Recensioni / 02 feb 2018

Calibro 35 - DECADE - la recensione

La prossima frenetica "Decade" di Calibro 35

Un ipnotico cocktail di funk da consumare irresponsabilmente nel nuovo album della band con il passamontagna

Voto Rockol: 4.5 / 5
Recensione di Marco Di Milia
DECADE
Record Kicks/Audioglobe (CD)

Dieci anni di Calibro 35. Un’impresa iniziata tra inseguimenti e sparatorie nel segno del poliziottesco con l’eponimo esordio del 2008 e arrivata fino ai confini del cosmo con le suggestioni sci-fi dell’ultimo “SPACE”. Ora, di ritorno su questo pianeta, il collettivo di base a Milano ha deciso di volersi spingere ancora oltre, allargando la propria energia creativa all’ensamble degli Esecutori di Metallo su Carta, del quale l’infaticabile Enrico Gabrielli, fiati e tastiere dei Calibro, è parte integrante. Un insieme di cerchi concentrici che si sono serrati in studio tra le maglie di “Decade”, l’album che segna il primo decennale del gruppo col passamontagna.

Il disco è un compendio ragionato su tutto ciò che i Calibro 35 hanno attraversato nel corso della loro storia, non solo in termini di recupero del passato, ma anche di elaborazione, passaggio dopo passaggio, di un’identità specifica, frutto di una indiscutibile perizia tecnica ma anche di una capacità artistica fuori dal comune. Un costante progresso che la band ha costruito con un’attenzione tale da rompere schemi e stilemi di genere, andando oltre la riscoperta di oscure partiture e library dimenticate per quadrare il cerchio con un proprio letale infuso di funky, jazz e rock che modernizza e mantiene costantemente sul filo del rasoio la tensione narrativa.

Gli undici brani che compongono l’album rappresentano ora l’ulteriore evoluzione compositiva che Enrico Gabrielli, Massimo Martellotta, Luca Cavina e Fabio Rondanini, stabilmente guidati in cabina di regia dal fido Tommaso Colliva, hanno messo a segno. Rinsaldando il loro legame con la settima arte, ma anche liberi di esplorare le possibili contaminazioni grazie alla nuova formazione espansa con archi, fiati e percussioni, la struttura di “Decade” è quella di un lavoro colmo di riferimenti, in cui psichedelia, fusion e magie assortite si mescolano liquidi in un trascinante vortice sonoro, nel quale ogni traccia pur essendo dotata di una propria autonoma caratterizzazione, riesce a comporre uno stile immediatamente riconoscibile. Autocitazionista, ma senza mai apparire ridondante.

Il tuffo nell’estetica musicale alla Calibro 35 è servito dagli ottoni che guidano “Psycheground” e, poi, dalla irresistibile ritmica pulsante del singolo “SuperStudio”, spinta da una vena avanguardistica che si fa più evidente nell’ansiogeno swing “Faster faster!” e si snoda lungo tutto il percorso del disco fino alla sua conclusione con l’estatico finale di “Travelers”. Come sempre, con la sacra triade Morricone, Bacalov e Micalizzi bene in testa, la band si arricchisce di influenze e linguaggi differenti, secondo una logica di sperimentazione a tutto tondo che si appropria di soul e di afrobeat così come dei fraseggi tipici del jazz. Se in “Polymeri” a emergere è un certo sinistro tribalismo, in “Agogica” si apre una porta su un inquieto racconto giallo, coinvolgente e oscuro come solo certe trame sanno essere. Contaminazioni, ancora, più o meno esplicite, con la musica colta contemporanea in “Ambienti” permettono ai Calibro 35 di non relegarsi al ruolo di musicisti “di genere”, ma di andare molto oltre l’impegno filologico di riportare in auge un filone musicale con oltre cinquanta primavere sulle spalle.

L’impronta cinematografica, infine, rimane una costante, “Modulor” o “ArchiZoom” suonano come l’ideale colonna sonora di un film carico di suspense, nel quale gli intrecci della sceneggiatura sono accentuati da tracce fortemente evocative. Con tutto l’incredibile immaginario che “Decade” riesce a portarsi dietro, è evidente la voglia del gruppo di dirigersi verso soluzioni decisamente più ricercate e di impatto, da una gamma di ispirazioni eterogenee alla presenza più incisiva di vecchie e nuove strumentazioni capaci di rapire l’attenzione in una spirale costantemente avvolgente, tesa e frenetica. 

Il sesto album in studio perciò più che una celebrazione di una saga è una vera dichiarazione di intenti nella quale la band ha inserito tutti gli elementi di cui si è composta finora, per volgere lo sguardo ancora in avanti. Un legame tra vecchio e nuovo che graficamente è tradotto con l’architettura impossibile della città raffigurata in copertina, straordinaria ed estrema, ma anche tesa verso quello sviluppo futuribile che ha ispirato interamente il progetto. Una delle migliori scommesse del nostro panorama musicale può dirsi, dieci anni dopo, davvero vinta con merito. Rielaborando se stessi, i Calibro 35 portano a un livello successivo la loro singolare anomalia che non conosce confini, né intoppi. Spietati e diretti, qui non c’è Americano che tenga.

TRACKLIST

01. Psycheground - (03:06)
02. SuperStudio - (04:49)
03. Faster Faster! - (03:56)
04. Pragma - (05:57)
05. Modulor - (03:29)
06. ArchiZoom - (03:15)
07. Ambienti - (03:07)
08. Agogica - (05:19)
09. Polymeri - (02:11)
10. Modo - (07:09)
11. Travelers - (05:46)