«LOVE STORM - Espada» la recensione di Rockol

Espada: leggi qui la recensione di "Love storm"

Gli Espada sono un quintetto fondato da Giacomo Gigli a Foligno nel 2015 e trova le proprie radici nella tradizione folk e alt-country d’oltreoceano. Il progetto si conforma come contenitore di svariate esperienze musicali, laddove ogni componente opera p

Recensione del 18 dic 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Gli Espada se la giocano così, con i modi ammiccanti e sensuale tipici del tex mex e la calda e avvolgente coperta psichedelica che ha reso irrimediabilmente cangiante il rock n’ roll: Burns e Convertino sarebbero fieri di voi.

“Love storm” è una dichiarazione d’amore molto limpida nei confronti di un immaginario che dalle nostre parti non ha mai effettivamente trovato una voce credibile in grado di raccontarlo, ma tanti estimatori pronti ad apprezzarlo. Basta guardare il costante affetto riservato appunto ai Calexico, ormai di casa in Italia. O, sempre per restare in famiglia, a Depedro, altro grandissimo talento che prima o poi troverà spazio anche fuori dal circuito degli appassionati. Ecco, se fino ad oggi ci siamo sempre dovuti affidare a gente venuta da fuori per soddisfare le nostre voglie più torride e desertiche, d’ora in poi potremo pescare tranquillamente in casa nostra.

Gli Espada sono un quintetto fondato da Giacomo Gigli a Foligno nel 2015.  A lui si aggiungono MS, Leonardo Pucci, Joe Rehmer e Rocco Zulevi. Insieme producono un disco che conta solamente sette pezzi, ma fornito di tutto quello che serve per imbastire un discorso musicale dagli spunti molto affascinanti, che troverà piena completezza sul palco. Come già si diceva, siamo in territorio folk, tex mex e alt-country, impastato di psichedelia, un mix che gli Espada, musicisti veri, dimostrano di saper padroneggiare senza paura di sfigurare al confronto con band effettivamente più a loro agio (anche solo per motivi geografici) con il genere stesso. Il disco, creatura di Gigli, prodotto dagli Espada e Dan Kinzelman, si divide in momenti più veloci o di genere, vedi l’ottima “Hard times” o la Tarantiniana “The number”, e altri più compassati in cui i pezzi diventano vere e proprie ballad sabbiose e molto d’atmosfera, campo questo in cui i cinque riescono a tirare fuori il meglio. Ecco quindi che in cima ai pezzi più riusciti troviamo “Dwayne”, “The tour”, la ninna nanna “Young and devious”, favola magica sussurrata al chiaro di luna, e la conclusiva “The well”, forse il mio pezzo preferito del disco.

Riff a colpi di lap steel, harmonium e una voce senza dubbio fuori dal tempo (e dallo spazio): questi sono gli Espada; “Love storm” una tempesta di sabbia in pieno inverno.

TRACKLIST

01. Hard times
02. Dwayne
03. The number
04. The tour
05. Young and devious
06. Heart of ice
07. The well
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.