«SOULFIRE - Little Steven» la recensione di Rockol

Il "Soulfire" di Little Steven

Diciotto anni dopo, "Soulfire" è il caldo ritorno di Little Steven: la recensione del nuovo disco del "discepolo del soul"

Recensione del 18 mag 2017 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Sono trascorsi diciotto anni dall’uscita dell’ultimo album di Little Steven, “Born again savage”. Diciotto anni in cui, colui che è conosciuto per essere la fedele ‘spalla’ di Bruce Springsteen, ha principalmente occupato la porzione temporale dedicata al lavoro facendo soprattutto, per l’appunto, il compagno del Boss e dedicandosi all’impegno come attore nelle serie televisive “I Soprano” e “Lilyhammer”. E se andiamo a guardare la lista della sua discografia possiamo vedere, senza timore di smentita, come “Born again savage”, a sua volta, giungeva a dieci anni di distanza da “Revolution”. Insomma, non è scorretto affermare che, con lo scoccare degli anni novanta, Little Steven abbia, volontariamente o meno, messo decisamente in secondo piano la cura della propria carriera solista.

Nel 1999 “Born again savage” fu il suo tributo al rock della seconda metà degli anni sessanta, il rock che ha accompagnato gli anni da teenager di questo classe 1950. Le sonorità di quel disco sono marcatamente di stampo hard rock e - potenza della casualità (per chi crede alla casualità) - sul seggiolino dietro la batteria vi era seduto Jason Bonham, valente drummer ma anche figlio di chi tutti voi ben sapete. Con “Soulfire” Steve si concede nuovamente di viaggiare a ritroso nel tempo per un tributo al soul, quello bianco e quello nero. Anzi, va bene il soul, ma il tributo è soprattutto a se stesso, alle canzoni che ha scritto in un arco temporale molto dilatato e alla musica che preferisce. Ad accompagnarlo in questa impresa la sua band, i Disciples of Soul. I discepoli del soul, guarda caso.

In “Soulfire” non vi sono brani inediti, ogni canzone è già stata incisa o proposta in precedenza dal vivo. Ogni canzone però è stata riarrangiata perché avesse una nuova veste e calzasse alla perfezione a Steven e ai suoi Discepoli. La maggior parte di questi brani sono stati scritti da Little Steven negli anni settanta, in primis per la leggenda della costa del Jersey Southside Johnny. E’ il caso di “I don’t wanna go home”, indiscusso cavallo di battaglia di Southside Johnny pubblicato nel 1976, il primo brano mai scritto da Van Zandt. Oppure, sempre per lo stesso Southside Johnny: “I’m coming back”, “Some things just don’t change” e “Love on the wrong side of town” (scritta da Steven assieme a Bruce Springsteen, suo è il riff).

Non mancano in “Soulfire” incursioni ben fatte in altri generi musicali che si concretizzano con le cover di “Down and out in New York City”, incisa nel 1973 da James Brown per il film “Black Caesar”, pura e bollente blaxploitation e il blues di “Blues is my business”, inciso da Etta James nel 2003. Oppure ancora con il dolce doo-wop di “The city weeps tonight” dove a deliziare sono i cori dei Persuasions, coro a cappella dalla pluridecennale carriera basato a Brooklyn. Van Zandt inserisce in scaletta anche l’inesorabile cavalcata morriconiana di “Standing in the line of fire”, canzone che venne scritta con Gary U.S. Bonds e incisa da questi nel 1984.

Tanta è stata la soddisfazione e il divertimento provati da Little Steven nella realizzazione di “Soulfire” da promettere che d’ora in poi avrà un occhio di riguardo per la sua carriera solista e che darà un seguito a questa esperienza con i Disciples of Soul. Il divertimento è palpabile e contagioso e, dal canto nostro, ci auguriamo davvero che queste non siano solo parole di circostanza spese perché dettate dall’entusiasmo del momento. Diciamocelo, sarebbe un vero dispiacere poter godere di questo ragazzo con la bandana solamente come spalla di Bruce oppure in una nuova serie televisiva.

Una serie di fortunate circostanze hanno fatto sì che Steven riunisse nuovamente i Disciples of Soul - e che i fiati del soul incontrassero nuovamente il rock’n’roll delle chitarre – per un concerto a Londra lo scorso autunno. Dal vivo queste canzoni promettono di essere ancora più calde e avvolgenti di quanto non lo siano su disco, quindi il prossimo 4 luglio (non una data qualsiasi) non mancate l’unico concerto italiano di questa gang a Pistoia.

TRACKLIST:

“Soulfire”
“I’m Coming Back” (Originally on Southside Johnny and The Asbury Jukes’ 1991 LP, BETTER DAYS)
“The Blues Is My Business” (Written by Kevin Bowe and Todd Cerney, recorded by Etta James in 2003)
“I Saw The Light”
“Some Things Just Don’t Change” (Originally found on Southside Johnny and The Asbury Jukes’ 1977 LP, THIS TIME IT’S FOR REAL)
“Love On The Wrong Side of Town” (Co-written with Bruce Springsteen and originally found on Southside Johnny and The Asbury Jukes’ 1977 LP, THIS TIME IT’S FOR REAL)
“The City Weeps Tonight”
“Down and Out in New York City” (Written by Bodie Chandler and Barry De Vorzon and originally recorded on James Brown’s 1973 Black Caesar soundtrack)
“Standing in the Line of Fire” (Co-written with Gary U.S. Bonds and (L.) Anderson and originally found on Gary U.S. Bonds’ 1984 STANDING IN THE LINE OF FIRE)
“Saint Valentine’s Day” (Originally found on The Cocktail Slippers’ 2009 LP, SAINT VALENTINE’S DAY MASSACRE)
I Don’t Want To Go Home” (Originally found on Southside Johnny and The Asbury Jukes’ 1976 debut LP, I DON’T WANT TO GO HOME)
“Ride The Night Away” (Co-written with Steve Jordan and originally found on Jimmy Barnes’ 1985 LP, FOR THE WORKING CLASS MAN; later recorded for Southside Johnny and The Asbury Jukes’ 1991 LP, BETTER DAYS)

TRACKLIST

01. Mike Stoller Intro - Live / 2017 (02:05)
02. Soulfire - Live / 2017 (04:31)
03. I'm Coming Back - Live / 2017 (04:17)
04. Blues Is My Business - Intro / Live / 2017 (02:08)
05. Blues In My Business - Live / 2017 (09:04)
06. Love On The Wrong Side Of Town - Live / 2017 (04:02)
07. Until The Good Is Gone - Intro / Live / 2017 (00:51)
08. Until The Good Is Gone - Live / 2017 (09:30)
09. Angel Eyes - Live / 2017 (05:04)
10. Some Things Just Don't Change - Live / 2017 (06:41)
11. Saint Valentine's Day - Intro / Live / 2017 (00:12)
12. Saint Valentine's Day - Live / 2017 (05:48)
13. Standing In The Line Of Fire - Intro / Live / 2017 (01:21)
14. Standing In The Line Of Fire - Live / 2017 (04:49)
15. I Saw The Light - Live / 2017 (04:43)
16. Salvation - Live / 2017 (06:15)
17. The City Weeps Tonight - Intro / Live / 2017 (04:19)
18. The City Weeps Tonight - Live / 2017 (04:11)
19. Down And Out In New York City - Live / 2017 (12:16)
20. Princess Of Little Italy - Intro / Live / 2017 (02:41)
21. Princess Of Little Italy - Live / 2017 (06:12)
22. Solidarity - Live / 2017 (06:26)
23. Leonard Peltier - Live / 2017 (02:58)
24. I Am A Patriot - Live / 2017 (04:11)
25. Groovin' Is Easy - Live / 2017 (04:28)
26. Ride The Night Away - Intro / Live / 2017 (00:16)
27. Ride The Night Away - Live / 2017 (05:28)
28. Bitter Fruit - Live / 2017 (08:20)
29. Forever - Live / 2017 (04:32)
30. Checkpoint Charlie - Intro / Live / 2017 (01:34)
31. Checkpoint Charlie - Live / 2017 (04:52)
32. I Don't Want To Go Home - Live / 2017 (04:37)
33. Out Of The Darkness - Intro / Live / 2017 (00:24)
34. Out Of The Darkness - Live / 2017 (05:34)
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