«CIRCUS MAXIMUS ROME, IT, 16/7/201 - Bruce Springsteen» la recensione di Rockol

Bruce Springsteen - CIRCUS MAXIMUS ROME, IT, 16/7/201 - la recensione

Recensione del 27 ott 2016 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

 

E così alla fine è arrivato anche questo: l'album digitale tratto dal terzo concerto italiano di Springsteen, quello di Roma del 16 luglio. Arriva dopo 3 mesi abbondanti: Nugs.net, la società che gestisce per conto del Boss la distribuzione delle registrazioni ufficiali dei suoi concerti, ha sospeso la pubblicazione degli show europei per dare la priorità al tour americano, dopo l'interesse suscitato dalle tre date in New Jersey, con quelle scalette pazzesche, soprattutto quella della terza sera (di cui vi parliamo qua).

Da nerd springsteeniani quali notoriamente siamo, vi abbiamo parlato dei "bootleg ufficiali" delle prime due date milanesi, e quindi non ci esimiamo neanche dal parlarvi di questo. Al solito, la funzione di queste registrazioni è duplice: un bellissimo souvenir per chi c'era, un album dal vivo in un posto magico per gli altri.

Il primo dato, che assolve ad entrambe le funzioni: ottima registrazione audio. Se siete stati al concerto, come dicono gli americani, è un no-brainer a prescindere dall'audio comprare, subito, senza pensarci e senza dubbi. 10 euro per tre ore e passa di ottima musica, alla cui creazione avete assistito in diretta. 

Passando alla seconda funzione: dei tre concerti italiani, è quello in cui si sente la E Street Band più in palla. La prima data milanese, quella del 3 luglio è emozione pura, il ritorno dopo anni. La seconda data milanese, quella del 5, ha una scaletta stupenda, e più energia della prima. Questa data ha una scaletta se vogliamo "media", ma con esecuzioni impeccabili e migliori di quelle delle altre due.

Chiariamo subito la definzione di scaletta "media", prima che qualcuno si arrabbi: C'è "New York City serenade", suonata in maniera stupenda con la Roma Sinfonietta, esattamente come tre anni prima sempre a Roma (e poco dopo diventata quasi normale: è stata un'apertura costante nel tour americano). C'è una bella e rara versione acustica di "The ghost of Tom Joad", eseguita su richiesta per i lavoratori. C'è il "Detroit medley" e c'è la "Boom boom" di John Lee Hooker, c'è "Tougher than the rest" (giustificata dalla presenza di Patti): tutti brani abbastanza rari nel tour. Il resto è ordinaria amministrazione, per come può esserla per Springsteen, per cui nulla lo è mai davvero, in concerto. Molto "The river", ovviamente, e nella stessa sera si sono sentite "Indipendence day", "Point blank" e "Drive all night", come a Milano prima sera, il che è davvero un gran sentire. C'è "Bobby Jean" e c'è l'emozionante chiusura con "Thunder road" acustica.

Ma riascoltando il concerto, a fare la differenza sono le esecuzioni: davvero stupende, cariche di energia, pulite, con la voce di Springsteen in gran spolvero (e in forma migliore che nelle altre date italiane). Una "Drive all night" ancora più memorabile di quella di Milano (con la parte "Dream baby dream" sussurata), una "Land of hope and dreams" con intro prolungata e dedicata ai caduti della strage di Nizza. Le canzoni più tirate - che a Milano avevano mostrato qualche pecca, soprattutto nella prima sera - sono pressoché perfette. 

Poi, certo: queste sono menate da nerd springsteeniani, appunto: fare i confronti, alla fine è inutile. Se siete fan, le registrazioni ufficiali dei concerti italiani vanno prese tutte, per motivi diversi. Non c'è un concerto più speciale dell'altro, ma quello di Roma è stato davvero speciale, e questa registrazione ne è la testimonianza perfetta.

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