«ORONERO - Giorgia» la recensione di Rockol

Giorgia - ORONERO - la recensione

Recensione del 28 ott 2016

La recensione


di Mattia Marzi

La produzione di Michele Canova in "Dietro le apparenze", uscito nel 2011, aveva scagliato Giorgia fuori dalla sua zona comfort, le ballad soul e r&b che erano diventate il suo marchio di fabbrica della sua ventennale carriera, portandola ad esplorare i territori della dance. "Senza paura", arrivato due anni dopo, era una mediazione tra la visione sui suoni di Canova e quella della cantante romana, un disco più vicino alle radici di Giorgia che alla dance del precedente. "Oronero", il nuovo album, è la sintesi: il disco, prodotto ancora una volta da Canova, cerca di combinare tra loro i due precedenti lavori di Giorgia, l'anima elettronica di "Dietro le apparenze" e quella più suonata di "Senza paura".





"Oronero" è il frutto di due anni di lavoro: Giorgia e Michele Canova hanno cominciato a mettere insieme le idee subito dopo la conclusione della promozione del precedente disco della cantante. Il disco, registrato tra Milano e Los Angeles, era previsto che uscisse già la scorsa primavera, ma Giorgia ha voluto prendersi un po' più di tempo e ne ha posticipato la pubblicazione di qualche mese: "Serviva per prendere un attimo la distanza dalle cose che avevamo già scritto, provinato e arrangiato", ha detto lei nella nostra intervista, "è servito, più che a cambiare il progetto iniziale, a limare alcune cose, a definirle". L'idea di base era di riprendere l'elettronica di "Dietro le apparenze", soprattutto nelle ritmiche, mettendo in primo piano sintetizzatori, programmazioni ritmiche e beat, riservando al tempo stesso uno spazio al tocco umano di musicisti "veri", "umani" (Alex Alessandroni Jr., Emanuel Lo, Tim Pierce, Christian Rigano e lo stesso Canova): però, anche lì dove Giorgia e il produttore hanno messo delle cose suonate, calde, hanno voluto rimaneggiarle "in modo da creare un campione che però non trovi in nessuna banca dati". Una cosa che colpisce di "Oronero", musicalmente parlando, è il numero di strumenti impiegati nelle registrazioni, pochissimi: pianoforte, tastiere, Rhodes, sintetizzatori e chitarre elettriche. Addirittura, manca il basso, il basso "vero", quello suonato da un bassista "umano".

"Oronero", dunque, ha un'anima anzitutto elettronica. Metà disco si riallaccia, quasi senza soluzione di continuità, all'elettropop e alla dance di "Dietro le apparenze". È così - ad esempio - in "Credo", un pezzo di Tony Maiello, Daniele Rea, Domenico Abbate e Enrico Palmosi, con un ritornello ballabile scandito da una cassa in quattro potentissima (sarà uno dei prossimi singoli estratti dal disco?). È così in "Danza", testo di Giorgia su musica degli autori americani Bryce Fox, Pete Nappi, Matt Parad e Felicia Barton, dove l'elettronica si fa più marcata e nel finale la cantante si improvvisa anche rapper. È così anche in "Regina di notte", un pezzo dance dall'atmosfera molto anni '80, scritto insieme a Michele Canova, Allan Rich e Jud Friedman.

Ma "Oronero" ha anche un'anima più acustica, suonata: l'altra metà del disco è composta di ballad intimiste che, in qualche modo, riportano Giorgia nella sua zona comfort, nei suoi territori. Il singolo "Oronero", ad esempio, parole e musica di Emanuel Lo, dove il canto di Giorgia si fa quasi parlato, seguendo un po' l'esempio delle ultime produzioni di Marco Mengoni (in sottofondo ci sono dei bassi potentissimi). La stessa cosa succede in "Grande maestro", caratterizzata dal gioco delle armonie vocali realizzate "sdoppiando" la voce della cantante. "Per non pensarti", parole di Giorgia e musica di Lucie Silvas, Tommy Lee James e Andrew Dorff, è un'altra ballad classica nella struttura, ma con un arrangiamento che la sporca di elettronica. "Sempre si cambia", una canzone sul cambiamento, è frutto della collaborazione con Pacifico, che ne ha scritto parole e musica: "Ci rincorrevamo da tempo. Questo testo sembra scritto da me", ha detto la cantante.

Sullo sfondo, quasi in disparte, restano due canzoni. Se ne stanno lì, silenziose, timide, con la testa bassa. Sono due canzoni dall'attitudine introversa e introspettiva: "Posso farcela" e "Non fa niente". Le ha scritte Giorgia, da sola, parole e musica. La cantante parla a sé stessa di una persona che se ne è andata, che non c'è più: "Quando eravamo noi quelli di quella canzone / quando ancora la mia fede non voleva le sue prove", canta in "Posso farcela". Ecco: in questo loro rimanere in disparte, queste due canzoni sembrano quasi le più efficaci del disco. C'è Giorgia, da sola. Davanti a uno specchio. E senza filtri.

TRACKLIST

01. Oronero (03:33)
02. Danza (03:15)
03. Scelgo ancora te (03:26)
04. Credo (02:55)
05. Per non pensarti (03:30)
06. Vanità (03:02)
07. Posso farcela (03:15)
08. Come acrobati (03:12)
09. Mutevole (03:43)
10. Tolto e dato (03:29)
11. Amore quanto basta (03:35)
12. Sempre si cambia (03:33)
13. Grande maestro (02:53)
14. Regina di notte (02:49)
15. Non fa niente (02:59)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.