«DRAUGR - Obake» la recensione di Rockol

Obake - DRAUGR - la recensione

Recensione del 28 ott 2016

La recensione

di Marco Jeannin

Tra gli anni novanta e i primi duemila. Tra il doom e il prog, con un tocco alternative e uno sperimentale, che male non fa. “Draugr”, nove pezzi più una versione alternativa della titletrack remixata da Leon Switch, è figlio di una band, gli Obake, che dopo cinque anni e due dischi è riuscita ad assestarsi mettendo i ruoli chiave del gruppo nelle mani di musicisti ben più che qualificati. E se alla chitarra e alla voce troviamo Lorenzo Esposito Fornasari e alle chitarre baritone Eraldo Bernocchi, deus ex machina del progetto Obake, per quanto riguarda la batteria parliamo dell’ottimo Jacopo Pierazzuoli (Morkobot, King’s Of Fire e già al seguito degli Obake dal tour del 2015), ma soprattutto parliamo di Colin Edwin (Porcupine Tree) al basso elettrico, il fuoriclasse che non ti aspetti al servizio di un album che effettivamente fa dei momenti prog i suoi punti di forza. Vedi “Appeasing the apparition”, pezzo a metà tra Tool ed Alice in Chains che ci aiuta non poco a rendere meno difficoltosa l’attesa del nuovo dei Tool (e degli Alice in Chains). Aggiungerei con quel tocco più puramente metal che è la morte sua, ed è qui che effettivamente “Draugr” si gioca la partita.

Nei nove pezzi messi in scaletta, c’è tanto equilibrio tra le parti ed i generi che le suddette parti hanno portato in dono, determinato principalmente dal grande lavoro fatto in sede di scrittura e finalizzazione dei pezzi. Pezzi nati da cinque giorni di session d’improvvisazione all’Igloo Audio Factory con la supervisione di Raffaele Marchetti a fine 2015, metodo più che ottimo per conferire grande varietà e interesse a composizioni altrimenti troppo dipendenti da un sound che corre sempre il rischio di lasciare ben poco alla fantasia. Qui il rischio di noia non si sfiora nemmeno lontanamente; i pezzi poi, dopo la prima stesura in studio, sono stati raffinati da Lorenzo Esposito Fornasari e Bernocchi in termini di arrangiamento, testi e mix, e spediti infine a Mike Fossenkemper al TurtleToneStudio di NYC per il master.

Del metal di casa nostra si parla sempre troppo poco, eppure band come gli Obake si meritano uno spazio anche fuori dalle mura del genere. Perché “Draugr” è un buon disco a prescindere, italiano ma potenzialmente esportabile, che, per come la vedo io, si merita più di un ascolto.

TRACKLIST

01. Cold Facts (05:34)
02. Incineration of Sorrows (04:41)
03. Hellfaced (05:08)
04. The Augur (06:15)
05. Appeasing the Apparition (04:17)
06. Serving the Alibi (04:25)
07. Cloud of Liars (04:20)
08. Immutable (05:29)
09. Draugr (06:27)
10. Draugr - Leon Switch Remix (06:06)
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