«WRONG CREATURES - Black Rebel Motorcycle Club» la recensione di Rockol

Il rock'n'roll secondo i BRMC

Un ottimo ritorno a base di melodie annegate nel feedback e nella lordura...

Recensione del 15 gen 2018 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Coerenza monolitica. Visione immutata (e a questo punto, dopo 17 anni, possiamo dire anche immutabile). Il feedback rock dai toni scuri e psichedelici dei Black Rebel Motorcycle Club fin dal debutto di 17 anni fa è questo e non ha subito evoluzioni, involuzioni o cambiamenti di sorta.

C’è chi storce il naso di fronte a situazioni del genere, magari preso dall’ansia di ricercare sempre qualcosa che possa dare l’illusione di stupire o sorprendere (ma, come dire… tutto è davvero già stato fatto nel rock – e da decenni: cosa mai andranno cercando?). Ma il punto è che è meglio una band fedele a se stessa e capace di creare dischi convincenti, piuttosto che una camaleontica, magari all’inseguimento di un trend o della possibilità di crearne uno.

In un momento in cui, come già in passato, molti dichiarano la morte del rock, è a band come queste che ci si può rivolgere per sostenere la tesi che no, non è deceduto – anche se magari non è più quella forza della natura che è stato svariati decenni fa. Ben vengano, dunque, questi ribelli senza causa figli del Marlon Brando de “Il selvaggio”, che per l’occasione si sono fatti aiutare, in studio, da Nick Launay, uno che dagli anni Ottanta ha lavorato con le figure più altisonanti del vivaio post-punk del Regno Unito, ma anche con Arcade Fire e Nick Cave & the Bad Seeds (giusto per fare due nomi).

Dall’apertura affidata a “DFF” la sensazione è quella di un tuffo in una dimensione sexy e minacciosa, fatta di giubbotti di pelle segnati, occhiali da sole indossati anche di notte, profumo di pericolo che eccita e agita… in poche parole, i BRMC riescono ancora, nonostante tutto e tutti, a evocare lo spirito da fuorilegge che tanto è caro ai rocker d.o.c. – alla faccia di quasi 20 anni di attività.

E allora, per l’ennesima volta, i BRMC ci offrono un menu a base di reminiscenze targate Suicide, Jesus & Mary Chain, Ride e Velvet Underground. Le melodie annegate nel feedback e nella lordura sono servite… i signori gradiscono altro?

TRACKLIST

01. DFF (01:54)
02. Spook (03:45)
03. King of Bones (03:56)
04. Haunt (05:50)
05. Echo (05:13)
07. Question of Faith (05:19)
10. Circus Bazooko (05:42)
12. All Rise (05:40)
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