PEACOCK EYES

Solki (Digital Media)

Voto Rockol: 4.0 / 5

di Marco Jeannin

Esiste un luogo ideale: un punto di vista sopraelevato, una collina che domina una pianura. Dall’alto si osservano i contrasti: come la vanità nasconda una disperazione, una attenzione mancata; perché il desiderio del possesso sia legato a guardare una persona non per come è ma per come si vorrebbe che fosse; come si possa aver desiderio e sete di persone che non si sa davvero come sono. Si può trovare, appartato in qualche zona scura, il coraggio di ammirare anche il brutto delle cose belle

E ancora…

L’album, intitolato “Peacock Eyes”, è un discorso sintetico sulla vanità e sull’abbaglio che essa cerca e determina. La ruota degli occhi del pavone si mostra in tutto il suo dilemma, splendido ma goffo simbolo di rinascita.

Loro sono i Solki, trio dream (post) punk attivo a Prato e composto dall’ex Blue Willa Serena Altavilla (voce e chitarra), Lorenzo Maffucci (chitarra) e Alessandro Gambassi (batteria e synth). “Peacock Eyes” arriva a tre anni da “Sleeper Grele” e di quel disco approfondisce l’approccio wave andando a raffinarne la forma. Svestiti i panni lo-fi, i Solki si sono chiusi in studio con Alessandro Fiori per fissare in presa diretta i nove pezzi di un disco che effettivamente suona molto più composto, maturo e ragionato rispetto al suo predecessore, lasciando intatto però il mood generale. E parlo di quel sound quasi trascinato che tanto bene si sposa con le interpretazioni vocali sempre cristalline di Serena Altavilla. I Solki in questo senso hanno lavorato molto alla ricerca di un’identità che finalmente sta emergendo chiara; basta ascoltare pezzi come la bella title track, le sognanti “Wriggled arms” e “Jealous girl”, esempi perfetto di cosa i ragazzi intendono quando parlano di dream punk, o il piccolo manifesto “Fuck youth”, un vero gioiellino. Pezzi in cui si sente chiara la mano di Fiori, che il disco l’ha prodotto sì, ma ci ha anche suonato, l’ha registrato e, infine, mixato. Si sente soprattutto quando la band riesce a lasciarsi andare liberamente, senza paura di uscire dai confini di un genere che, come tutti, confini effettivi non ne ha. Ecco quindi che le contaminazioni psichedeliche servite dagli arrangiamenti e dalle linee vocali trovano completezza in un background strumentale (… il contrappunto delle chitarre e il fraseggio radicale di una batteria ridotta ai suoi elementi essenziali…) che in questo album è diventato cifra stilistica. Una bella conquista.

Tutto questo fa di “Peacock Eyes” un disco molto buono e dei Solki una band in evidente crescita.

TRACKLIST

01. Puddle - (04:30)
02. Fuck Youth - (03:00)
03. Peacock Eyes - (03:47)
04. Lizas for All - (03:49)
05. Empty Bag Jellyfish - (03:39)
06. Wriggled Arms - (03:37)
07. In a Bounce - (03:19)
08. Jealous Girl - (04:00)
09. Little Planner - (03:48)