«8-WAY SANTA (DELUXE EDITION) - Tad» la recensione di Rockol

Il "disco grunge" dei Tad ristampato

Un album importante, ristampato e da riscoprire

Recensione del 10 gen 2017 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Puntuale, precisa e venerabile come sempre, Sub Pop ha ristampato anche il secondo album dei Tad – quel leggendario “8-Way Santa” che traghettò la band verso i perigliosi mari delle major (allettanti, ma letali per un’entità del genere – come per molte altre della medesima pasta: il contesto è importante).

Questa meraviglia, registrata nel 1990 presso gli Smart Studios di un pezzo da novanta come Butch Vig (memo: avrebbe da lì a poco prodotto un dischetto da niente del calibro di “Nevermind”), dopo la sbandata indigestissima dell’EP “Salt Lick”, rappresenta un ritorno al punk metal noise rock del disco di esordio, solo leggermente più cesellato, rifinito, studiato – e con qualche leggero accenno a un mood in stile Husker Du dell’ultimo periodo o certi Dinosaur Jr. (diciamo di “Bug” o giù di lì). La differenza rispetto al primo album è sostanzialmente in alcune finiture (più curate e vicine – fatte le debite proporzioni – a quello che sarebbe divenuto il grunge mainstream più sopraffino) e in un suono più caldo, rock, meno cupo e sferragliante, rispetto a “God’s Balls”.

Questo dunque è un disco grunge, forse “il” disco grunge per eccellenza dei Tad – ma nonostante ciò, siamo comunque di fronte a un’ora abbondante (la ristampa è arricchita da alcuni pezzi in più) che vi lascerà esausti e dopo la quale avrete più chiaro il motivo per cui questo gruppo non è divenuto un fenomeno da copertina, ma è rimasto una specie di segreto per iniziati, una perla sotterranea per boscaioli assetati di feedback e violenza.

I compromessi stanno davvero a zero, così come le chiacchiere: nel profondo “8-Way Santa” resta un album heavy, feroce, senza pietà e soprattutto intrinsecamente anti-mainstream, nonostante una lucidatura che lo poteva rendere appetibile alla massa di pubblico del nuovo rock rumoroso che avrebbe trovato nei Nirvana, nei Pearl Jam e tutti i loro colleghi degli idoli di riferimento.

Un album da avere e da riascoltare, probabilmente da riscoprire, come spesso accade. Peccato solo che questa ristampa sia presentata con la copertina non originale – a causa di una brutta storia di cause e tribunali per via della prima versione.

TRACKLIST

01. Jinx - Remastered (03:03)
05. Hedge Hog - Remastered (00:40)
09. Jack - Remastered (03:10)
10. Candi - Remastered (04:29)
12. Crane's Café - Remastered (02:47)
14. Pig Iron - Remastered (03:10)
15. Nuts 'N' Bolts (02:38)
16. Delinquent - Demo (03:03)
17. Giant Killer - Demo (03:07)
18. Wired God - Demo (02:58)
19. 3-D Witch Hunt - Demo (03:37)
20. Eddie Hook - Remastered (02:58)
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