LUNGA VITA A STO

Sto Records (Digital Media)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Mattia Marzi

Non è arrivato dal nulla, Ghali: quando nell'ottobre del 2016 è uscita "Ninna nanna" il rapper di origini tunisine aveva alle sue spalle già un mixtape ("Leader mixtape", pubblicato nel 2013), alcuni dischi registrati insieme ai Troupe D'Elite (il gruppo fondato nel 2010 insieme al rapper Er Nyah, alla cantante Maite e al beatmaker Fonzie Beat) e una manciata di singoli che gli avevano permesso di farsi un nome tra i seguaci della scena hip hop (soprattutto milanese).
"Ninna nanna", però, ha fatto scattare qualcosa: a differenza dei pezzi che Ghali aveva pubblicato prima, quella canzone ha cominciato a far conoscere il nome di Ghali anche fuori da Milano e gli ha fatto conquistare una buona fetta del pubblico "mainstream". "Lunga vita a Sto" (dove "Sto" è l'etichetta indipendente da lui fondata), racconta proprio tutto quello che è successo prima di "Ninna nanna" e raccoglie i pezzi che il rapper aveva pubblicato prima di "Album".

Le 12 tracce contenute in "Lunga vita a Sto" raccontano la ricerca dello stile, del suono (nella maggior parte dei casi le basi sono di Charlie Charles e spaziano dalla trap alla bounce music, passando per la world music) e la crescita di Ghali anche come autore. In questi pezzi il rapper mette a fuoco quello che con "Album" diventerà uno stile riconoscibile, il "raptus" (Ghali lo ha ribattezzato così): i testi sono composti da schizzi, da immagini, da pensieri buttati giù come in una sorta di diario. Raccontano la sua voglia di riscatto ("Sto con chi è nato in strada e non ci vuole stare", rappa in "Optional"), il legame con la musica ("Ora il rap è più forte di me", dice in "Come Milano", un pezzo originariamente contenuto nell'album d'esordio dei Troupe D'Elite - il ritornello verrà "rispolverato" da Ghali per "Milano", una traccia di "Album"), le sue origini tunisine ("Io sono un negro, terrorista / Culo bianco, ladro bangla e muso giallo", rappa in "Willy Willy", un brano in cui elenca tutti gli stereotipi sugli stranieri) e l'aver fatto tutto da sé ("Ho vinto da solo, ho perso da solo, spinto da solo / Ho chiesto a me solo, tutto da solo / Creato da solo, distrutto da solo").

A pensar male si direbbe che ha scelto di pubblicare questo nuovo disco per continuare a cavalcare l'onda del successo di "Album". In realtà, per il rapper, "Lunga vita a Sto" è un modo per tornare a quando era uno sconosciuto, a quando prendeva il suo quadernino, una penna, le cuffiette e se ne andava al parchetto a scrivere. Perché i mesi successivi all'uscita del suo album d'esordio sono stati frenetici. Ghali, che credeva che una volta pubblicato il disco sarebbe stato più libero e avrebbe avuto più tempo da dedicare a sé stesso, ha dovuto confrontarsi con la "vita da star" (o almeno, la vita di uno che ha appena fatto un disco e lo deve promuovere): instore, shooting fotografici, video da girare, concerti, interviste, dj set, svegliarsi ogni giorno in un hotel diverso, perdere la concezione dello spazio e del tempo. E ad un certo punto, probabilmente, dopo i dischi d'oro e di platino e le folle oceaniche degli instore, Ghali ha cominciato ad avvertire l'esigenza di ritornare a Baggio, al suo quartiere, ai bar che frequentava, ai marciapiedi sui quali è cresciuto. Alla sua cameretta, quella della copertina (ancora più bella della cover di "Album"). C'è lui sdraiato sul letto, con il pigiama, e la parete sullo sfondo è piena zeppa di citazioni "pop", di tutti i suoi miti, di tutto ciò che lo ha formato come persona e come artista: spicca la copertina di "Bad" di Michael Jackson, il poster di Grand Theft Auto (videogame cult per i ragazzi degli anni '90 e 2000), la locandina di "Paid in full" (film del 2002 di Charles Stone III, tra i cui produttori c'era Jay Z). Ma si intravede anche il costume di Spider Man appeso, la locandina di "The Mask" e quella di "8 Mile" (il film su Eminem), un poster di Muhammad Ali e uno che riproduce la copertina di "Abbey Road" dei Beatles.

Per chi ha scoperto Ghali con "Ninna nanna" e i singoli successivi, come "Pizza kebab" e "Happy days", queste tracce rappresenteranno a tutti gli effetti degli inediti (anche se inediti non lo sono). Per i fan della prima ora, invece, questo disco sarà un modo per ascoltare con più facilità pezzi che, fino ad oggi, potevano essere ascoltati solo su YouTube (perché non erano né in streaming né in vendita sui negozi digitali).

TRACKLIST

01. Lunga Vita a Sto - (01:29)
02. Come Milano - (03:19)
03. Optional - (02:30)
04. Cazzo Mene - (03:42)
05. Mamma - (02:59)
06. Voci - (01:43)
07. Non Lo So - (03:51)
08. Sempre Me - (03:14)
09. Marijuana - (03:42)
10. Vai Tra - (03:16)
11. Dende - (03:29)
12. Wily Wily - (03:56)
13. Come Milano - Instrumental - (03:20)
14. Optional - Instrumental - (02:30)
15. Cazzo Mene - Instrumental - (03:42)
16. Mamma - Instrumental - (02:48)
17. Voci - Instrumental - (01:47)
18. Non Lo So - Instrumental - (03:53)
19. Sempre Me - Instrumental - (03:14)
20. Marijuana - Instrumental - (03:42)
21. Vai Tra - Instrumental - (03:16)
22. Dende - Instrumental - (03:29)
23. Wily Wily - Instrumental - (03:56)