«VIDA ETERNA - Ninos du Brasil» la recensione di Rockol

Ninos Du Brasil: leggi qui la recensione di "Vida Eterna"

A tre anni di distanza dal precedente lavoro i Ninos du Brasil”, Nico Vascellari e Nicolò Fortuni, tornano con il terzo album intitolato “Vida eterna”. Un gran bel lavoro...

Recensione del 05 ott 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“Vida eterna” si apre con “O vento chama seu nome” e la porta si spalanca su un mondo di techno tribale in cui elettronica, world music e industrial si fondono per creare un ambiente sonoro decisamente dark, notturno e ritmicamente asfissiante. Nico Vascellari e Nicolò Fortuni, i Ninos du Brasil, sono tornati a tre anni di distanza da “Novos misterios” con un nuovo lavoro che ne riprende il discorso andando però ad incupirsi nettamente più del previsto; basta guardare il soggetto in copertina per iniziare a farsi un'idea. In scaletta otto pezzi da interpretare come un unico racconto, legati dalla tematica del viaggio. Un viaggio (quasi) allucinante alla ricerca della vita eterna…

A partire dall’immagine di copertina, un pipistrello volante con bocca spalancata dipinto dall’artista britannica Marvin Gaye Chatwynd, proseguendo con i titoli della canzoni e la fitta trama di basi synthetiche è chiaro che “Vida eterna” è concepito come un percorso senza tregua attraverso una una giungla notturna, umida ed impervia, popolata da creature che traggono dal buio e dalla notte la loro energia vitale. Immaginiamo quindi una foresta quasi impenetrabile, su cui sta per calare l’oscurità. E con essa c’è il risveglio di un mondo, rimasto nell’ombra per tutte le ore del giorno. Un mondo fatto di creature il cui senso più sviluppato non è certo la vista. E’ ben altro…

Parliamo di udito, che nel nostro caso viene messo alla prova dai bassi penetranti che la produzione di Rocco Rampino aka Congorock ha messo ben in risalto, giusto per porre l’accento sull’indole più spiccatamente (EDM e…) tribale del lavoro. Ed è proprio grazie all’andamento incessantemente percussivo di “Vida eterna” che l’ascolto si fa omogeneo e costante. Passare dalla già citata  “O vento chama seu nome” a “No meio da noite” diventa quindi un’operazione quasi automatica, ed è così fino alla conclusiva “Vagalumes piralampos” in cui spicca la partecipazione di Arto Lindsay, presenza importante che ci da la misura della portata internazionale che il duo ha raggiunto. A questo va ad aggiungersi poi la rinnovata collaborazione dopo “Novos misterios” con la Hospital di Dominick Fernow, uno che di drum'n'bass se ne intende abbastanza. Partendo da quel quel lavoro, i Ninos du Brasil hanno accelerato la ricerca elettronica sui cui hanno impostato sostanzialmente tutto il nuovo disco (qui sta la svolta vera), cercando al contempo di renderlo il più solido possibile grazie a suoni duri, quasi monolitici e in grado di fondersi perfettamente l'uno con l'altro: “Vida eterna” al tatto è una superficie nera, lucida, compatta e senza una crepa. Un materiale fin troppo levigato forse, ma destinato a consumarsi sul palco (di un club, possibilmente), dove l’afa e l’umidità tropicali che verranno sicuramente a crearsi funzioneranno da acido corrosivo, agendo giusto il necessario per sporcare e rendere più concreto e vivo un lavoro che in cuffia suona anche troppo formalmente perfetto.

Un carnevale di Rio nel cuore della giungla. In piena notte. Tu balli, alzi lo sguardo: un pipistrello ti guarda fisso, dritto negli occhi. Ricambi lo sguardo, lo sostieni e continui a ballare.

TRACKLIST

01. O Vento Chama Seu Nome (03:35)
02. No Meio da Noite (04:17)
03. Condenado por un Idioma Desconhecido (04:05)
04. Algo ou Alguém Entre as Árvores (06:15)
05. O Som de Ossos (04:17)
06. A Magia do Rei, Pt. 2 (05:01)
07. Em Que o Rio do Mar Se Torna (05:23)
08. Vagalumes Piralampos (06:01)
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