«SKIN COMPANION EP I - Flume» la recensione di Rockol

Flume - SKIN COMPANION EP I - la recensione

Recensione del 11 dic 2016 a cura di Barbara Nido

La recensione

Ha da poco vinto 8 ARIA Awards (i Grammy australiani, per intenderci) ma il dj/produttore sembra non essere intenzionato a fermarsi. Flume, nome d’arte di Harley Edward Streten, si è fatto largo nel panorama della musica elettronica con canzoni come “Never be like you”, “Drop the game” e “Say It”, nata dalla collaborazione con la cantante svedese Tove Lo, ma non solo; all’appello non mancano remix di pezzi di artisti del calibro di Sam Smith, Disclosure, Arcade Fire e Lorde. L’artista è così balzato nelle più alte posizioni delle classifiche mondiali. Dopo il grande successo del suo primo album, un eponimo uscito nel 2012 in collaborazione con l’etichetta Future Classic, il 2016 ci ha permesso di ascoltare “Skin”, il suo secondo lavoro e, anche in questo caso, Flume non ci ha delusi.

Il produttore ha successivamente concesso un nuovo regalo ai suoi fan e così si è giunti alla pubblicazione di “Skin Companion”, un EP che, nonostante le sole 4 tracce presenti, non va sottovalutato.

“Trust”, la traccia d’apertura, inizia con un suono che rimanda a quello di un carillon per poi dispiegarsi in un ritmo ripetitivo, ma non estenuante. Si dice che squadra che vince non si cambia e, probabilmente, Streten si è rivolto a Isabella Manfredi per la parte vocale di questo brano proprio per questo motivo: i due infatti avevano già collaborato nel 2013 in “The greatest view”; il canto delicato della Manfredi si miscela alla perfezione con la base ed il risultato è davvero stupefacente. Grazie alla presenza di un'interprete, e quindi di un vero e proprio testo, questa canzone risulta la più tradizionale rispetto alle altre.
Si procede con “V” che, nonostante alcuni passaggi disarmonici, si delinea come un insieme leggero e dolce.Sempre presente nelle sue performance live, i fan di Flume attendevano con ansia una versione studio di “Heater” e, a quanto pare, gli è stata finalmente concessa.
Con “Heater” si cambia registro: qui il sintetizzatore è molto più marcato e il ritmo è decisamente allegro: il contrasto con gli altri 3 brani è evidente, ma non stride.Tornando alla dimensione intimista si conclude così con “Quirk”, che trasmette un filo di malinconia e culla in uno stato di calma risultando perfetta nel segnare la fine di questo mini-percorso.

Questo EP ha riportato il Dj verso i suoni che hanno contraddistinto il suo album di debutto, allontanandosi così da quelli più radiofonici di “Skin”; come Flume stesso ha dichiarato, questo è solo il primo dei molti EP che seguiranno l’uscita del suo secondo disco.
Ora non ci resta che aspettare ma, vista la sua prolificità, l’attesa non dovrebbe durare molto…

TRACKLIST

01. TRUST (03:17)
02. v (02:28)
03. Heater (04:05)
04. Quirk (03:36)
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