«LOOK AT THE POWERFUL PEOPLE - Formation» la recensione di Rockol

È uscito l'album di debutto dei Formation: s'intitola "Look at the powerful people" e trae la sua forza dalla varietà di generi che la band

"Look at the powerful people" è il disco che lancia i Formation nel panorama musicale.

Recensione del 28 mar 2017 a cura di Barbara Nido

La recensione

I Formation, gruppo nato dalle menti dai gemelli Will e Matt Ritson, arrivano al disco di debutto dopo diversi EP (di cui il primo autoprodotto).
Per i fan europei dei Foals il loro nome non sarà nuovo, dato che la band è stata selezionata per aprire alcuni dei loro concerti, ma per la maggior parte del pubblico questa band londinese è una novità.

Nonostante non amino definirsi una “band politica” il titolo del disco, “Look at the powerful people”, così come alcuni dei testi al suo interno, danno di questi ragazzi un’idea decisamente diversa.
La title-track con il suo giro di basso che si mescola piacevolmente agli accenni elettronici presenti nel brano, si focalizza proprio sull’importanza di unirsi per usare la forza della collettività così da contrastare i potenti. Una chiamata per spezzare le catene dellla vera minoranza, con l’aiuto che solo l’unione sa dare; in modo analogo “Back Then” si pone lo stesso obiettivo di fomentare gli animi e volare verso la ribalta. “Buy and sell”, ed il suo ritmo accattivante, inneggia all’opporsi al capitalismo e a questo continuo abuso a cui gli individui sono sottoposti attraverso le pubblicità. 

La traccia che maggiormente riesce a rappresentare il sound dei Formation è “Pleasure” che, con la sua vena elettronica più marcata, continua ad elargire nozioni politiche e ad avanzare accuse verso i meccanismi dell’era moderna.

Appare evidente che, nonostante le buone intenzioni nello scrivere testi profondi e significativi, spesso emerga un però po’ di confusione: alcuni testi utilizzano metafore troppo (o troppo poco?) definite e, come risultato, viene disperso l’intento reale della canzone. Un esempio chiaro in tal senso è “Drugs”: viene fatta una riflessione sull’uso di droghe e sui meccanismi mentali che ne invogliano l’uso, ma con una musica in netto contrasto con le parole: troppo carica, quasi esaltante.

La canzone che maggiormente si distacca dalle altre è “Blood red hand”, che mostra un lato più soft dei Formation, ma che stride con cori troppo fragorosi; nonostante questo è di certo in grado di distinguersi facilmente dal resto del disco, probabilmente anche grazie alle sue marcate caratteristiche synth-pop. La critica sociale pervade “Look at the powerful people” ed è contestualizzata in ritmi a metà fra il dance e il rock.

A differenza dei loro EP precedenti, vi è una netta dominanza di basso e batteria, oltre che di synth, mentre la chitarra è quasi del tutto assente; che la band abbia fatto grandi passi avanti appare chiaro anche grazie alla nitidezza dei suoni (di certo la nuova produzione deve aver influito), ma il margine di miglioramento è ancora ampio. 

Il punto di forza dei Formation rimane la varietà di generi da cui attingono, si possono notare accenni di hip hop, rock, house e pop, e che con abilità vengono tramutati in un suono vario capace di attirare l’attenzione.
Insomma, il fatto che abbiano già in programma diversi festival europei non stupisce affatto.

 

 

TRACKLIST

01. Drugs (04:17)
02. Pleasure (04:12)
03. Powerful People (04:12)
04. Back Then (04:37)
05. On the Board (04:32)
06. Gods (04:31)
07. Buy and Sell (03:24)
08. A Friend (04:01)
09. Blood Red Hand (03:34)
10. Ring (06:38)
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