«PIU' CHE LOGICO. LIVE - Cesare Cremonini» la recensione di Rockol

Cesare Cremonini - PIU' CHE LOGICO. LIVE - la recensione

Recensione del 08 giu 2015 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Cesare Cremonini ferma il tempo e celebra i successi conquistati nel corso degli ultimi dodici mesi, dal disco di platino di "Logico" (suo quinto album di inediti solista, consegnato al mercato nel maggio del 2014) ai numeri del tour che lo scorso novembre lo ha portato ad esibirsi nei principali palasport italiani (e che ha registrato oltre 100 mila presenze in un solo mese); lo fa consegnando al mercato "Più che Logico. Live", documentazione del "Logico tour": si tratta di un box composto da tre CD per un totale di 22 canzoni registrate dal vivo nella data di Torino del 22 novembre 2014 e 4 inediti tra cui il singolo "Buon viaggio (Share the love)", una canzone caratterizzata da una certa leggerezza e spensieratezza che unisce elementi elettronici ad altri più tendenti alla musica folk e che parla di trovare il coraggio di prendere la strada che porta più lontano: "Lasciare tutto indietro e andare, partire per ricominciare, ché non c'è niente di più vero di un miraggio. E per quanta strada ancora c'è da fare... Amerai il finale".





A detta di Cesare Cremonini, questo disco dal vivo è qualcosa di più che un semplice album live; Cesare ha parlato delle nuove canzoni scritte in collaborazione con Davide Petrella della band de Le Strisce (già al suo fianco nella scrittura di alcuni brani contenuti all'interno di "Logico") come di un mini album in cui i quattro inediti rappresentano ciascuno un universo musicale, degli spunti su cui lavorare per il futuro. Oltre a "Buon viaggio (Share the love)", all'interno del disco troviamo "46", "Lost in the weekend" e "Quasi quasi". Le prime due canzoni si presentano all'ascolto come caratterizzate da sonorità elettropop: "46", un omaggio all'amico Valentino Rossi, è un pezzo scritto quasi in slow-motion che parte in sordina per poi aprirsi - dopo un coinvolgente crescendo - nel ritornello ("Ed io so solamente andare e vado via per salvare un po' di me, l'asfalto sembra fatto di plastica ed ogni corsa è l'ultima per me", canta con energia Cesare); "Lost in the weekend" può essere invece considerata quasi una "Logico #2" ed è un brano in cui le sonorità elettropop sono presenti in maniera più marcata, dal sapore anni '80, con tastieroni e sintetizzatori chiamati a riportare alla mente i successi della musica funk e dance-pop di quel periodo. "Quasi quasi", invece, è una canzone d'amore acustica e più classica, dall'atmosfera più pacata e riflessiva, che sembra quasi non partire mai.

I quattro inediti sono tuttavia solamente l'ideale epilogo di questo "Più che Logico. Live". La registrazione audio del concerto tenuto dall'ex Lunapop a Torino lo scorso novembre occupano infatti i primi 107 minuti del cofanetto, che oscilla tra disco-live e greatest hits; la tracklist, infatti, riproduce la scaletta del concerto ospitato dal palasport torinese, composta non solo dai brani inclusi all'interno dell'album "Logico" ma anche di alcuni successi tratti dai precedenti album solisti di Cesare e pure alcune hit del periodo Lunapop: l'apertura è affidata alla potente "Logico #1", ma poi il passato prende subito il sopravvento sul presente con "Dicono di me " e "Padre e madre" (rispettivamente da "Il primo bacio sulla luna" del 2008 e da "Bagus" del 2002). Dal passato prossimo - e dunque dall'album "La teoria dei colori" del 2012 - provengono invece "Il comico (Sai che risate?)", "Una come te", "Stupido a chi?", "I love you" e "La nuova stella di Broadway", mentre la dolcezza di "Un giorno migliore" e la freschezza di "50 special" omaggiano il periodo Lunapop. 107 minuti di musica dal vivo in cui si respira aria di divertimento, l'energia della dimensione live e la complicità che lega Cesare al suo pubblico.

All'interno del cofanetto è contenuto anche un booklet (condito da alcune immagini live e backstage) scritto come una sorta di diario in cui Cesare racconta, in prima persona, una delle sue giornate-tipo, dalla sveglia fino al momento di salire sul palco per cantare di fronte ad un palasport gremito; dalle parole del cantautore si percepisce tutta l'ansia da prestazione di una popstar come Cesare, l'esigenza di soddisfare le aspettative del pubblico concependo la musica come una forza in grado di muovere gli affetti: "Se uno solo di loro, anche il più ignaro fra chi è venuto stasera fino a qui, non sarà cambiato di una virgola grazie a noi, saremo dei falliti", scrive Cremonini. Che poi si presenta come una sorta di guerriero, con il microfono visto come un'arma utile per difendersi e al tempo stesso per attaccare: "Lo scettro che pone fine ad ogni mio dubbio: il microfono. E' una spada. Ed è uno scudo. Lo prendo in mano e lo stringo forte. E' nelle mie mani ora e tenerlo in pugno mi fa sentire quello che sono per davvero: semplicemente, ancora per una sera, una voce". Il palco, invece, viene presentato come un gioco, "il gioco più bello del mondo": "E' un luogo rialzato da terra. E' lassù. Ed è illuminato. E' spettacolo, non realtà. E' oltre il normale. E' davvero il gioco più bello del mondo".

"Più che Logico. Live" rappresenta al tempo stesso un punto di arrivo e di ripartenza, una sorta di cerniera: il lavoro anticipa infatti la nuova tournée di Cesare, che partirà il prossimo ottobre proprio da Torino e che vedrà il cantautore tornare ad esibirsi nei palasport italiani fino alla fine di novembre (facendo tappa anche a Roma, Bologna, Firenze e Milano). La scaletta dei nuovi concerti sarà arricchiti dai quattro inediti contenuti all'interno del cofanetto.
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