«BELONG - San Fermin» la recensione di Rockol

San Fermin, ansiosi e contenti. Ecco il nuovo "Belong"

Tra pop sinfonico e una voglia di sperimentare innata, il collettivo dei San Fermin arriva al suo terzo album. La nostra recensione

Recensione del 03 mag 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

A quasi quattro anni dal disco con il toro in copertina, il genietto compositivo di Ludwig-Leone ritorna con la sua creatura, quei San Fermin, che ai bovini in corsa devono in qualche modo un po’ delle loro fortune. Se al debutto, il talento del giovane artista - con un curriculum di studente di musica a Yale e collaborazioni importanti - era già evidente, ora nel nuovo “Belong” compie un ulteriore passo in avanti, meno one man band e più gruppo vero e proprio. E’ lo stesso Ludwig-Leone a dichiarare di aver scritto il nuovo materiale pensando direttamente al suo collettivo di musicisti, portando così un inedito aspetto corale al proprio operato rispetto alle due precedenti prove discografiche. 

 

La piccola orchestra dei San Fermin in una sua variegata schizofrenia musicale, continua a sperimentare tra arrangiamenti, generi e stili, dando il necessario sfogo alle differenti pulsioni del proprio leader illuminato. Istinti che in “Belong” si manifestano in un evidente dualismo più che in passato, con i due registri della compagine liberi di incastrasi tra loro come tessere di un puzzle. Così, le atmosfere sofisticate di questi tredici brani si muovono su toni differenti, dalle inquietudini cantate da Allen Tate a quelli più leggeri, ma non solo, affidati alla frontwoman Charlene Kaye. Una nuova indagine sul tema dell’amore, sempre più o meno corrisposto, diviso tra preoccupazioni e nostalgie è al centro delle storie raccolte in “Belong”, dove il collettivo di Brooklyn mette in scena le gioie e i dolori dei sentimenti. E’ un disco in qualche modo amaro, crudo e al tempo stesso intimo e caldo. Racconta di quanto sia difficile amare qualcuno e cercare di stargli vicino, con la certezza di non poterlo fare per sempre. Un’esposizione diretta dei sentimenti e una consapevolezza d’intenti accompagnata da una corrispondente esposizione musicale, con il gruppo che rinuncia volentieri a certe stratificazioni e agli arrangiamenti orchestrali in favore di sound più asciutto e al tempo stesso avvolgente.

Così, l’intero album si basa su un classico equilibrio precario di emozioni che però ha generato una delle prove più ambiziose del musicista newyorkese, che, pur rinunciando alle baroccherie assortite, allestisce una complessa trama che spazia liberamente tra elettronica e chamber pop, dove sono i dettagli - e naturalmente le due ugole - a fare la differenza. Rassicurante ma anche avanguardistico e deliziosamente raffinato, come nell’iniziale “Open”, le tracce passano attraverso umori differenti, mantenendo una cifra stilistica unitaria che sembra abbracciare tanto gli Arcade Fire quanto le nuove tendenze scandinave, senza dimenticare Florence Welch e i suoi Machine. Tra morbide ritmiche e crescendi strumentali, come nelle dirette “August” e “Cairo”, la coinvolgente “No promises” o nell’operistica “Dead”, la creatura di Ludwig-Leone porta in dote tutto il suo carico di suggestioni pop, eleganti e complesse che si muovono libere tra fiati, chitarre e sequencer. Tramite la voce del cantante, nel brano che dà il titolo al disco, il leader del gruppo si dichiara “I’m right where I belong”, nonostante il suo bagaglio di dubbi, incertezze e stati d’animo contrastanti. Perché, in fondo, mettere in chiaro le proprie ansie fa solo un gran bene.

TRACKLIST

01. Open (04:21)
02. Bride (03:49)
03. Oceanica (03:35)
04. August (03:29)
05. Better Company (03:36)
06. No Promises (03:44)
07. Belong (04:33)
08. Bones (02:40)
09. Dead (03:50)
10. Perfume (03:24)
11. Cairo (03:40)
12. Palisades/Storm (05:03)
13. Happiness Will Ruin This Place (04:03)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.