«ALL'ITALIA - Massimo Priviero» la recensione di Rockol

Massimo Priviero - ALL'ITALIA - la recensione

Recensione del 21 set 2017

La recensione

di Mario Guerci

“Cambiare vita e ricominciare è per definizione un atto di forza e di coraggio, qualsiasi sia il motivo e l’esito di questo cambiamento”. È questa frase, pronunciata dallo stesso Priviero durante la presentazione del disco, la sera del 15 settembre al The Boss di Milano, che spiega cosa c'è dentro le canzoni di “All'Italia”, sedicesima fatica musicale del rocker/cantautore veneto ma milanese d'adozione.

“All'Italia” è un concept album che racconta attraverso gli occhi dei diversi protagonisti l'emigrazione. Un’emigrazione che parte da lontano ed arriva fino ad oggi, intesa come viaggio di speranza alla ricerca di una vita migliore, ma che prende anche sfumature più profonde di rinascita interiore.

Le 13 tracce sono legate da un fil rouge che funge da collante per le diverse storie ed esperienze: “Villa Regina” parla dei veneti partiti per l’Argentina, “Aquitania” le difficoltà di un contadino di integrarsi in terra francese, “Fiume” il dramma di un padre costretto ad abbandonare la propria famiglia ed il paese che ama. Il disco tocca anche temi più leggeri come con “Cielo Blu”, dove si narra di un hippie che lascia la nebbia e il grigio della sua città per riconciliarsi con la natura. Le canzoni di “All’Italia” lasciano poco spazio all’interpretazione personale: le storie parlano da sé ma, seppur di finzione, mantengono un alone di veridicità che riesce a coinvolgere ancor di più l’ascoltatore, che ben presto ne diventa il protagonista inconsapevole.

 Come ha raccontato Priviero alla presentazione del disco, l’album è nato per essere suonato in acustico con la voce accompagnata dalla sola chitarra ed armonica; ma con il tempo le canzoni sono state arricchite di colore e si sono aggiunte altre corde, percussioni, fiati ed archi.

I pezzi più forti e movimentati sono la Springteeniana “Rinascimento” e la più folk-rock “London Town”, quest’ultima tanto ricorda i più recenti Mumford & Sons e The Lumineers.

Il momento più toccante dell’intero album lo si raggiunge con il brano “Bataclan”, una dedica commossa alla famiglia di Valeria Solesin, ragazza italiana rimasta vittima dell’attentato di Parigi del novembre 2015. Qui, senza nessuna retorica e pretesa, si racconta del rapporto semplice ma meraviglioso tra madre e figlia; un rapporto fatto di piccole cose quotidiane che prende vita nelle parole scritte in una lettera immaginaria spedita appena prima del tragico evento.

Ogni singola traccia di “All’Italia” è impregnata di amore ed affetto sincero: traspare in maniera evidente la carica emotiva che Massimo spende nelle liriche, semplici ed immediate, ma al contempo profonde e poetiche.

Quello che emerge dal disco non è una malinconia o una compassione verso chi ha sofferto e chi non c'è più ma, anzi, una grande appartenenza alla propria terra e una forte gratitudine verso tutti coloro che hanno “rischiato” lasciando il paese amato, portando nel cuore un amore incondizionato verso la propria terra.

“Non sono fascista non sono partigiano, mettetevi in testa son solo italiano”

TRACKLIST

01. Villa Regina (05:17)
02. Aquitania (04:45)
03. Fiume (05:42)
04. Cielo Blu (05:06)
05. Friuli 76 (04:16)
06. Berlino (04:15)
07. Alba Nuova (04:19)
08. Rinascimento (03:57)
09. Mozambico (04:32)
10. London (05:39)
11. Bataclan (04:58)
12. Abbi Cura (03:44)
13. Basso Piave (05:43)
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