«XXX - ZZ Top» la recensione di Rockol

ZZ Top - XXX - la recensione

Recensione del 30 gen 2000

La recensione

Satanassi, tizzoni d’inferno, serpenti a sonagli, facce di bronzo, rieccoli: il vecchio complessino del Texas, i 3 amigos dalle 2 Z si ripresentano dopo 3 anni con 3 X che sono 6 spade (o spiedi?). Poche concessioni alla fantasia, un booklet scarno, senza foto (volevamo sapere se le barbe stavano bene), con una scritta lapidaria sulla strumentazione usata (“Drum. Bass. Fuzzy guitar”) e senza commenti al fatto che il disco, nell’ultimo terzo, diventa un live. Forse mancavano canzoni nuove, nonostante la (solita) lunga vacanza dall’ultimo disco? Col massimo rispetto possibile da questo lato del Rio Grande, l’impressione sembrerebbe confermata dalla presenza di “Pincushion” (quando leggete “Sin pusher” nella tracklist, non credeteci), una versione (irresistibile) di “Teddy bear”, e di un brano che prende “War pigs” dei Black Sabbath per farla diventare qualcos’altro, un cupo blues d’altri tempi intitolato “Made into a movie” davanti al quale togliersi il cappello. O forse è un citare il rock che è stato, il blues che è stato, gli ZZ Top che sono stati, per dimostrare come ogni volta tutti e tre possono rinascere, con un’operazione non dissimile da quelle che più giovani e acclamati manipolatori stanno facendo da qualche anno a questa parte in ambito dance. Tutto è possibile, non dimentichiamo che baffino e i due barbapedana già negli anni ’80 hanno portato i sintetizzatori tra i cactus; ora continuano a muoversi con disinvoltura tra un boogie e una “Beatbox” (in quest’ultima si accenna in modo piuttosto arcano a Roma e Milano, così come a Tokio e Osaka). Un buon vecchio disco, anche se la sensazione è che il loro nome non sia più considerato molto sexy - nonostante la tripla X...
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