«OMAGGIO A FEDERICO E GIULIETTA - Caetano Veloso» la recensione di Rockol

Caetano Veloso - OMAGGIO A FEDERICO E GIULIETTA - la recensione

Recensione del 16 gen 2000

La recensione

Come fa quest’uomo a fare un disco più bello dell’altro? Qual è il suo segreto? Non pago di aver inciso un album live praticamente dopo ognuno dei suoi ultimi album di studio (“Circulado vivo” dopo “Circulado”, “Fina estampa ao vivo” dopo “Fina estampa” e “Prenda minha” dopo “Livro”), Veloso dà alle stampe questo live registrato in un’occasione unica, come sono stati i tre concerti tenuti al Teatro Nuovo, nella Repubblica di San Marino, nei giorni 28, 29 e 30 ottobre 1997, in onore di Federico Fellini e Giulietta Masina. E’ stata la stessa fondazione Fellini, nella persona di Maddalena Fellini, a chiedere a Veloso la sua disponibilità ad esibirsi in concerto, aggiungendo che era stata la stessa Giulietta Masina, quando era ancora in vita, a manifestare la volontà di conoscere l’artista che aveva intitolato una sua canzone con il suo nome e cognome. Tante le ragioni che si incontrano così in questo live, da quelle musicali che vedono Caetano alle prese con alcune splendide canzoni tratte dai film del maestro (“Come tu mi vuoi”, la citazione de “Le notti di Cabiria” dentro “Luna rossa”, “Gelsomina”, “Let’s face the music and dance”), con brani fondamentali per la sua formazione musicale (ad esempio “Chega di saudade” di Tom Jobim e Vinicius de Moraes, che nell’educazione artistica di Caetano ha avuto – come confessa l’artista nelle note interne al booklet – la stessa importanza di un film come “La strada”), episodi che rimandano all’era Felliniana anche di riflesso (è il caso di “Come prima”, un caso di kitsch che Veloso associa mentalmente al periodo della dolce vita) e, naturalmente, alcuni suoi grandi classici come “Giulietta Masina”, “Lua, lua lua, lua”, “Coração vagabondo”. Il tutto, servendosi spesso soltanto dell’accompagnamento essenziale della sua chitarra, e mettendo in mostra una grandissima umiltà e dolcezza nell’approcciare il repertorio. Un live magico, chiuso come meglio non si potrebbe, con Caetano che invita il pubblico – in italiano – a cantare con lui “Gelsomina”: le voci si alzano tutte insieme, e vanno unite fino alla fine, quando è lui a pronunciare ancora una volta un dolcissimo “grazie” che chiude il concerto, e il Cd. Più che un concerto un sogno, un regalo a chi sulla bellezza dei sogni aveva costruito il suo cinema.
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