«LOVE LIFE PEACE - Raphael Gualazzi» la recensione di Rockol

Raphael Gualazzi - LOVE LIFE PEACE - la recensione

Recensione del 26 set 2016 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Raphael Gualazzi in testa alle radio, d'estate, con una canzone che cita John Wayne, Federico Fellini, i figli delle stelle, le celebri banane di Andy Warhol, Lupin e Sandro Pertini. Un anti-tormentone, tra l'altro arrivato a stagione già iniziata, divenuto un tormentone: una rivelazione. Gualazzi che sforna una hit ballabile e canticchiabile, pur non scomponendosi e mantenendo la classe, il rigore e quel fascino dannatamente retrò che lo hanno sempre contraddistinto, risultando più che credibile. Chi lo avrebbe mai detto? Sulla scia del successo di "L'estate di John Wayne" arriva ora "Love life peace", ideale sequel di "Happi mistake" del 2014 e quarta prova in studio del musicista urbinate.





Il disco porta alle estreme conseguenze il suono, la scrittura e la composizione di Gualazzi: è un album che sintetizza quanto il musicista ha fatto fino ad oggi, che recupera le sonorità più care a Raphael e che, al tempo stesso, lo vede mostrare particolari piuttosto inediti del suo profilo artistico (come il Gualazzi re delle radio e dell'estate, appunto). È un disco che esalta da un lato il talento del cantautore con un bel groviglio di idee musicali (gli arrangiamenti, ricchissimi e stratificati, sono uno dei tanti punti di forza di questo disco), dall'altro la sua cultura musicale: dentro c'è di tutto, dal soul al blues, dall'r&b alla dance anni '70 e '80, dal rockabilly alla bossa nova.

Raphael prende tutti questi generi, li lega tra loro in un bel mazzo che poi porge all'ascoltatore. Ed è un mazzo variopinto e colorato, dove però nessun colore prevale sugli altri: "Love life peace" è un disco piuttosto omogeneo, non ci sono brani che spiccano di più o pezzi che restano più indietro. Per certi versi, risulta anche difficile etichettare il suono di questo disco: spesso succede che una canzone parte in una determinata maniera, si sviluppa in un modo e poi va a finire da tutt'altra parte. Gli episodi più caratteristici: "Lotta things" si apre con sonorità rockabilly, da saloon, e poi si trasforma in un pezzone dance anni '70 tutto da ballare. "Mondello beach" è una sorta di "Mambo italiano 2.0", un mix circense tra la musica popolare siciliana e le sonorità di New Orleans. Il duetto con Malika Ayane su "Buena fortuna" è bossa nova rivisitata con sapori più pop, mentre "Disco ball" è pura funky dance anni '80. La cantante italo-marocchina è l'unica ospite cantante del disco: gli altri sono tutti autori che hanno collaborato con Raphael alla scrittura dei pezzi, da Gino Pacifico ("Buena fortuna") a Matteo Buzzanca, Lorenzo Urciullo e Alessandro Raina degli Amor Fou ("L'estate di John Wayne").

In sintesi: se vi erano piaciuti i precedenti dischi del cantautore, "Love life peace" vi piacerà ancora di più. Se, invece, le canzoni di Gualazzi non sono mai riuscite a fare breccia nel vostro iPod, allora non ce la faranno neanche quelle contenute in questo suo nuovo e bel lavoro - con l'eccezione di "L'estate di John Wayne", che non fa testo. 

TRACKLIST

01. All Alone (04:00)
03. Mondello Beach (03:07)
04. Say I Do (03:30)
05. Buena fortuna (feat. Malika Ayane) (03:10)
06. Lotta Things (03:24)
07. Quel che sai di me (04:34)
08. Right to the Dawn (04:06)
09. Splende il mattino (03:14)
10. Figli del vento (03:10)
11. Disco Ball (03:05)
12. Love Life Peace (03:36)
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