«OUR OWN WAY - Mistakes» la recensione di Rockol

Mistakes: leggi qui la recensione di "My own way"

Giorgio “Joe” Cataldo, Giorgio Sudati e Riccardo Berticelli tornano con cinque nuovi pezzi all'insegna di un college pop punk decisamente estivo.

Recensione del 17 ago 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“Our own way” è, semplicemente, il nostro modo. Cinque canzoni che raccontano ognuna un pezzo diverso di noi: i nostri viaggi in macchina, le avventure/disavventure ai concerti, i problemi d’amore, l’adolescenza e il pubblico che ci ha sostenuto in questi anni. A modo nostro.”

Loro sono i Mistakes band punk-pop attiva dal 2013 quando dopo un primo periodo di assestamento la formazione si consolida nel power trio formato da Giorgio “Joe” Cataldo, Giorgio Sudati e Riccardo Berticelli. “Our own way” è il loro secondo EP, pubblicato a due anni di distanza da “Lights and…”. Cinque pezzi che, sulla scia di Green Day prima maniera e Blink 182 raccontano di una band molto giovane ma con la melodia piuttosto calda. Nel senso che per quanto innegabilmente molto semplici, i pezzi raccolti in questo EP hanno tutte le casette al posto giusto; melodia, riff, ritornelli. Certo, dal punto di vista del suono e degli arrangiamenti andrebbero rimpolpati con una produzione un pelo più sostanziosa; per come la vedo io quello che manca al gruppo sono un po’ di muscoli ma è evidentemente una condizione passeggera. Perché è con lavori come questo che i Mistakes possono continuare a crescere e sviluppare un songwriting che passi dal buono all’ottimo, andando ad indagare più a fondo un genere che può aprire alcune porte secondo me molto adatte al trio. E parlo di una ricerca che porti infine ad approdare all'indie hardcore a stelle e strisce, ai Replacements, ai Minor Threat e compagnia bella. Giusto quelle paio di band il cui ascolto prolungato aiuta a formare il carattere. Meno college rock, più distorsioni.

Detto questo, suggerisco l’ascolto di “Sons of the sky”, la ballad di turno di questo lotto, perché è il pezzo che mi ha fatto fare i collegamenti di cui sopra. Mi ha stimolato ed è esattamente ciò che cerco in un lavoro di questo tipo.

Forza, che la strada è quella giusta.

TRACKLIST

01. Blame It on the Morning (03:43)
02. Could Be the Day (03:05)
03. No Name (03:42)
04. Put into Gear (02:32)
05. Sons of the Sky (03:34)
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