«THE JOSHUA TREE (30TH ANNIVERSARY SUPER DELUXE BOXSET) - U2» la recensione di Rockol

Gli U2 e i 30 anni di "The Joshua Tree": la recensione in anteprima

Esce in una mega versione espansa il capolavoro di Bono e soci: l'abbiamo ascoltata in anteprima

Recensione del 02 giu 2017 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Per chi è cresciuto negli anni '80, un album epocale. Per tutti gli altri, "The joshua tree" è uno di quei dischi che ad un certo punto ascolti, e ti cambiano la vita, almeno quella da ascoltatore di musica. Non è solo il disco più importante di una delle più importanti rock band di tutti i tempi.  Un disco che ha spostato i confini del rock, sia in termini di suono, che di racconto che di carica emotiva.

L'edizione per i trent'anni (il disco uscì nel marzo 1987) arriva in concomitanza con il tour celebrativo partito da Vancouver nei giorni scorsi. Non è la prima operazione autocelebrativa della band, ma sicuramente è la più imponente: la band ha spostato l'uscita di un lavoro già finito e pronto, "Songs of experience", per questo progetto.  Già precedentemente erano stati ristampati i primi album della carriera, fino ad "Achtung baby", ma qua siamo ad un altro livello rispetto alla prima deluxe edition del 2007. 
Abbiamo ascoltato in anteprima questa nuova versione - senza ancora mettere le mani sul prodotto fisico: 2 CD, 4CD a circa 100€ e 7 LP a circa 150€, che è sulla carta è uno dei valori aggiunto maggiori, vista la quantità di materiali "fisici" allegati alla parte sonora.
Ecco, invece, cosa contengono e come suonano i 4CD dell'edizione Super Deluxe.

CD1: Il disco originale
Nell'86, quando iniziarono a registrare quello che sarebbe diventato "The Joshua Tree", gli U2 erano reduci dalla sperimentazione sonora di "The unforgettable fire". E dal successo di "Pride", la loro maggiore hit, ma di fatto l'unica canzone "convenzionale" nata dalla collaborazione con Brian Eno. Quella canzone e il passaggio al Live Aid nell'85 li avevano fatti diventare delle star. 
Il risultato fu un disco che è un capolavoro per almeno tre motivi.
1, Le canzoni: gigantesche. Non ce n'è una che on sia meno che stupenda. E sono canzoni-canzoni, meno sperimentali nella struttura rispetto a "The unforgettable fire", ma anche mai scontate. Più dirette, con grandi ritornelli e grandi melodie, talvolta epiche, talvolta più cupe. Così la rabbia di "Bullett the blue sky" ed "Exit" è compensata dal gospel di "One tree hill" e dal rock classico di "Trip through yuor wires. Poi l'intro synth-chitarra di "Where the streets have no name": è uno dei più belli inizi di un disco rock, di sempre. E che dal vivo sarebbe diventata ancora più epica. 
2. il sound: la band tornò a lavorare con Eno (e con Daniel Lanois), usando un suono sempre stratificato, ma meno intellettuale, più accessibile. Questo è IL suono U2: la chitarra di The Edge la sezione ritmica Clayton-Mullen che crea dei tessuti sonori impressionanti e unici anche su canzoni apparentemente più rarefatte, come "With or without you" e "Running to stand still", la voce epica.
3. Kl racconto, i testi: la visione dell'America da parte dell'Europa, la carica il pathos delle parole, sia quando Bono racconta di passione ("With or without you"), sia quando parla dei tormenti interiori ("Running to stand still", "Exit", che sembrano la continuazione tematica di "Bad"), sia quando parlano di politica ("Bullett the blue sky", "Mothers of the disapperared"). Poi Bono avrebbe spesso rischiato la retorica (così dicono i suoi detrattori), ma qua trovò la sua formula perfetta di narrazione tanto individuale, dell'uomo e dei suoi tormenti, quanto delle relazioni umane e della sua visione del mondo.

CD2: Live at Madison Square Garden 1987
L'America, dicevamo. "Il disco americano" degli U2. In realtà il vero disco a stelle e strisce degli U2 è "Rattle and hum", che sarebbe uscito a fine '88: un documento ibrido fatto di canzoni inedite, nuove versioni e brani live dal tour di "The Joshua Tree", accompagnate dal film di Phil Joanou. Uno dei momenti più importanti di quel film, quello in cui gli U2 esplorano più profondamente le radici americane della loro musica è la visita ad Harlem, è la registrazione ad Harlem di "I still haven't found" con il coro gospel New Voices Of Freedom, che avvenne due giorni prima del concerto contenuto nel secondo CD. Registrati il 28 settembre dell'87 al Madison Square Garden, contiene una doppia versione del classico, di cui una appunto con il coro.
Non è il primo concerto del tour pubblicato ufficialmente (dieci anni fa uscì, solo in digitale e su DVD, quello di Parigi). Ed è un concerto che i fan conoscono bene, perché circola da molto tempo in forma di bootleg. Ma è un aggiunta perfetta alla ristampa: qua viene restituito in forma pulita e perfetta: mostra una band in stato di grazia, letteralmente.  Fu uno dei concerti più importanti del tour, un tour in cui la band si trovò a suonare in posti più grossi (in Italia, gli stadi di Roma e Modena) e a dover usare per la prima volta degli schermi. Memorabili rimangono i giochi di Bono con le canzoni, nel citare i classici (qua "Exodus" in "I still haven't found").
Peccato solo che manchino alcuni dei brani originariamente in scaletta (la cover di "Help" e la b-side "Spanish eyes"), ma le stupende versioni di "With our without you" e "Running to stand stil" e le chicche di "Party girl" e "40" da sole valgono il disco.

CD3: i remix
La band aveva già svuotato gli archivi di "The joshua tree" ai tempi della pubblicazione, con 7 stupendi lati B, e nel 2007 con l'edizione limitata. Quindi il materiale inedito è stato creato ex-novo con questo CD di nuove versioni. "Red hill mining town", al tempo un possibile singolo ("the single that never was", come è conosciuta tra i fan) è stata remixata da Steve Lillywhite usando materiali del tempo e una nuova traccia vocale incisa nel 2017. E poi Flood, Jacknife Lee, e soprattutto Daniel Lanois: le sue nuove versioni di "Running To Stand Still" e "With Or Without You" sono minimali, portano la firma di quello che al tempo era l'aiutante di Brian Eno e sarebbe diventato uno dei più importanti produttori rock. Una sorta di "The Joshua tree" in un universo parallelo, uno sguardo a cosa sarebbe potuto succedere se ci avesse lavorato solo lui.
Interessante la versione di "Where the streets have no name" di Flood, con un tappeto ambient all'inizio (e alcune parti vocali leggermente diverse: Bono canta diverse volte "Where the streets have no love", una variamte non presente nella versione originale) e "Bullett the blue sky" trasformata da Jacknife Lee (irlandese, produttore di Snow Patrol e R.E.M.) in una sorta di brano cupo elettronico alla Depeche Mode.  

CD4: le b-sides e le outtakes
Questo CD è quasi identico al bonus della versione del 2007. Vengono aggiunti, curiosamente qua e non nel CD precedente, Il "Lillywhite Alternative Mix ’87" di "I Still Haven’t Found What I’m Looking For" (solo leggermente diverso, mette più enfasi sulla ritmica e sulla chitarra acustica) e un remix del 2017 di Brian Eno della coda gospel di "One tree hill".
Poi, dopo  versione acustica di “Silver & gold” pubblicata su una compilation, arrivani gli inediti del 2017: outtake del periodo, brani incompiuti, con “Wave of sorrow” che venne finita nel 2007. Ma sono i 7 lati B del periodo dare l'idea della grandezza della band al tempo: canzoni che da sole farebbero un disco capolavoro di una band "normale:  il rock di “Spanish eyes” e "Silver and gold", il pop di “The sweetest thing” (poi reincisa come singolo per il "Greatest hits" di qualche anno dopo), le atmosfere eteree di “Walk to the water”, "Deep in the heart" e "Walk to the water. Brani erano disponibili da tempo, ma se non li avete mai ascoltati.... 

Insomma: una ristampa che mette assieme un'enorme quantità di materiale, per rendere onore ad uno dei più grandi dischi della storia del rock. Operazioni di questo genere ormai sono la norma, e forse si sta esagerando. Ma il fatto è che se le meritano davvero pochi dischi che hanno cambiato la musica, e "The Joshua Tree" è uno di questi.

 

TRACKLIST

#1
07. In God's Country (02:56)
09. One Tree Hill (05:22)
10. Exit (04:13)

#2
05. MLK - Live (02:02)
11. October - Live (02:05)
15. Party Girl - Live (03:23)
17. “40” - Live (05:51)

#3
01. One Tree Hill - St Francis Hotel Remix (04:17)
02. Bullet The Blue Sky - Jacknife Lee Remix (06:03)
03. Running To Stand Still - Daniel Lanois Remix (04:40)
05. With Or Without You - Daniel Lanois Remix (05:04)
06. Where The Streets Have No Name - Flood Remix (06:45)

#4
02. Walk To The Water (04:49)
03. Spanish Eyes (03:16)
04. Deep In The Heart (04:31)
05. Silver And Gold (04:37)
06. Sweetest Thing (03:04)
07. Race Against Time (04:03)
09. One Tree Hill Reprise - Brian Eno 2017 Mix (02:10)
13. Desert Of Our Love (04:58)
14. Rise Up (04:08)
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