«LOVER, BELOVED: SONGS FROM AN EVENING WITH CARSON MCCULLERS - Suzanne Vega» la recensione di Rockol

Suzanne Vega - LOVER, BELOVED: SONGS FROM AN EVENING WITH CARSON MCCULLERS - la recensione

Recensione del 19 ott 2016

La recensione

di Vittoria Polacci

Poetico e teatrale. Questo è lo stile e il valore aggiunto dell’ultimo album di Suzanne Vega. La cantautrice cresciuta a New York sembra superare il labile confine tra il cantautorato, teatro e letteratura, vestendo i panni della sua scrittrice preferita Carson Mccullers. E se la Vega ha già dimostrato in passato di avere una certa propensione a raccontare storie di vita drammatiche e intense (prima tra tutte quella del famoso singolo “Luka” nel 1987), non può che trovare terreno fertile nel destino tormentato dell’autrice del profondo sud degli Stati Uniti. Minata da problemi di salute fisica e psichica, quasi indotta a un doppio suicidio dall’uomo che ha amato, cresciuta tra le difficili e spesso squallide situazioni di provincia della Georgia degli anni ’30, la Mccullers è un soggetto delicato da trattare, e Suzanne Vega è riuscita con garbo e con grande ambizione a portarne in superficie la voce attraverso la musica.

Un contributo senza dubbio prezioso deriva dalla collaborazione della Vega con la penna di Duncan Sheik (autore del musical “Spring Awakening” e vincitore di un Tony Awards), che dona quel giusto tocco teatrale ai brani, adatto a raccontare le avventure e disavventure di questa figura femminile di grande ispirazione. Al centro di tutto sta ovviamente lei, la Mccullers: «il suo lavoro», afferma Suzanne Vega, «racconta le lotte degli afroamericani, le difficoltà dei ragazzi giovani, delle donne e di ogni tipo di “outsider”. Per questo ha tutta la mia stima e il mio interesse».

Il disco è stato anticipato dal singolo “Harper Lee” che racconta ironicamente lo spirito competitivo della scrittrice, chiamando in causa tutta una fetta di scrittori di quel periodo, tra Tennessee Williams e Truman Capote, fino all’altra grande donna della letteratura americana, Harper Lee, della quale Carson non era certo una fan: il testo, già gustoso di per sé, si accompagna a un sound volutamente retrò, uno “swing pop” con tanto di tromba con sordina e con il soffice canto della Vega. Il singolo è senza dubbio un’ottima anticipazione di ciò che ci si può aspettare da questo album: alcuni brani come “Instant of the hour after” o “The ballad of Miss Amelia”, con un’atmosfera da vaudeville, sono talmente teatrali che puoi immaginarli in scena a Broadway, mentre “We of me”, adattamento del romanzo della Mccullers “Invito a nozze”, o “12 mortal men”, più cupa e scura e con tanto di banjo, conservano un sapore più folk. Merita una nota a parte il pezzo di apertura “Carson’s blues” che racchiude tutto lo spirito di ciò che la Vega vuole trasmettere nella sua ultima fatica: i suoni sono curati, dai soli di fisarmonica, al piano e ai fiati con le sordine (che ricalcano un’atmosfera da New Orleans anni ’30), fino al sensuale timbro della Vega che racconta tra i giri di blues tutte le contraddizioni della scrittrice che l’ha ispirata.

Suzanne Vega ha ammesso di aver lavorato a lungo sulla piece teatrale legata al personaggio di Carson Mccullers, arrivando finalmente a produrre questo viaggio in dieci tracce, che ricalcano forse la più classica situazione del “one woman show”. Un lavoro originale, appassionato e passionale, che merita senza dubbio la giusta attenzione.  

TRACKLIST

01. Carson's Blues (02:55)
04. We Of Me (02:52)
05. Annemarie (03:18)
06. 12 Mortal Men (02:47)
07. Harper Lee (03:43)
08. Lover, Beloved (03:24)
10. Carson's Last Supper (03:30)
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