor) (03:37)
11. Somebody Told Me (03:36)
12. Empty Cups (02:50)
13. Through It All (03:26)
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