«SIMILI - Laura Pausini» la recensione di Rockol

Laura Pausini - SIMILI - la recensione

Recensione del 09 nov 2015 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Nel presentare il suo nuovo album "Simili", Laura Pausini dice di vivere il momento più felice della sua vita privata e della sua carriera, di aver abbandonato le sue inquietudini e di essere più matura rispetto al passato. "Simili" è un album importante per l'artista: la Pausini dice che essere diventata mamma le ha conferito un'apertura mentale che prima non aveva e anche voglia di sperimentare; è il primo lavoro di inediti in quattro anni e segue di due la pubblicazione del greatest hits con il quale ha celebrato i suoi vent'anni di carriera; ma è anche il primo album non completamente autobiografico: stavolta, la cantante romagnola canta di storie universali che sono state pensate e scritte da altri autori e che prendono spunto dal particolare (come nel caso di "Nella porta accanto", ispirata alla storia di una fan conosciuta su Facebook).

Le registrazioni di "Simili" si sono svolte in sette studi di registrazione sparsi in giro per il mondo tra l'Italia, gli Stati Uniti, la Spagna, l'Inghilterra e la Repubblica Ceca. E' poliglotta anche per quanto riguarda la produzione: in cabina si sono avvicendati ben sei produttori diversi: oltre al compagno Paolo Carta, suo collaboratore da ormai dieci anni, troviamo Rik Simpson (noto ai più per le sue collaborazioni con i Coldplay), Davide Rossi, Steve Power (Robbie Williams, Diana Ross), Julio Reyes Copello (già al fianco di star della musica latina quali Ricky Martin e Jennifer Lopez) e Printz Board. Ognuno di questi produttori ha portato nell'album caratteristiche diverse: per questo, la Pausini parla (giustamente) di "Simili" come di un disco che non ha un centro, che percorre direzioni sonore diverse e che la vede a volte sporcarsi le mani ed uscire fuori dalla sua zona comfort, a volte rimanere in territori già ampiamente esplorati. "Multiforme" è l'aggettivo che meglio riesce a descrivere il nuovo lavoro della cantante, anche sotto l'aspetto autorale: alla scrittura delle quindici canzoni contenute in "Simili" hanno preso parte un totale di quattordici autori diversi. Oltre a quella della stessa Laura, i brani portano le firme di (in ordine alfabetico): Laura Abela (in arte L'Aura), Niccolò Agliardi ("Simili" è il terzo album di Laura Pausini in cui figurano canzoni scritte da Agliardi), Biagio Antonacci (che aveva già firmato "Tra te e il mare" del 2000 e "Vivimi" del 2004), Simone Bertolotti, Paolo Carta, Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti), Mattia De Luca, Tony Maiello (già concorrente della prima edizione di X Factor e vincitore nella categoria "nuova generazione" del Festival di Sanremo 2010), Riccardo Onori, Massimiliano Pelan, Christian Rigano, Edwyn Roberts, Lorenzo Vizzini e Daniel Vuletic - grandi assenti Virginio Simonelli, che aveva scritto "Limpido" e "Dove resto solo io", gli inediti contenuti all'interno di "20. The greatest hits", e il collaboratore storico Alfredo Rapetti Mogol (in arte Cheope, autore di diverse hit della voce di "Strani amori").

"Simili" è un album multiforme soprattutto dal punto di vista delle sonorità e delle atmosfere; il disco ruota tutto intorno a tre concetti: la Pausini vuole esplorare suoni e generi diversi rispetto a quelli con i quali si è cimentata fino ad oggi (e lei stessa, nel singolo apripista "Lato destro del cuore", canta del bisogno di cambiare e di voler raccontare questo cambiamento); in secondo luogo, è il disco che vede la cantante mostrare un lato più duro e meno genuino di sé, e in "Io c'ero (+ amore x favore)" canta: "Ho incollato sul muro l'innocenza e l'ho lasciata là"; ma sotto sotto è anche un album fedele alle radici della cantante: le ballad intimiste e le canzoni che parlano dell'amore universale e "quotidiano" (proprio come si intitola uno dei brani di "Simili"). Si spazia da pezzi in pieno stile Pausini a canzoni più pop-rock, da brani dall'impronta classica a atmosfere dance: ci sono brani più immediati come "Simili", "200 note", "Innamorata" e altri meno masticabili come "Chiedilo al cielo", "Ho creduto a me", "Colpevole" e "Il nostro amore quotidiano".

Questa grande varietà rappresenta tuttavia uno dei limiti di "Simili": il fatto di non avere un centro e una direzione sonora precisa o quantomeno predominante, il non riuscire ad individuare un filo conduttore che a livello di sonorità leghi tra loro le canzoni, e i tanti linguaggi utilizzati dai quattordici autori nella scrittura delle canzoni rischiano di far apparire l'album come un pastiche frammentario dalla narrazione troppo spezzata, e sarebbe un peccato. Perché "Simili" è un disco interessante, soprattutto negli episodi in cui la cantante romagnola si sporca le mani e gioca con i suoni (raramente lo aveva fatto, in passato): "Innamorata", scritta da Jovanotti, Onori e Rigano e prodotta da Printz Board, è un reggaeton dal ritmo tribale, con riff martellanti e che contiene pure un intermezzo rap ("Speravo lo cantasse Lorenzo", ha detto Laura, che per la prima volta entra nel mondo e nella filosofia di Jovanotti - il brano, che aspira a diventare una delle hit dell'estate del 2016, potrebbe pure aprire la strada a future collaborazioni tra i due); "Tornerò (Con calma si vedrà"), uno dei tre pezzi firmati da Antonacci - gli altri sono "Lato destro del cuore" e "E' a lei che devo l'amore" - la vede riproporre in maniera più decisa i ritmi sudamericani già proposti con il remake di "Non c'è" contenuto nel greatest hits (ribattezzato "Se fué" e cantato in duetto con Marc Anthony); "Per la musica" è una canzone che strizza l'occhio alla musica folk, mentre "Lo sapevi prima tu" (scritta insieme a L'Aura e a Simone Bertolotti) è un pezzo dall'arrangiamento scarno, tutto basato su beat e chitarra; "Sono solo nuvole", di Giuliano Sangiorgi, dal punto di vista più strettamente musicale è un brano di musica da camera con protagonista un quartetto d'archi (suggestivo il ritornello, con gli archi che interrompono un crescendo per lasciare da sola la voce di Laura); "Io c'ero (+ amore x favore)", anche questa scritta insieme a L'Aura, partendo da uno spunto di Joseph Carta, è una canzone arrabbiata dalle sonorità spudoratamente dance.

Se il primo potenziale limite di "Simili" è rappresentato dalla troppa varietà, il secondo è rappresentato dalla credibilità o meno del progetto. In altre parole ci si chiede: ma la Pausini che canta un pezzone dance o un reggaeton, oppure che si fa accompagnare da una chitarra flamenca su un brano latineggiante, è credibile? La risposta: sì, lo è. Ma lascia perplessi. E forse è proprio questo il suo intento: lasciare perplessi e sorprendere, proporre novità alle quali il pubblico o chi ascolta i suoi dischi non è abituato o non si aspetta dalla Pausini. E sarà interessante scoprire come il pubblico risponderà a queste piccole novità: se sarà in grado di coglierle ed apprezzarle o se invece, abituato agli standard della cantante, storcerà un po' il naso.

Tra gli altri brani, "Simili" è un pezzo pop-rock con accenni ai Coldplay in cui la voce della cantante si fa più graffiante e grintosa (sarà il prossimo singolo estratto dal disco e la sigla della nuova stagione di "Braccialetti rossi" - nel videoclip, contenuto nell'edizione deluxe del disco insieme alle altre 14 clip, figurano gli attori della serie tv di Rai1); "200 note", firmata da Tony Maiello e Lorenzo Vizzini, vede la presenza della City of Prague Philarmonic Orquestra e la scrittura malinconica ricorda vagamente il Tiziano Ferro del periodo "Nessuno è solo"; "E' a lei che devo l'amore", che chiude il disco, è un terzetto da colonna sonora disneyana eseguito con il solo accompagnamento della chitarra del compagno Paolo Carta e le "intrusioni" della piccola Paola.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.